Perché teniamo il soldi sul conto corrente (I parte)

Questo post è tratto dalla mia ultima Newsletter, se lo trovi interessante e non sei ancora iscritto, puoi farlo cliccando sul bottone a fianco. Buona lettura

“Perché teniamo i soldi sul conto corrente!?” 

O meglio.. perché parcheggiamo i soldi sul conto corrente in attesa di decidere in un tempo che si dilata per mesi, anni, sempre?
Qualche tempo fa, sulla stampa specializzata è stato pubblicato questo grafico, mostra a quanto equivarrebbero oggi 10.000 euro investiti o non investiti 20 anni fa.

Se il denaro fosse rimasto nel conto corrente oggi avrei poco più di 6.000 euro in termini di potere di acquisto, se invece li avessi investito nell’azionario internazionale avrei 27.000 euro.

Perché allora preferiamo tenere i soldi sul conto corrente?

Per paura di sbagliare: il tipo di investimento, il timing ecc..
Anche nella vita ci capita di non prendere decisioni, di rimandare, raccontandoci che non siamo ancora pronti, non abbiamo abbastanza informazioni e così via.

Sui mercati finanziari quello che non sappiamo è come andranno i mercati, ma non saremo mai in grado di predire il futuro, purtroppo!

Quindi ci mancano informazioni, come quando compriamo una casa o scegliamo una scuola insieme ai nostri figli.
Paura di sbagliare, è questo che ci blocca e l’idea che sul conto corrente il denaro sia al sicuro. Ma è vero?

Segue …..

Non è difficile! Oppure si?

Ogni tre mesi JPMorgan stampa una brochure: “Guide to the Markets” da cui è tratta questa foto.

Sono i rendimenti del mercato azionario europeo dal 2004 a fine 2018. Sono 14 anni in cui abbiamo vissuto crisi profonde come nel 2008, nel 2011 e anche a fine 2018, quindi non e’ stato tutto facile!

10.000 euro del 2004 se li avessimo lasciati sempre investiti sarebbero oggi circa 22.000 euro, con un rendimento medio annuo del 5,3% ( prima colonna).

Ma se solo avessimo perso i migliori 10 giorni di borsa in questi 14 anni il rendimento annuo sarebbe stato dello 0,5 %, se avessimo perso i 30 giorni migliori -4,1%, i 50 giorni migliori -7,7%. In questo caso i nostri 10.000 sarebbero circa 3.000 euro.

Cosa voglio dire? Che per “battere il mercato” non devi comprare e vendere nel “momento giusto”, ma esserci e magari accumulare! Con un bel Piano di Accumulo.

Se invece pensi di sapere quando vendere e quando ricomprare, facilmente ti ritroverai nelle colonne di sinistra. La parte più difficile è resistere alla tentazione.

La biblioteca

Per ovvie ragioni anagrafiche non frequentavo da tempo le biblioteche universitarie. Siccome sto scrivendo la tesi di fine Master, su suggerimento del Professore che mi sta seguendo, stamattina sono andata a cercare dei testi.

Ho giocato la carta della cinquantenne smarrita e mi è riuscita proprio bene! Già all’ingresso un solerte portiere mi ha inquadrata facendo segno con condiscendenza per mostrarmi l’ingresso. Poi ho chiesto indicazioni per la sala prestiti e lui continuava a mostrarmi la via a gesti neanche fossi straniera.

Arrivata al banco una ragazza più o meno dell’età di mia figlia mi ha detto che “lei non avrebbe dovuto aiutarmi a cercare i testi, visto che ci sono i computer apposta” ma, forse le ho ricordato la sua mamma, ha preso la mia mail con i titoli e si è messa a digitare, ha trovato i libri e mi ha anche scritto la richiesta a mano…

Uno dei libri non poteva essere prestato, si sono messe in due a spiegarmi il funzionamento della sala fotocopie, con scheda da 5 euro compresa. Poco ci mancava che venissero anche a farle le fotocopie.

Insomma mi è tornata in mente una mia cliente di circa ottanta anni che mi racconta come le riesca bene “fare la furba” nelle più svariate occasioni per farsi aiutare, dicendo che alla sua età non è capace, si confonde, non vorrebbe disturbare, però…

Del resto mica sono una nativa digitale io, scrivo i whatsapp con l’indice!

Non si sa mai!

Avevo scritto tempo fa un post, che puoi leggere qui su quanto una buona assicurazione possa aiutarci a stare tranquilli e ad evitare di tenere tanto denaro nel conto corrente.

Oggi leggo il post di Leopoldo Gasbarro (lo puoi leggere qui sotto) sullo stesso argomento  e mi è tornato in mente il mio post.

Premesso che “io non ho da vendere” polizze ramo danni, vorrei approfondire un attimo. Teniamo tanto denaro nel conto corrente perché “non si sa mai”, ma che cosa?

  • Potrei ammalarmi? Esistono le polizze sanitarie
  • Potrei non essere autosufficiente? Esistono le polizze Long Term Care
  • Potrei morire? Esistono le polizze caso morte che tutelano le persone a noi care.

Pensiamo che il denaro utilizzato per una assicurazione sia “buttato” perché se tutto va bene non ce lo restituiranno. Mentre con una polizza liberiamo tanto denaro nostro per gli investimenti, invece di tenere decine di migliaia di euro nei conti correnti in attesa di un qualcosa che speriamo non succeda.

Vinitaly 2019

Sono stata al Vinitaly quest’anno e ho assaggiato alcuni vini speciali! Mi ha colpito il numero elevatissimo di imprese che operano nel settore: tanti piccoli imprenditori che ci credono e vogliono distinguersi perché se i clienti non sono intenditori rischi che non capiscano quanto sia migliore il tuo vino rispetto agli altri.

In uno stand, mentre mi serviva un calice, una persona mi ha raccontato che il suo titolare collabora con l’Arena di Verona e il vino che ci ha servito viene offerto nel foyer del teatro alla fine del primo atto.

Il signore era un dipendente, nemmeno Somellier, ma mi ha raccontato una storia capace di affascinare, in tre minuti mi ha fatto sentire parte di uno spettacolo all’Arena. Lo storytelling applicato a qualunque brand fa la differenza.

È possibile anche in finanza raccontare una storia affascinante? Io credo di sì. Parlando di un metodo e non di prodotti.