Cosa ci riserva il futuro?


Oggi ti parlerò di un tema che mi sta molto a cuore. Non è divertente come forse sarebbe giusto in questo momento in cui avremmo bisogno di sorrisi, ma mettiamola così: tocchiamo ferro e per scaramanzia cerchiamo di arrivare in fondo alla newsletter, bastano 5 minuti!
Con cosa ci riserva il futuro non parlo dei mercati, parlo della nostra vita e della nostra salute. Mai come in questo momento ci sentiamo vulnerabili, in balia di un virus che ha scardinato tutte le nostre certezze, ci ha tolto gli amici, i viaggi, i progetti.
Ma arriverà il vaccino e sarà solo un brutto ricordo? O ha modificato il nostro modo di pensare e di guardare al futuro? Se nel farci diventare migliori forse non è riuscito, di sicuro ci sta dando del tempo libero per riflettere anche sul futuro e la salute.

Le polizze che tutelano il nostro futuro dal rischio di non autosufficienza si chiamano Long Term Care. Io ho sempre avuto la preoccupazione di non voler essere un peso per i miei familiari e sinceramente la cosa che più mi preoccupa è perdere l’autosufficienza a causa di una malattia o di un incidente. Pensare che la vita della mia famiglia sarebbe stravolta dal dovermi accudire mi mette in angoscia, tanto che da anni mi sono premurata di sottoscrivere una polizza a questo fine, appunto la Long Term Care.

Ci sono eventi imprevedibili che segnano le nostre vite, tutti ci auguriamo che non capiti proprio a noi, ma in verità non lo sappiamo. Per tutelarci da questi eventi sono nate le assicurazioni. Quando tutti gli anni paghiamo la RC auto, lo facciamo sperando di non usarla, se abbiamo una polizza Caso Morte (TCM) altrettanto.

Esiste però un rischio ancora troppo sottovalutato ed è quello della non autosufficienza: se perdo la capacità di badare a me stesso che cosa succederà? Una persona non autosufficiente in famiglia mette in ginocchio di certo gli affetti, ma dal punto di vista patrimoniale è una catastrofe. Ancor più della morte.

Vediamo come funziona: se a causa di un incidente o di una malattia (pensiamo ad Alzhaimer o Parkinson ad esempio) la persona non è più autosufficiente, la polizza paga una cifra mensile che potrà essere di aiuto nella organizzazione familiare. Per definire una persona non autosufficiente esistono dei parametri, di solito quando non può fare in autonomia almeno 4 delle sei attività seguenti:

  • Fare il bagno
  • Curare la propria igiene personale (radersi, pettinarsi, …)
  • Vestirsi
  • Nutrirsi, cioè mangiare anche cibo preparato da altri 
  • Continenza
  • Spostarsi (alzarsi da una sedia, camminare, ….)

La polizza ha un premio annuo e, in caso di non autosufficienza accertata, paga per il periodo della non autosufficienza o per tutta la vita se non è risolvibile, una cifra mensile alla persona assicurata.
Lo scopo sarà utilizzare questa cifra per:

– Qualcuno che possa aiutare nella cura della persona

– Pagare in tutto o in parte una retta in una struttura di ricovero

– i necessari interventi sanitari (infermieri, fisioterapisti)


Avrete ben presente come la pensione non è quasi mai sufficiente per pagare la casa di cura o l’aiuto domestico, l’assicurazione fornisce un grande aiuto.

Assicurazioni e pianificazione finanziaria.
Una parte anche molto importante del patrimonio non viene investita perchè “non si sa mai: potrei averne bisogno, se mi ammalo, se non potrò lavorare per un periodo, se avranno bisogno i miei genitori che hanno una pensione bassa”, e così via. Per tutelarci da questi rischi esistono le assicurazioni, una corretta pianificazione finanziaria deve tenerne conto. Quando analizziamo i nostri obiettivi di investimento, sapere che in caso di bisogno l’assicurazione coprirà un certo rischio cambia tutto. E se finalmente pensassimo alle assicurazioni come qualcosa a nostra tutela e non a soldi persi? Sarei ben lieta di pagare la LTC per tanti anni e non averne bisogno, quello che pago io servirà ad aiutare altre persone meno fortunate. Se invece sarò tra quelle, sarò ben contenta di aver fatto qualcosa per aiutare la mia famiglia.
Se non ci avevi ancora pensato fallo ora! Scrivimi per tutti i chiarimenti necessari, ti dirò meglio i vantaggi e i costi (ti assicuro del tutto affrontabili) in modo che tu possa fare una scelta informata.

Come funziona il fondo pensione?

Le regole del fondo pensione 

Il fondo pensione prevede delle regole, non è come un altro investimento che fai e disfi in base ai tuoi desideri o esigenze, si chiama fondo pensione perché deve accompagnarti alla pensione! Quindi non si vende e non si riscatta se non quando si hanno i requisiti per farlo.

Perché ci sono delle regole? Perché le pensioni saranno un problema sociale, non abbiamo ancora visto le persone andare in pensione con il 60% dello stipendio, ma le vedremo e dunque lo Stato sta facendo di tutto per convince le persone a pensarci privatamente. A costruirsi una integrazione alla pensione pubblica.

Per convincerci si utilizzano delle agevolazioni fiscali: chi ne beneficia ha un vantaggio importante che dopo vedremo, di contro deve sottostare a delle regole. Quindi le regole non le stabilisce la società che gestisce il fondo pensione, derivano dalla esigenza di ridurre il numero delle persone indigenti e quindi non è possibile usare il fondo a proprio piacimento. Se hai sottoscritto un fondo pensione di certo te ne hanno parlato, se ci stai pensando è importante partire da qui: stai pensando al tuo futuro, magari molto lontano, ma stai facendo una delle operazioni più importanti nella tua vita: il fondo pensione è un accantonamento che fai per il numero di anni che ti mancano per arrivare alla pensione pubblica, solo quando avrai i requisiti per la pensione pubblica potrai riscattarlo. (Ci sono delle eccezioni che vedremo in una prossima newsletter).

Il riscattoRaggiunti gli anni della pensione pubblica che cosa potrei fare del tuo fondo pensione?

  • Ottenere una rendita 
  • Riscattarlo come capitale in tutto o in parte
  • Lasciarlo investito nel fondo pensione 

Queste opzioni, ognuna ha i suoi vantaggi, le avrai tutte a disposizione, deciderai solo in quel momento quale preferisci, quando avrai tutte le informazioni per farlo.

Rendita: sarebbe l’opzione più logica, hai risparmiato per integrare la pensione pubblica con un altro assegno mensile. Eppure la rendita non ci piace, in media gli italiani non vedono di buon occhio questa opzione. Vogliono tutto il capitale , tutto insieme. Per farne che? Per investirlo in altro modo? Non scartate a priori l’opzione della rendita, ce ne sono di tanti tipi e andrebbe valutata bene prima di decidere. Il problema più sentito è “se poi muoio ci rimetto”, a parte che se muoio purtroppo ho ben altri problemi, è possibile prevedere una rendita reversibile in capo ad un’altra persona.

Capitale: la legge stabilisce che posso avere tutto il fondo in forma di capitale solo se non supera una certa cifra. Altrimenti potrò avere massimo il 50% come capitale e il resto come rendita. E’ possibile, aprendo diversi fondi pensione non superare la cifra e quindi ottenere la rendita totale, puoi farlo aprendo più fondi pensione di varie società o se la società con cui operi ne ha più di uno aprirne due diversi. La cifra da non superare si aggira sui 60/70 mila euro di capitale.

Lasciarlo investito: per ragioni di pianificazione finanziaria e patrimoniale, può essere conveniente non riscattare il fondo pensione anche una volta andati in pensione e al limite mai, trasferendolo direttamente agli eredi.

I vantaggi fiscali
I vantaggi fiscali del fondo pensione sono i seguenti:

  • deducibilità fiscale fino a 5.164 euro. In pratica quello che versi al fondo pensione non viene tassato, si detrae del tuo reddito e non paghi le tasse sull’importo versato, la somma risparmiata dipende dall’aliquota marginale.
  • le somme che hai versato e quindi dedotto dalla tua dichiarazione dei redditi, verranno tassate al momento del riscatto: pagherai massimo il 15%, minimo il 9% in base a quanti anni hai tenuto il fondo. Il risparmio fiscale è notevole: invece del 27 o 38 o 41 o 43% che avresti pagato sul reddito quando hai fatto il versamento, pagherai massimo il 15%.  
  • sui rendimenti si pagano le tasse al 20% invece che al 26%. Il fondo pensione produce rendimento, se fosse un qualunque investimento pagheresti una tassa del 26%,  in questo caso è agevolata al 20% 
  • non ci sono tasse di successione, il fondo pensione se il titolare muore prima di averlo riscattato va agli eredi, questi non pagheranno le tasse di successione.  

Contattami per una consulenza, verificheremo quale è la tua situazione pensionistica e se è consigliabile migliorarla.

Perché scrivere un testamento?


Ecco un breve elenco, di sicuro non completo, dei tanti motivi per cui scrivere un testamento può essere utile se non necessario:

– desideri decidere in prima persona cosa sarà dei tuoi beni in un futuro speriamo lontanissimo

– desideri dividere i beni in modo da evitare liti tra gli eredi, confrontandoti con loro potresti avere delle sorprese e magari scoprire che a tua figlia non interessa la casetta in montagna

– desideri dividere i beni per evitare comunioni ereditarie che sono sempre complicate da sciogliere

– desideri privilegiare un erede rispetto agli altri perché ha più bisogno, puoi farlo aumentando la sua quota con la tua disponibile

– desideri evitare che un erede che ritieni meno capace possa sperperare il tuo patrimonio e dunque “limitare i danni”

Se ci sono eredi che hanno diritto alla legittima (coniuge, figli e genitori in mancanza dei figli) avrai dei limiti nella stesura del testamento, altrimenti potrai farlo con la massima libertà. Eppure solo il 20% delle successioni in Italia prevede un testamento.


Come scriverlo?
Esistono tre tipi di testamento:

– testamento segreto

– testamento pubblico

– testamento olografo

Il testamento olografo deve essere scritto a mano dal testatore, riportare data e la firma. Può essere scritto su un qualunque foglio e verrà conservato dal testatore o consegnato ad una persona di sua fiducia. Ha il vantaggio di non avere un costo, tuttavia può essere smarrito o distrutto e questo fa si che non sia estremamente sicuro. Inoltre si possono scrivere testamenti di difficile interpretazione e che mettono In difficoltà gli eredi. Ricordo il caso di una persona, il mio cliente era un suo erede, che scrisse un lunghissimo elenco di onlus a cui lasciare somme molto piccole come legati, l’erede impazzì per trovare tutte queste associazioni anche all’estero.

Il testamento segreto viene scritto dal testatore anche con mezzi meccanici (non necessariamente a mano), chiuso in una busta e consegnato ad un notaio. E’ segreto in quanto il notaio non ne conosce il contenuto, lo conserva fino alla morte del testatore quando chiamerà gli eredi per l’apertura.

Il testamento pubblico viene redatto dal notaio in presenza di due testimoni, ha un maggior valore in caso di contestazioni, in quanto redatto da un pubblico ufficiale. Sicuramente più costoso in quanto richiede l’intervento del notaio, da la massima garanzia riguardo alla conservazione.
In ogni caso sarà da ritenersi valido l’ultimo testamento scritto in ordine di tempo, un testamento olografo potrà sostituire anche un testamento pubblico.


Da chi farsi aiutare?
Nella mia esperienza, spesso sono la prima persona con cui il cliente condivide i suoi dubbi su eredità e testamento. Come posso esserti utile?

  • Valutare cosa dice la legge nel tuo caso specifico, in base alla tua situazione familiare e patrimoniale. 
  • Aiutarti a comprendere se per te questa è la soluzione migliore o preferiresti che le cose andassero diversamente. 
  • Trovare le soluzioni ottimali 

In questo non mi contrappongo ai tuoi professionisti di fiducia: avvocato e commercialista, anzi! La situazione che tutti auspichiamo è quella di una collaborazione tra tutti i professionisti per darti tutte le risposte che cerchi. Il rapporto do fiducia che ti lega al consulente finanziario, spesso fa sì che sia la persona con cui ti confidi con più facilità e a cui esponi i tuoi dubbi.

Molti miei clienti non parlano in famiglia di questi temi, preferiscono confrontarsi con me per una prima analisi. Su questo tema c’è molta (troppa) riservatezza e io, ove possibile, consiglio sempre un confronto con i familiari. Una mia carissima cliente è convinta che uno dei suoi figli desideri la casa al mare, conoscendolo io non sono altrettanto sicura e da anni auspico una chiacchierata tra i due.

Ho seguito un Master sul Passaggio generazionale, ho la preparazione e l’esperienza per una consulenza, In un secondo momento, quando avrai chiari i tuoi obiettivi faremo intervenire i tuoi professionisti di fiducia o, se non li hai, sarò lieta di scegliere la persona più adatta nella mia rete professionale di avvocati, commercialisti e notai.

Architetto delle scelte


Se ci fosse stata a Bologna la facoltà di architettura, probabilmente io sarei un architetto. Purtroppo non c’era, ma questa è un’altra storia. Però la passione per l’arredamento mi è rimasta: la mia casa è piena di riviste di arredamento e cambiare i mobili è uno dei miei hobbies, con buona pace di mio marito.
Invece che lavoro fai?Alla risposta il consulente finanziario molti fanno finta di capire, ma noti un impercettibile punto interrogativo nei loro occhi. Se abbiamo tutti molto chiaro cosa fa un avvocato o un architetto, non sempre è così chiaro cosa fa un consulente finanziario. Si occupa del patrimonio dei suoi clienti, in che modo lo fa e come viene remunerato?
Iniziamo col dire cosa non è un consulente finanziario, almeno secondo me:

– non è la persona che ti consiglia su cosa investire in questo momento a prescindere da tutto,

– non è la persona che possa dirti se è meglio investire oggi o tra un mese,

– non è la persona che sa come andranno mercati da qui a fine anno,

– non è nemmeno la persona che potrà dirti quando vendere (ai massimi di mercato) e quando comprare (ai minimi di mercato)

Se ti aspetti questo da un consulente purtroppo non potrò aiutarti. Sarebbe come chiedere all’avvocato chi sarà il giudice al tuo processo e come finirà, ancora prima di avergli spiegato la tua problematica.
E quindi? A cosa può servire un consulente finanziario? Il termine consulente indica una persona che, avendo accertata qualifica in una materia, consiglia e assiste il proprio cliente nello svolgimento di cure, atti, pratiche o progetti fornendo informazioni, pareri e soluzioni, attraverso le proprie conoscenze e le proprie capacità di Problem solving.

Compito del consulente è quindi, una volta acquisiti gli elementi che il cliente possiede già, di aggiungervi quei fattori di sua esperienza, conoscenza e professionalità che possono promuoverne sviluppi nel senso desiderato; in tale contesto è sostanziale il rapporto di fiducia tra il cliente e il consulente. (Wikipedia)
Da questa definizione emergono due elementi:

– la disponibilità del cliente a fornire informazioni perché il consulente possa iniziare la sua attività

– il rapporto di fiducia che deve crearsi.


Chi domanda comanda, ma lo fa per capire.La parte più bella e interessante del mio lavoro è proprio quella iniziale, conoscere nuove persone che si sono avvicinate a me perché consigliate dai miei clienti o perché mi seguono on line. Non si tratta di sapere quanti soldi hanno e proporre un elenco di fondi che in quel momento giudico migliori, si tratta di capire insieme quali sono le loro reali esigenze e qual’è il motivo che li spinge ad investire. Non è facile ti assicuro trovare queste risposte, perché occorre fatica per pensarci, ma se non ci pensi tu al tuo denaro, chi potrà mai farlo? Investi per avere una vecchiaia serena, per comparare una seconda casa al mare, o per i tuoi figli? Sono esempi ma rappresentano le tre grandi categorie che ci motivano:

  • La sicurezza
  • Il divertimento 
  • Il dono 

Definiti questi motivi, ne discendono anche i tempi entro cui vuoi realizzarli: se ti preoccupa l’università di tuo figlio e lui ha appena compiuto 8 anni, avrai 10 anni almeno per realizzare il tuo obiettivo. Definiti i tempi ne discende un progetto di investimento che sarà studiato per te e solo per te. Per questo quando qualche persona mi chiede “è il momento giusto per investire?” mi viene da sorridere, non lo so se in assoluto è il momento giusto, so che e sempre il momento giusto per raggiungere i tuoi obiettivi. 

Ma quanto mi costa un consulente?
Gira in rete da tempo una battuta che dice più o meno: “Se credi che un professionista ti costi troppo, è perché non hai idea di quanto ti costerà alla fine farne a meno”
Il consulente finanziario si appoggia di solito ad una società mandante, nel momento in cui il cliente inizia ad investire, non prima, sosterrà un costo per la gestione dei suoi investimenti, tipicamente il costo di gestione dei fondi, che avrebbe comunque. Una parte di questo costo andrà al consulente, direttamente dalla società al consulente, senza nessun passaggio di denaro tra il cliente e il consulente.(Alcuni consulenti operano senza società mandante e in quel caso si pagherà loro una “parcella” sempre in proporzione al capitale investito)

Ne deriva che nel mio caso, tutta l’attività di consulenza che precede l’apertura del rapporto e l’investimento vero e proprio non prevede un costo. Eppure, come abbiamo visto è una parte fondamentale del lavoro, la più importante. E’ gratuita? Si! E’ necessaria? Assolutamente! E’ una bellissima occasione per conoscersi e iniziare a realizzare il tuo progetto.
Contattami per un appuntamento, rispondendo a questa mail o al mio indirizzo dani.iachini@gmail.com

I prestiti controgarantiti

Non sempre chi richiede un prestito è necessariamente sprovvisto di denaro, potrebbe avere disponibilità su un conto corrente oppure investite in titoli o fondi, in questo caso, invece di utilizzare direttamente il denaro, lo usa come garanzia per ottenere un prestito, detto controgarantito. Un prestito controgarantito viene concesso da una banca alle persone o alle imprese, chiedendo come garanzia un pegno sui titoli o fondi di proprietà del richiedente. La banca ottiene dunque una doppia garanzia:

  • una data dalle caratteristiche della persona o dell’azienda (reddito, fatturato, motivazioni di spesa, ecc..) 
  • una data dal pegno sui titoli o fondi. 

Ipotizziamo che io abbia necessità di fare un’acquisto, ma non voglia privarmi della liquidità o dei miei investimenti, in questo caso il primo passo da fare è individuare una banca che accetti in pegno detti investimenti e richiedere un finanziamento. 

La banca riduce moltissimo la probabilità di insolvenza, in quanto oltre a concedermi il finanziamento perchè sono in possesso dei requisiti richiesti, riceve in pegno anche i miei titoli o fondi, di conseguenza il tasso di interesse richiesto sarà molto interessante.

L’augurio di questa operazione è che dando in pegno questi titoli o fondi, essi diano un rendimento almeno pari al tasso di interesse dovuto all’intermediario per il finanziamento, in modo tale che non solo non avremmo ridotto i nostri investimenti, ma lo abbiamo fatto in pareggio, coprendo con gli interessi maturati quanto pagato alla banca. 

Estinto il finanziamento, i titoli tornano in possesso del cliente.

La banca ha diritto: 

  • al rimborso dell’anticipazione; 
  • al pagamento degli interessi; 
  • a detenere il pegno per il periodo del prestito, la cui proprietà resta al debitore;  
  • a farlo vendere in caso di insolvenza del debitore;  
  • a rivalersi sul netto ricavo in opposizione agli altri creditori.

Come funzionano


Se hai una somma investita, puoi chiedere al tuo consulente come ottenere un prestito usandola come garanzia. Sulla base di questa operazione la banca ti metterà a disposizione del denaro che potrai rimborsare in un tempo stabilito, mantenendo i tuoi investimenti.La somma messa a disposizione è una percentuale della somma data a garanzia. La percentuale, di media il 70% dipende dal tipo di titoli o fondi che possiedi, si parla di scarto per indicare che non tutta la cifra investita ti verrà messa a disposizione. Facciamo un esempio: vuoi comprarti una macchina che costa 30.000 euro. Hai 100.000 euro investiti. Mettendone 50.000 a garanzia del prestito, la banca ti mette a disposizione 30.000 euro sul conto corrente diciamo per 30 mesi. Entro trenta mesi dovrai restituirli. Come avviene la restituzione?

  • con una somma fissa tutti i mesi o una volta all’anno comprensiva degli interessi. Si parla in questo caso più propriamente di prestito
  • In alternativa un’altra forma tecnica è quella dello scoperto di conto per una certa durata, per tornare all’esempio, uso i 30.000 euro per acquistare la macchina, poi faccio un versamento di 10.000 euro, dopo qualche tempo ne uso 8.000 per dei lavori di ristrutturazione, in questo caso entro il periodo per cui è stato concesso il prestito, posso utilizzarlo anche più volte e per diverse esigenze. 

Perché farli?


– perché i tassi sono molto bassi, diciamo circa il 2%

– perché è più semplice pagare a rate un prestito che risparmiare per ricreare la somma che hai usato. Se ho un impegno contrattuale, sarò più determinato a risparmiare per ripagare il prestito, rispetto a risparmiare per ricreare la somma che avevo e che ho disinvestito per comprare la macchina, il risparmio è il medesimo, ma l’impegno è solo con me stesso, non con una banca. Psicologicamente fa la differenza.

– per usufruire dei migliori rendimenti attesi degli investimenti rispetto al tasso che pago sul prestito. Se nel periodo in cui tengo le somme investite queste avranno un rendimento maggiore del tasso che pago sul prestito, avrò un vantaggio dall’operazione.
Per ogni chiarimento non esitare a contattarmi: parliamo dei tuoi progetti di vita e vediamo come realizzarli.