Le regole dell’eredità

Le principali  regole della eredità in Italia sono queste: 
La tutela della famiglia, ragion per cui non si può diseredare nessuno, quando in un film americano si minaccia di diseredare i figli, sappiamo che a noi non è concesso!
La possibilità di decidere del proprio patrimonio con testamento prima della morte
Il divieto dei patti successori, con cui ci si accorda prima insieme agli eredi con una sorta di contratto e si dispone prima della morte della eredità propria o altrui
il nostro sistema privilegia la famiglia, il codice civile cui facciamo riferimento è del 1942, la società era profondamente diversa, sono state emanate molte leggi da allora, ma l’impianto resta quello. 
Con il testamento le persone possono limitare le regole stabilite per legge, ma fino ad un certo punto. Se io facessi testamento a favore di una mia amica, nominandola erede universale, mio marito e le mie figlie potrebbero impugnarlo e chiedere la loro legittima. Diverso sarebbe se io non avessi marito e figlie, in quel caso avrei la massima libertà di decidere delle mie sostanze. 
Nel nostro Ordinamento non è possibile fare testamento direttamente in favore di animali, poiché essi non sono soggetti giuridici. Ciò che si può fare, invece, è istituire erede o legatario un ente che abbia come scopo statutario la tutela degli animali.
Se non faccio niente Se non c’è testamento, la legge stabilisce delle regole perché il patrimonio venga trasmesso agli eredi. Il principio fondamentale è che un patrimonio possa essere sempre attribuito a qualcuno, il prima possibile.In assenza di testamento, si verifica chi sono gli eredi, da quelli più vicini a quelli più lontani. 
In mancanza di eredi diretti (coniuge, genitori, figli) si verifica che ci siano eredi entro il sesto grado, se non ci sono eredi entro il sesto grado, l’eredità passa allo Stato. Può essere utile sapere che esistono agenzie specializzate nelle ricerca degli eredi per i casi più complessi, altrimenti si può fare una ricerca all’anagrafe, in prima persona o tramite un avvocato.
Tra gli eredi diretti, ve ne sono alcuni che sono anche legittimari, cioè hanno diritto alla legittima: una quota a loro riservata per legge. Sono legittimari: 
– il coniuge
– i figli- i genitori in mancanza di figli
Tutti gli altri possono essere esclusi dall’eredità per testamento, il coniuge e i figli NO! NON sono legittimari i fratelli, significa che posso escluderli dal testamento e loro non possono impugnarlo.Le quote che spettano per legge dipendono da quanti sono gli eredi e dalla loro “vicinanza” al defunto, come in tabella,vedi tabella. Per esempio con marito e due figli l’eredità andrà per 1/3 al coniuge e 2/3 ai figli. 

In questo caso TUTTI avranno una QUOTA di tutta l’eredità: si prende tutta l’eredità e si divide tra tutti gli eredi. Non sempre è la soluzione migliore, si creano quelle “simpatiche” comunioni ereditarie di difficile gestione.


Se faccio testamento:

Il 70% delle persone nei Paesi anglosassoni fanno testamento, la nostra percentuale è di circa il 20%. Non ci piace pensare a quando non ci saremo più, forse è scaramanzia, o non abbiamo voglia di decidere!
Oppure pensiamo che non ne valga la pena, in effetti se quello che succederà senza fare testamento ci piace, benissimo, tuttavia se non fosse così, con il testamento posso cambiare la situazione nei limiti della legittima.
Posso dividere in modo diverso ad esempio, se so che a mia figlia piace la casa al mare e a mio figlio la casa in montagna, potrò disporre in questo modo.
Se uno dei miei figli è la classica pecora nera, potrò, nei limiti delle legittima, utilizzare la quota disponibile per lasciare all’altro una somma maggiore.
Se credo che uno sia più adatto a proseguire la mia attività, potrò lasciargli lo studio, mentre compenserò l’altro con più denaro.
Sento spesso dire ai miei clienti che i loro figli non hanno preferenze e che andranno sempre d’accordo, come mamma lo auguro a tutti, come professionista purtroppo so che non è così. “Ho visto cose che voi umani ….” quindi il mio consiglio è parlarne in famiglia, senza timore, i figli vi saranno grati di averti interpellati ed eviteranno liti future. Posso anche utilizzare la quota disponibile (vedi tabella) per persone che non sono miei eredi. Ad esempio, se ho marito e un figlio, un terzo del patrimonio potrò lasciarlo ad altri o aumentare la parte di uno dei due eredi. Giovanni ha 120.000 euro e lascia moglie e un figlio, senza testamento il patrimonio si divide a metà tra loro, ognuno avrà 60.000 euro.Se fa testamento la quota di legittima è di 40.000 euro alla moglie e 40.000 euro al figlio, gli altri 40.000 euro potrà lasciarli in più a uno dei due o fare intervenire un’altra persona. Vedi bene che, se anche non abbiamo la piena libertà di disporre come vogliamo come nei film americani, esistono margini di manovra.

Consiglio a tutti di verificare la propria situazione con l’aiuto di un consulente, per capire se è meglio lasciare le cose come stanno (non fare niente) o redigere un testamento. Per una consulenza gratuita scrivimi rispondendo a questa mail o su dani.iachini@gmail.com

Tre regole per investire con serenità

Definisci i tuoi obiettivi

Prima di investire, sarebbe importante pensare alle tue aspettative e magari condividerle con un consulente per verificare se sono realistiche. 
Molti miei clienti vorrebbero investire il denaro ad un tasso di interesse basso ma costante, per ottenere un rendimento su cui contare e senza l’ansia di veder oscillazioni di prezzo. Così è stato per lungo tempo, così investivano i nostri genitori, oggi un rendimento costante è molto vicino allo 0 e il valore dell’investimento oscilla comunque. 
Per questo sarebbe utile trasformare le aspettative in obiettivi di investimento, cercando di capire perché si investe e per chi. Ognuno di noi ha le sue motivazioni, anche so non siamo abituati a renderle esplicite. E’ la parte più difficile, ma anche interessante del mio lavoro: aiutare i clienti a capire cosa veramente desiderano per se stessi e i propri cari. Solo qualche esempio:
– un futuro sereno
– l’universita prestigiosa per i figli
– l’acquisto di una casa per le vacanze 
Si dice “diamo un nome al denaro” quando si associa il patrimonio o una parte di esso ad un obiettivo. Così sarà molto più facile monitorare i risultati e spostare l’attenzione da quello che succede sui mercati a quello che sta succedendo ai propri investimenti. Inoltre, conosciuto l’obiettivo, sarà più semplice definire anche il tempo entro cui raggiungerlo. 

Il tempo è un tuo alleato 

Quanto tempo hai per il tuo investimento? Hai necessita di quel denaro per altri scopi? Hai tempo perché il tuo denaro lavori per te?
Il tempo è una risorsa per l’investitore. Dice Warren Buffet che “i mercati finanziari trasferiscono ricchezza dalle persone impazienti alle pazienti”.
Per ottenere guadagni ai nostri giorni la pazienza è fondamentale.
Prova ad immaginare il tuo patrimonio diviso in tre parti:
– una parte tienilo disponibile per le tue spese correnti. Sul conto corrente, ma senza esagerare.
– una parte pensala per le emergenze, per i “non si sa mai”
– una parte sarà invece pronta per essere investita, non ti spaventerà il tempo necessario perché hai già previsto del denaro per le emergenze. E a questa parte diamo un nome, cioè leghiamola ad un obiettivo che desideri raggiungere. Per tornare all’esempio di prima, se investi per garantire a tua figlia una università prestigiosa e lei ha 10 anni, avrai almeno altri nove anni per raggiungere il tuo obiettivo, si tratta di un tempo lungo, potrai permetterti di fare investimenti più aggressivi.


Diversifica i tuoi investimenti

Una delle regole più importanti da seguire negli investimenti è la diversificazione: diversi strumenti finanziari, su diversi mercati, con tempi diversi. 
Il vecchio proverbio “non mettere tutte le uova nello stesso paniere” sottintende  per non correre il rischio di romperle, come la diversificazione degli investimenti serve per diminuire il rischio di perdere.
 Diversificare per mercati geografici significa non essere legati ad un solo Paese o una sola area geografica.
Gran parte del recupero dei mercati azionari in estate è avvenuto negli Stati Uniti, l’Europa ha recuperato meno. Ecco che essere investiti solo in Europa o ancora peggio in Italia avrebbe fatto perdere delle grandi opportunità. 
Diversificare tra diversi strumenti finanziari: li vedremo in dettaglio in una prossima newsletter.
Ma non basta comprare tanti titoli o fondi, se fanno tutti la stessa cosa, occorre che tra loro non siano correlati, cioè che investano con logiche e stili differenti, in modo da reagire in modo diverso alle vicende dei mercati. 

Ti ho rivelato i primi segreti per essere un buon investitore, se vuoi possiamo approfondire insieme! Scrivimi per fissare un appuntamento, ti offrirò una consulenza gratuita. Inizieremo insieme a parlare dei tuoi obiettivi e dei tuoi tempi, che sono alla base di qualunque scelta tu faccia.

Il mutuo

Per una serie di coincidenze fortunate, negli ultimi mesi sto rispondendo spesso a domande sui mutui, prima casa e non. Durante il lockdown in molti si sono resi conto che desiderano una casa più grande, più bella, con il giardino, addirittura di ampliare la casa al mare.
E’ tutto molto bello! Dovrei dirvi che che le case hanno tanti costi: manutenzione, tasse, affitti non riscossi, che anche loro si svalutano e lo abbiamo visto nell’ultimo periodo, tuttavia, da architetto mancato non lo dirò! Io adoro le case e quando un mio cliente trova la casa dei suoi sogni sono molto, molto contenta!
Che tu voglia cambiare casa vendendo quella che abiti, o comprare un’altra , è molto probabile che tu debba pensare ad un mutuo e se non ci hai pensato dovresti!
Un mutuo è un prestito di lunga durata, fatto dalla banca in cambio del pagamento di interessi. Il prestito si restituisce in rate mensili. Cosa occorre per avere un mutuo?- una casa da acquistare – un reddito su cui contare


La casa da acquistare è la garanzia che la banca ci chiede, il suo valore è il punto di partenza per la richiesta di mutuo. Se la casa ha un prezzo di vendita di 300.000 euro, potrò chiedere un mutuo intorno all’80% del valore. I mutui al 100% vengono concessi da alcune banche, ma hanno condizioni peggiori, sarebbe meglio quindi avere una cifra disponibile per una parte dell’operazione. Torniamo al nostro esempio: se chiediamo un mutuo all’80%, chiederò 240.000 euro di mutuo e 60.000 dovrei averli disponibili. Sulla casa la banca richiede una IPOTECA a garanzia, significa che la banca, se non pago le rate del mutuo, può diventare proprietaria della casa.Questo genera a volte delle incomprensioni: se la banca ha già la casa come garanzia, perché chiede anche altre garanzie e vuole sapere dove lavoro? Quanto guadagno ? ecc… Perche la banca non ha nessun interesse a vedersi restituita una casa in cambio del mutuo, ne ha già abbastanza di immobili di cui non sa che farsene! Per questo è necessario che il cliente possa pagare le rate e la banca fa tutte le valutazioni del caso perché possa pagarle regolarmente.
Un reddito su cui contare: quanto guadagni ogni mese? Se il tuo stipendio è di 2.000 euro, la rata del mutuo dovrà essere una percentuale di questa cifra. Naturalmente se la casa e il mutuo sono intestate a più persone i redditi verranno sommati. Se anche sommando non si arriva al minimo richiesto, è possibile che la banca richieda altre garanzie: altre persone che intervengono nella operazione, per aumentare i redditi a disposizione. Il garante verrà chiamato in causa dalla banca se l’intestatario del mutuo non sarà in grado di pagare le rate. Esempio tipico è la giovane coppia con redditi bassi e lavori precari, si farà intervenire uno o più genitori che garantiscono con il loro reddito che, se i figli non riusciranno a pagare le rate, le pagheranno loro.


Tasso fisso o variabile?
Una volta valutato l’importo del mutuo, passiamo al tasso. Il tasso di interesse che la banca richiede per il mutuo può essere fisso o variabile.Tasso fisso: il più usato in questo periodo, il tasso fisso non cambia per tutta la durata del mutuo, una volta firmato il contratto non ci saranno più sorprese, il tasso è fisso e così la rata che dovrai pagare ogni mese. Come si forma questo tasso? Ci sono due componenti: il tasso ufficiale IRS e lo Spread. Il tasso ufficiale è un dato oggettivo, dipende dalle condizioni di mercato, cambia ogni giorno e oggi ,mentre scrivo è molto vicino allo 0. Lo spread è semplicemente il guadagno della banca, è una scelta commerciale, ogni banca ha il suo e cambia in media una volta al mese. Per questo è importante avere più preventivi, questo, insieme alle spese è il dato chiedere. Da un preventivo fatto ieri: IRS a 20 anni 0% + Spread 0,50 = tasso 0,50% Se ieri avessi potuto chiedere un mutuo anche se non mi serve lo avrei fatto! Significa che la banca mi presta dei soldi per 20 anni, senza sorprese perché il tasso è fisso allo 0,50%. Dico spesso ai miei clienti che ci lamentiamo dei tassi bassi quando investiamo, almeno sfruttiamoli per chiedere dei prestiti!
Tasso variabile: lo spread rimane una scelta della banca, dipende dalla sua politica commerciale, il tasso ufficiale invece di solito è l’Euribor a 3 mesi. In questo caso il tasso cambia man mano, ogni volta che cambia l’euribor, rimane fisso solo lo spread. E se cambia il tasso, cambia anche la rata. In passato si facevano quasi sempre mutui a tasso variabile, perché i tassi fissi erano troppo alti, mentre il tasso variabile era più economico. Oggi che i tassi sono così bassi si preferisce come già detto il tasso fisso.


La durata
Per quanto tempo dovrò pagare le rate? Più il mutuo è lungo è più la rata sarà bassa, perché divido lo stesso debito su più anni. Ma la durata dipende da quanti anni hai quando chiedi il mutuo. DI solito la banca considera che alla scadenza del mutuo tu debba avere massimo 80 anni. Se hai 40 anni come i miei clienti che mi hanno chiamato ieri per il loro mutuo, puoi tranquillamente chiedere un mutuo a 30 anni. Di solito questa è la durata massima.


Le spese
Oltre al tasso di interesse devi verificare le spese collegate al mutuo, vediamole insieme:
– spese di istruttoria: la banca richiede una somma per lavorare alla tua pratica di mutuo.
– spese di perizia: la casa che vuoi acquistare ha un prezzo, ma la banca vuole verificare che quel prezzo sia giusto, chiama un perito a sua scelta per venire a valutarla e per mettere in evidenza eventuali problemi catastali, strutturali, ecc…
– spese di assicurazione: la casa va assicurata contro l’incendio e lo scoppio. Perché se prende fuoco e la casa si distrugge la banca perde la sua garanzia, ma soprattutto come farà il cliente a pagare la rata di una casa che non esiste più? L’assicurazione è a favore della banca. Si può fare anche al di fuori del mutuo, presso un assicuratore di fiducia.
– tasse: se il mutuo riguarda la prima casa si paga lo 0,25% del totale del mutuo, se non è prima casa il 2%
A tutto ciò vanno aggiunte la spese del notaio, che si occuperà del pagamento delle tasse che abbiamo visto prima e che richiederà una parcella. Il notaio lo sceglie il compratore che si farà fare dei preventivi per scegliere il più conveniente. Di solito è lo stesso notaio che stipula la compravendita della casa.
Torniamo ora alla convenienza: anche se aveste tutto il denaro disponibile per l’acquisto, con le condizioni attuali è conveniente richiedere un mutuo, lasciate perdere quello che crede vostro padre sui debiti, lui ha vissuto in un periodo storico di tassi altissimi, oggi chiedere un mutuo conviene! Chiamami per valutare insieme le tue esigenze.

La pensione è davvero un miraggio?

A cosa ti serve un fondo pensione?
Qualche mese fa sui social è apparsa una applicazione che ti permetteva di vedere come saresti stato da anziano: il viso pieno di rughe, i capelli bianchi, le mani macchiate. Possiamo fare una proiezione di come saremo anche guardando i nostri genitori o i nostri nonni, non sempre la cosa ci piace, soprattutto se oltre all’aspetto fisico ci rendiamo conto che con gli anni cambia anche il nostro carattere. 
Quello che invece non riusciamo a fare di solito è immaginare come saremo dal punto di vista del patrimonio. Come sarà la mia vita quando andrò in pensione? Potrò permettermi delle belle vacanze o le cure migliori?
Il fondo pensione è un sistema che ti permette di integrare la pensione pubblica. Molto semplicemente risparmi  oggi perchè un domani tu possa avere una somma  su cui poter contare nel momento in cui andrai in pensione. 
Vedremo nelle prossime newsletter dedicate a questo argomento i benefici fiscali e  le regole, ora vorrei fare una panoramica. 
La struttura previdenziale in Italia è basata su un principio mutualistico: le persone che oggi lavorano versano dei contributi che l’Inps utilizza per pagare le pensioni a chi ha terminato la sua attività lavorativa. Finché erano tanti gli occupati in rapporto ai pensionati, il sistema si “reggeva” senza problemi. Nel 1960 ogni 10 lavoratori c’erano 3 pensionati, nel 2010 ogni 10 lavoratori c’erano 7 pensionati, nel 2020 ogni 10 lavoratori ci sono 10 pensionati.
Le cause sono essenzialmente due: 
– calo delle nascite
– aumento della vita media 
Per questo motivo negli anni sono state emanate delle leggi che hanno cambiato la struttura del sistema pensionistico. Si è passati dal sistema retributivo (la tua pensione è una percentuale del tuo ultimo stipendio) al sistema contributivo (la tua pensione è calcolata in base ai contributi che hai versato mentre lavoravi) e si è allungata l’età in cui si va in pensione. 
Quindi pensioni più basse in età più avanzata! 

Perché sottoscriverlo?
Perchè dovresti sottoscrivere un fondo pensione o più precisamente aderire ad una forma di previdenza complementare? Per mantenere il tuo tenore di vita quando la pensione pubblica non sarà più sufficiente.
Se sei tra i “fortunati” che hanno ricevuto qualche anno fa la busta arancione dell’INPS, sai che la differenza che c’è tra il tuo stipendio attuale e la pensione che riceverai è molto elevata, diciamo che in media siamo tra il -30 e il – 40%.
Potrai sopravvivere con una somma mensile inferiore del 30% a quanto hai oggi? E soprattutto come?
Per questo non è mai troppo presto per iniziare a pensarci, per te, ma anche per i tuoi figli. Anche se i figli sono minorenni, è possibile iniziare i versamenti, la deduzione fiscale spetterà al genitore che se ne fa carico. Io ho aperto il fondo pensione alle mie figlie, stiamo versando 100 euro al mese. Il beneficio è di iniziare ad accantonare il prima possibile, anche piccole somme che su tanti anni creeranno un capitale importante alla scadenza. Per fare un esempio, versando 100 euro al mese per 40 anni, ottengo un capitale di circa 150.000euro. Se iniziassi lo stesso percorso a 40 anni di vita, mancherebbero 30 anni alla pensione egli stessi 100 euro produrrebbero un capitale di “soli” 80.000 euro. Se vuoi provare a fare dei calcoli, ti lascio questo link, è in inglese e investe in dollari, ma la sostanza non cambia: https://www.calculator.net/interest-calculator.htmlSe è vero che la vita media è oggi di 83 anni e che aumenterà sempre più grazie ai progressi della medicina e al più elevato tenore di vita, avremo una vecchiaia più lunga delle generazioni precedenti, sarebbe bello che fosse anche serena!

Come si fa materialmente? 
Ecco i cinque elementi da valutare prima della scelta:
1/ verifica della tua posizione pensionistica, sul sito dell’Inps o della cassa previdenziale di appartenenza (Cassa avvocati, Enpam, Enpaia, ecc…)
2/ analisi della tua situazione fiscale, in collaborazione con il tuo commercialista, per valutare il risparmio fiscale che avrai grazie al fondo pensione
3/ analisi di eventuali esigenze familiari, successorie o di tutela del patrimonio 
4/ analisi della tua situazione patrimoniale, in particolare quanto destinare alla previdenza ogni mese o ogni anno? 
5/ scelta del fondo pensione in base al tempo che manca alla pensione

Una volta fatte queste valutazioni si tratta di sottoscrivere un contratto e di far arrivare la somma che si è deciso sul fondo direttamente dal tuo conto corrente, con un Rid, val a dire un addebito automatico che dal tuo conto va al fondo di solito una volta al mese. 
Se sei un professionista o  imprenditore, può essere conveniente fare i versamenti una volta l’anno, entro fine novembre, una volta che il commercialista ti avrà chiarito la posizione fiscale dell’anno, vedremo in seguito il perché. 

Quindi non fermarti alla valutazione dei rendimenti del fondo e dei benefici fiscali, sono molto importanti, ma non sono tutto. Chiedi una consulenza più approfondita, ne va del tuo futuro!

Chiamami per una consulenza.

A chi lascerai il tuo patrimonio? – Tre punti per iniziare a valutare

Il passaggio generazionale è il modo in cui trasferisco la ricchezza alle generazioni future, in poche parole il tema è quello della eredità, ma siccome non è bello pensare alla propria morte, ci siamo “inventati” questo concetto. 
MI piacerebbe trovare un sinonimo più simpatico per rendere accattivante questo tema, fin’ora non ci sono riuscita, ma se hai un suggerimento da darmi te ne sarò grata! Vediamo insieme tre aspetti per iniziare una valutazione: 
Una scelta di fondo 
Pensando al futuro e a come il patrimonio verrà trasferito ai nostri eredi, in fin dei conti i casi sono due: 
– non faccio niente e lascio che se la sbrighino i miei eredi in base alla legge vigente
– mi informo e poi decido se mi sta bene quello che prevede la legge nel mio caso specifico o se voglio intervenire. 
Questa seconda ipotesi sarebbe da preferire, potrei scoprire che mia cognata potrebbe accampare diritti sulla mia casa, o che i miei figli potrebbero far fatica a dividersi gli immobili.
Tuttavia non ci piace pensare a queste cose se meno del 20% degli italiani lascia un testamento (mentre nei Paesi anglosassoni si arriva al 70%). In molti pensano che sia inutile o eccessivamente costoso o sia complicato informarsi. 
Tu cosa ne pensi? 
Partendo dalla tua situazione familiare è possibile fare una prima analisi, ovvero capire cosa accadrà se non intervieni, potresti scoprire che la soluzione giusta per te è proprio quella e..tanto meglio! Se invece preferisci analizzare altre soluzioni possiamo valutarle insieme. 

Come fare per occuparsi della propria eredità  

Le persone che desiderano occuparsi del proprio passaggio generazionale cosa devono fare? 
1/ analisi della situazione familiare: chi sono i tuoi eredi? Hanno diritto alla legittima?  il nostro ordinamento tutela la famiglia e il passaggio del patrimonio agli eredi diretti.  La famosa frase “Io ti diseredo” che sentiamo dire nei film americani, in Italia è veramente poco credibile. La moglie, il marito, i figli e se non hai figli anche i genitori, hanno diritto ad avere parte della nostra eredità, anche se noi non volessimo. Tuttavia ci sono margini di manovra per mitigare quanto stabilito dalla legge. E se la famiglia si è allargata con divorzi e nuovi matrimoni? E’ ancora più importante pensarci. 
2/ analisi della composizione del patrimonio: fai un elenco di tutte le tue “sostanza”, non solo il denaro e gli immobili, proprio tutto:- denaro e investimenti 
– immobili 
– preziosi e opere d’arte 
– polizze assicurative
– Fondi pensione 

3/ analisi degli obiettivi da raggiungere: mi sta bene che tutto il patrimonio sia diviso in parti uguali tra gli eredi o preferirei, magari d’accordo con loro, dividere in modo diverso? Ad esempio lasciando la casa al mare alla figlia che la adora? Anche se devi riconoscere le legittima, non è necessario che tutto si divida in parti uguali tra tutti gli eredi, l’importante è riconoscere un uguale valore, non è necessario che le case diventino un pezzettino di ognuno. 
Se desideri essere affiancato per fare queste valutazioni, ho conseguito un Master di secondo livello presso l’Università di Brescia specifico su “Passaggio generazionale e tutela del patrimonio”, scrivimi!

Il passaggio generazionale in azienda

Se sei un imprenditore hai sicuramente a cuore il passaggio generazionale della tua azienda. Trovare la persona adatta a seguirla dopo di te credo sia un pensiero costante.
Anch’io in quanto libero professionista mi interrogo spesso su come condurre il passaggio generazionale della mia impresa: a chi affiderò i miei clienti quando andrò in pensione? Siccome proprio oggi compio 54 anni c’è ancora tempo!Parlando con i miei clienti imprenditori, questo è un tema ricorrente, i casi sono due:
– ci sono dei figli a cui lasciare l’attività. Ma questi figli sono in grado? Sono stati abituati ad assumersi delle responsabilità via via maggiori o si occupano di fare shopping? Si dice che “il nonno fa l’imprenditore, il padre fa l’architetto e il nipote il chitarrista”, non è un caso se tante aziende falliscono nel passaggio generazionale.
– non ci sono eredi diretti o gli eredi non sono interessati. In questo caso va valutata una cessione dell’azienda, restando magari come collaboratori. Ad esempio un mio cliente ha deciso di vendere la sua azienda, ma rimarrà come consulente per 5 anni per gestire il passaggio. Credo che questa situazione sia la più difficile da affrontare, l’azienda è un po’ come un figlio, separarsene è estremamente doloroso, ma proprio per il suo bene è necessario farlo. Grazie alla rete di collaborazioni che ho creato, posso metterti in contatto con i professionisti che si occupano di cessioni e acquisizioni, insieme possiamo aiutarti a gestire al meglio il tuo passaggio generazionale.