Perché lasciare ad altri la gestione del nostro denaro?

Quante volte, ancora oggi, incontro signore che mi dicono: “se ne occupa mio marito, o mio padre, o il mio compagno”! 

E ogni volta mi torna in mente un fatto che mi è successo alcuni anni fa, nella mia vita professionale precedente, quando lavoravo ancora in banca. 

 La moglie di un mio cliente, alla morte di lui scoprì di possedere un patrimonio importante, di cui era stata sempre all’oscuro. La signora risparmiava su tutto, anche sul riscaldamento ad essere sinceri, ha vissuto una vita semplice e da anziana si è trovata a gestire una somma considerevole di denaro che mai il marito aveva condiviso con lei.

 Perché??? 

 Il denaro, dopo la salute e gli affetti, ma per qualcuno anche prima, è un aspetto fondamentale della nostra vita. 

 Perché lasciare agli altri la gestione? 

Le donne spesso hanno l’ultima parola in casa su molti argomenti, perché non sugli investimenti? 

 Naturalmente sto generalizzando, ho tante clienti donne che sono molto preparate ed interessate, però in media non è così. 

 Da una ricerca della rivista We Wealth, il 20% delle donne al nord non ha un conto corrente, la percentuale sale al 25% al sud. 

 Il 54% delle donne non investe il proprio denaro, pur essendo maggiormente a rischio: la combinazione di una vita media più lunga e di esperienze lavorative discontinue infatti, rendono necessario ancora più che per gli uomini una corretta pianificazione finanziaria. 

 Vorrei dire a tutti che è necessario occuparsi del proprio denaro; è una opportunità, ma anche una responsabilità nei confronti di chi ce lo ha trasferito e nei confronti delle generazioni future.

Segue …

Azimut Libera Impresa

Di solito in questo sito non parlo di Azimut, ma questo Evemto merita una eccezione! Cosa possiamo fare per aiutare le Imprese Italiane a crescere ed evitare che vengano acquistata da stranieri?

Un evento imperdibile per discuterne e valutare le soluzioni che Azimut propone.

Un unico dispiacere, per chi non è riuscito a partecipare, ma da giovedì sono disponibile per ogni informazione.

Buon lavoro!

Fine Master

Ci siamo! Oggi, con la discussione della tesi, termina questa avventura!

Un anno e mezzo di lezioni, cinque esami, la tesi da scrivere e poi da studiare che non è tanto vero che “tanto l’hai scritta tu e te la ricordi”.

Il tutto a cinquant’anni, con la memoria di un pesce rosso e l’energia un po’ (ma solo un po’) ridotta. Il tutto continuando un lavoro impegnativo e la gestione di una famiglia un po’ caotica. Ne hanno fatto le spese gli amici, quelli che abbiamo visto sempre meno perché “succede tutto quando sono a Brescia”.

Ma loro hanno capito e mi aspettano al varco da settembre.

Ho condiviso questa avventura con altre persone a noi tutti un grande in bocca al lupo finale!

I soldi sul conto corrente (II parte)

 

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Il mio precedente post che puoi leggere qui, terminava con una domanda: é vero che tenere i soldi in conto corrente li mantiene al sicuro?

Scrivevo sull’ultima mia newsletter* che esiste il fondo di tutela interbancario che garantisce fino a 100.000 euro per ogni intestatario, ma non può garantirci dalla perdita del potere di acquisto. 

Non decidere ha un costo! Ma siccome è occulto non lo consideriamo.

Quante volte ho sentito dire: “non voglio vedere un segno meno sul mio estratto conto”!

È un’aspirazione condivisibile, ma non è realistica! Non esiste nessun investimento che cresca con continuità senza oscillazioni ed eventuali segni meno.

Invece l’inflazione che corrode il conto corrente è una certezza. 

Tempo fa è uscito sul Sole 24 ore un articolo che si intitolava “Una lezione di investimento, per gentile concessione di Nonna Peppa”.  Nonna Peppa è una simpatica nonnina di 115 anni che racconta la sua vita.

Fa notizia perché ha superato i 100 anni, ma, grazie al progresso in campo medico, saranno sempre di più le persone che potranno arrivare alla sua età e che “purtroppo” sopravviveranno ai loro risparmi, soprattutto se li hanno custoditi nel conto corrente o in investimenti “a basso rischio”.

Dall’articolo de Il Sole 24 ore:

“Per evitare di trovarsi privi di risparmi nell’ultima fase della propria vita potrebbe essere necessario ottenere rendimenti in linea con quelli generati dal mercato azionario, specialmente se la ricerca in campo medico continuerà a progredire con successo”.

A questa newsletter una amica mi ha risposto con questo quesito: Non sarà che sono le esperienze negative vissute in passato a tenere le persone lontano dagli investimenti? Cercherò di rispondere nel prossimo post.

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