F.A.Q. Pianificazione finanziaria

FAQ – Pianificazione Finanziaria
Cercherò di rispondere alle domande più frequenti che mi vengono rivolte in questo ambito:


1. Perchè investiamo?
Investiamo prima di tutto per battere l’inflazione, il nostro patrimonio, se non facciamo niente e lo lasciamo sul conto corrente, apparentemente non cambia, ma cambia in termini di potere di acquisto. Quando mi sono laureata, ormai 30 anni fa, i miei genitori mi hanno regalato un orologio, ricordano di averlo pagato un milione di lire. Oggi si sta laureando mia figlia, se volessi regalarle lo stesso orologio non lo pagherei 500 euro, ma quasi10.000. Quindi se i miei genitori 30 anni fa avessero lasciato il milione in un conto corrente oggi avrebbero circa 500 euro, ma potrebbero comprare molto meno di allora. E’ evidente quindi che dobbiamo investire, almeno per battere l’inflazione.


2. Come funziona la tua professione?
Il mio obiettivo è affiancare il cliente nelle sue scelte di vita, se battere l’inflazione è l’obiettivo generico, ognuno di noi ha il suo obiettivo particolare: investo per far studiar mia figlia nella migliore università, investo per fare un viaggio intorno al monto di due anni, investo per acquistare un agriturismo e cambiare lavoro. Cercare insieme al cliente quale è il motivo per cui desidera investire è il punto di partenza, per questo ti chiederò molte cose sul tuo lavoro, sulla tua famiglia, sul tuo patrimonio. Una volta definiti obiettivi e tempi, si costruisce un portafoglio di investimento diversificato e si condivide la proposta con il cliente. A quella scelta iniziale dobbiamo tener fede, affrontando insieme i cali di mercato e aggiornando le scelte nel tempo, soprattutto se dovessero cambiare i tuoi bisogni.


3. Devo controllare gli investimenti e chiederti di modificarli? Questa è una preoccupazione frequente, a cui rispondo assolutamente no. A meno che non cambino le tue esigenze e i tuoi obiettivi, è corretto tener fede alle scelte iniziali, sarà mio compito aggiornarti e proporti modifiche. Tu controllerai gli investimenti on line ogni volta che lo desideri, ma sarò io a sollecitare gli incontri e le decisioni.


4. Come vieni retribuito?
Il mio compenso non si vede, anche se ovviamente c’è. Gli investimenti prevedono dei costi, in particolare costi di gestione, quando guardi il valore che hanno un certo giorno, i costi sono già stati tolti, per questo non si vedono. Una parte di quei costi, che si pagano alla società che gestisce il fondo, vengono dati a me in forma di provvigioni. Non c’è nessun passaggio di denaro tra me e i miei clienti.


5. E’ il momento giusto per investire?
E’ sempre il momento giusto per investire, i mercati su cui si investe sono un dato di fatto e non possiamo controllarli, però possiamo organizzarci in mondo da ottenere il meglio su un periodo adeguato.


6. Quali sono gli ambiti di tua competenza, di quali argomenti potremo parlar insieme, oltre all’investimento?
Sarò ben lieta di accompagnarti in una serie di scelte finanziarie che riguarderanno te e la tua famiglia, solo a titolo di esempio:

– l’acquisto di una casa, compresa la ricerca, la scelta del notaio e del mutuo

– la pianificazione del futuro pensionistico per te e i tuoi figli

– la pianificazione successoria, intesa come la valutazione di chi sono i tuoi eredi, la scelta se fare o meno testamento e come. Ho conseguito un Master su questi temi.

– problematiche legali e fiscali, per valutare insieme a chi rivolgersi e aiutarti, se non hai professionisti di riferimento, a scegliere il più adatto.

Per approfondire:
Cosa può fare per te un consulente finanziario? https://danielaiachini.it/2021/05/29/cosa-puo-fare-per-te-un-consulente-finanziario/

Il tempo degli investimenti https://danielaiachini.it/2021/04/03/il-tempo-degli-investimenti/
Tre passi per un investimento consapevole. https://danielaiachini.it/2020/09/12/come-fare-se-hai-un-patrimonio-da-gestire-tre-passi-per-un-investimento-consapevole/

Cosa intendiamo per pianificazione finanziaria?


Come puoi ben immaginare vedo ogni settimana alcuni portafogli di investimento per i quali mi si chiede una consulenza. Cosa posso notare e quali sono gli errori più frequenti?
– non è chiaro il motivo per cui si sono acquistati i prodotti

– non c’è una logica e i vari prodotti sono entrati nel portafoglio in base a quello che in quel momento era più logico o più conveniente (per la banca)

– il cliente proprietario del portafoglio non ne conosce le logiche

– il cliente ha perso di vista le somme iniziali investite

– il cliente non conosce i costi


Questa non è pianificazione finanziaria, l’iter di solito è il seguente: ci si trova con una somma nel conto corrente, la banca ti chiama per investire, dall’appuntamento emerge l’utilità di una scelta di cui dicevo sopra e si sottoscrive il contratto. Alzi la mano chi non ha vissuto questa esperienza. Dopo qualche anno l’insieme di questi contratti è disarmonico e soprattutto non c’è una strategia chiara.


Quale è invece l’iter corretto?

I 5 passaggi per una buona pianificazione finanziaria


– fare emergere gli obiettivi per cui vuoi investire. Non motivi generici: battere l’inflazione, guadagnare, ecc… ma motivi personali: investo per l’università di mio figlio, perchè voglio trascorrere una vecchiaia serena, perchè voglio una casa con il terrazzo in centro… e così via

Questa è la parte più complessa del mio lavoro, il cliente di rado conosce questi suoi obiettivi e si ferma ad argomenti generici. Per questo le domande sono necessarie e altrettanto lo è l’ascolto delle risposte. Se io pongo le domande e mentre parli ti interrompo per darti la soluzione, non sto facendo un buon lavoro. Facciamo l’esempio dell’architetto, a me tanto caro: ci sono architetti che si riconoscono per la loro firma, cioè le case che arredano sono molto simili, a loro, non ai clienti. Non credo sia la strada giusta.


– definire il tempo entro cui vuoi raggiungere questi obiettivi. Quanto tempo hai per comprarti la casa con il terrazzo? Di conseguenza quanto tempo hai per i tuoi investimenti? Non è la stessa cosa se parti con un capitale già disponibile e tra 3 anni vuoi traslocare, rispetto al caso in cui haimeno denaro ma hai pazienza per realizzare il tuo progetto.Per tempi brevi dovremo usare strumenti con meno oscillazioni di prezzo, per cui più tranquilli, se i tempi sono lunghi si aprono tutte le possibilità.


– preparare un progetto, cioè trasformare le tue esigenze in strumenti finanziari concreti in cui investire, questo è il mio compito esclusivo. Terrò conto delle situazioni di mercato, del profilo dilischino del cliente, e naturalmente degli obiettivi di cui sopra. Per tornare al nostro architetto, il. Momento in cui disegna la piantina, fa i prospetti con i mobili, colora le pareti, ancora sulla carta.


– condividere il progetto, informando il cliente sui costi e le opportunità. Questa è la parte più faticosa per il cliente che a volte delega completamente: a differenza di quello che potresti immaginare non è la situazione migliore per il consulente che, preferisce avere un interlocutore informato e partecipe delle scelte. Sicuramente è più facile visualizzare un progetto architettonico che una presentazione di fondi, ma così è…


– realizzare il progetto cioè arrivare alla firma del contratto. Da qui partirà l’investimento vero e proprio.


Com puoi immaginare si tratta di un percorso che richiede tempo, ma che si fa all’inizio del rapporto di consulenza, rimarrà poi un pietra miliare a cui fare sempre riferimento. Naturalmente possono cambiare le esigenze, possono esserli degli imprevisti e sarò sempre pronta a delle modifiche dettate delle esigenze di vita del cliente, invece terremo fede al progetto in momenti negativi di mercato.
Le domande che ti pongo
Ci sono persone che vivono le domande come una intrusione nella loro vita e nella loro privacy. Facciamo un po’ il punto. Ci sono domande a cui dovrai rispondere obbligatoriamente per aprire la collaborazione, sono domande stabilite dalla legge sugli investimenti (MIFID). Se ti chiedo l’importo del tuo patrimonio e come reagisci alle oscillazioni di mercato, quanto guadagni e se hai dei mutui lo facci perché obbligata a compilare un modulo, sostanzialmente uguale per tutti. Ma non basta!Ci sono domande personali, che nessun modulo può contenere: – come è composta la tua famiglia- quali sono le persone a cui dedichi i tuoi pensieri- quali sono le tue prospettive sul lavoro – come trascorri il tuo tempo e come faresti se tu fossi libero
Queste domande mi servono a cercare di comprendere quelle esigenze e quei progetti di cui parlavo prima. Dare un nome al denaro, cioè dire ad esempio “investo per mandare mia figli Giulia a fare un master negli Stati Uniti”, è lo scopo di una corretta pianificazione finanziaria.

Come fare se hai un patrimonio da gestire? – Tre passi per un investimento consapevole

Con questa newsletter che da oggi diventa settimanale, ti arriverà ogni martedì intorno all’ora di pranzo, vorrei accompagnarti in un percorso che ti permetterà di conoscere meglio i temi del patrimonio e della sua protezione. Dico spesso che il patrimonio è una opportunità, non un motivo di preoccupazione, a patto che ce ne prendiamo cura. Vediamo insieme i tre passi per un investimento consapevole


1/ definisci gli obiettivi
Perchè investiamo? In teoria per raggiungere degli obiettivi, ma se ti chiedessi a bruciapelo quali sono i tuoi obiettivi di investimento sapresti rispondere? Immagino tu debba rifletterci un po’. Ti dico come hanno risposto a questa domanda la maggior parte dei miei clienti: per la sicurezza, per la libertà, per le persone che mi sono care.
Eppure questi non sono ancora obiettivi specifici, come possono essere:
– fare studiare mia figlia in una università prestigiosa- comprare la seconda casa al mare – viaggiare quando sarò in pensione

Cercare di indagare il  perchè investi  è il primo passo che ti permette di fare scelte consapevoli e adatte alle tue aspettative. Prova a rispondere a queste tre domande: 
– ho parlato di obiettivi con il mio consulente finanziario?
– ho chiaro come vorrei che fosse il mio patrimonio tra 5 anni?
– perchè il denaro è importante per me? 
Se riesci a farlo con facilità sei sulla buona strada!

2/ proteggiti dall’inflazione L’inflazione è l’aumento prolungato del livello dei prezzi in un determinato periodo di tempo, che genera una diminuzione del  potere d’acquisto della moneta. Con l’innalzamento dei prezzi, ogni euro potrà comprare meno beni e servizi. Di conseguenza,  considerando immutate tutte le altre condizioni tra cui i redditi, l’inflazione è un’erosione del potere d’acquisto dei consumatori.
Questo fenomeno ci “condanna ad investire” perchè  se non fai niente il denaro che hai nel conto corrente, in cassetta di sicurezza o sotto il materasso,  diminuisce il suo potere di acquisto e quando tra 3 o 10 anni lo prenderai fuori per usarlo, potrai acquistare meno cose. Facevo tempo fa un esempio in un post: se nel 2000 avessi messo in un conto corrente 10.000 euro, oggi avresti un potere di acquisto di circa 7.000. 
Se invece gli stessi 10.000 li avessi investiti in azioni internazionali oggi avresti circa 27.000 euro.

Eppure la ricchezza italiana nei conti correnti è pari a circa 1.300 miliardi, denaro infruttifero tenuto nei conti per paura del futuro, perchè “non si sa mai” e anche perché spesso le alternative non vengono spiegate in modo abbastanza chiaro. 

3/ Approfondisci Gli italiani sono tra gli ultimi al mondo per conoscenze in campo finanziario, la materia non piace, di sicuro è più divertente guardare un film o leggere un bel romanzo che interessarsi alla finanza. Eppure il nostro patrimonio ci da sicurezza, libertà e capacità di donare, merita un po’ di attenzione! Dopo gli affetti e la salute, nell’ordine che preferisci, il denaro è il terzo punto fermo della nostra vita.
Le ragioni del poco interesse per la finanza sono secondo me due:
– la colpa è di chi comunica: se chi si occupa di finanza per decenni ha preferito i paroloni alle spiegazioni semplici, ha parlato agli addetti ai lavori e non al pubblico, se non esiste a scuola l’insegnamento della finanza personale, non meraviglia che le persone siano poco preparate.
– Risparmiatori non investitori: storicamente il popolo italiano ha risparmiato, non ha investito! Ha risparmiato tanto, ma per comprare titoli di Stato, per finanziare un debito pubblico fuori controllo, con rendimenti molto interessati in certi periodi storici in cui l’inflazione era anche essa fuori controllo. Chi spiegava il funzionamento di un fondo azionario quando si potevano ottenere rendimenti a due cifre comprando i BOT?
Immagina di avere un problema legale, cerchi un professionista per risolvere e quel professionista è l’avvocato. In finanza il professionista è il consulente finanziario. Una settimana fa, sull’onda della notizia della truffa a Conte (Antonio, l’allenatore ) Mancini intervistato consigliava di rivolgersi ad un commercialista o ad un avvocato per gli investimenti. Sarebbe come se per curare il mal di testa andassi dal notaio!
Abbiamo visto che dovresti occuparti del tuo patrimonio, puoi fare da solo o affidarti ad un professionista.
Per fare da soli occorre tempo: per studiare, per provare, per sbagliare, se vuoi fare da solo seguimi, faremo insieme un percorso che ti potrà essere utile, se invece non hai tempo e vuoi rivolgerti ad un consulente, scrivimi!

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Non si sa mai!

Avevo scritto tempo fa un post, che puoi leggere qui su quanto una buona assicurazione possa aiutarci a stare tranquilli e ad evitare di tenere tanto denaro nel conto corrente.

Oggi leggo il post di Leopoldo Gasbarro (lo puoi leggere qui sotto) sullo stesso argomento  e mi è tornato in mente il mio post.

Premesso che “io non ho da vendere” polizze ramo danni, vorrei approfondire un attimo. Teniamo tanto denaro nel conto corrente perché “non si sa mai”, ma che cosa?

  • Potrei ammalarmi? Esistono le polizze sanitarie
  • Potrei non essere autosufficiente? Esistono le polizze Long Term Care
  • Potrei morire? Esistono le polizze caso morte che tutelano le persone a noi care.

Pensiamo che il denaro utilizzato per una assicurazione sia “buttato” perché se tutto va bene non ce lo restituiranno. Mentre con una polizza liberiamo tanto denaro nostro per gli investimenti, invece di tenere decine di migliaia di euro nei conti correnti in attesa di un qualcosa che speriamo non succeda.