Fine Master

Ci siamo! Oggi, con la discussione della tesi, termina questa avventura!

Un anno e mezzo di lezioni, cinque esami, la tesi da scrivere e poi da studiare che non è tanto vero che “tanto l’hai scritta tu e te la ricordi”.

Il tutto a cinquant’anni, con la memoria di un pesce rosso e l’energia un po’ (ma solo un po’) ridotta. Il tutto continuando un lavoro impegnativo e la gestione di una famiglia un po’ caotica. Ne hanno fatto le spese gli amici, quelli che abbiamo visto sempre meno perché “succede tutto quando sono a Brescia”.

Ma loro hanno capito e mi aspettano al varco da settembre.

Ho condiviso questa avventura con altre persone a noi tutti un grande in bocca al lupo finale!

I soldi sul conto corrente (II parte)

 

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Il mio precedente post che puoi leggere qui, terminava con una domanda: é vero che tenere i soldi in conto corrente li mantiene al sicuro?

Scrivevo sull’ultima mia newsletter* che esiste il fondo di tutela interbancario che garantisce fino a 100.000 euro per ogni intestatario, ma non può garantirci dalla perdita del potere di acquisto. 

Non decidere ha un costo! Ma siccome è occulto non lo consideriamo.

Quante volte ho sentito dire: “non voglio vedere un segno meno sul mio estratto conto”!

È un’aspirazione condivisibile, ma non è realistica! Non esiste nessun investimento che cresca con continuità senza oscillazioni ed eventuali segni meno.

Invece l’inflazione che corrode il conto corrente è una certezza. 

Tempo fa è uscito sul Sole 24 ore un articolo che si intitolava “Una lezione di investimento, per gentile concessione di Nonna Peppa”.  Nonna Peppa è una simpatica nonnina di 115 anni che racconta la sua vita.

Fa notizia perché ha superato i 100 anni, ma, grazie al progresso in campo medico, saranno sempre di più le persone che potranno arrivare alla sua età e che “purtroppo” sopravviveranno ai loro risparmi, soprattutto se li hanno custoditi nel conto corrente o in investimenti “a basso rischio”.

Dall’articolo de Il Sole 24 ore:

“Per evitare di trovarsi privi di risparmi nell’ultima fase della propria vita potrebbe essere necessario ottenere rendimenti in linea con quelli generati dal mercato azionario, specialmente se la ricerca in campo medico continuerà a progredire con successo”.

A questa newsletter una amica mi ha risposto con questo quesito: Non sarà che sono le esperienze negative vissute in passato a tenere le persone lontano dagli investimenti? Cercherò di rispondere nel prossimo post.

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Perché teniamo il soldi sul conto corrente (I parte)

Questo post è tratto dalla mia ultima Newsletter, se lo trovi interessante e non sei ancora iscritto, puoi farlo cliccando sul bottone a fianco. Buona lettura

“Perché teniamo i soldi sul conto corrente!?” 

O meglio.. perché parcheggiamo i soldi sul conto corrente in attesa di decidere in un tempo che si dilata per mesi, anni, sempre?
Qualche tempo fa, sulla stampa specializzata è stato pubblicato questo grafico, mostra a quanto equivarrebbero oggi 10.000 euro investiti o non investiti 20 anni fa.

Se il denaro fosse rimasto nel conto corrente oggi avrei poco più di 6.000 euro in termini di potere di acquisto, se invece li avessi investito nell’azionario internazionale avrei 27.000 euro.

Perché allora preferiamo tenere i soldi sul conto corrente?

Per paura di sbagliare: il tipo di investimento, il timing ecc..
Anche nella vita ci capita di non prendere decisioni, di rimandare, raccontandoci che non siamo ancora pronti, non abbiamo abbastanza informazioni e così via.

Sui mercati finanziari quello che non sappiamo è come andranno i mercati, ma non saremo mai in grado di predire il futuro, purtroppo!

Quindi ci mancano informazioni, come quando compriamo una casa o scegliamo una scuola insieme ai nostri figli.
Paura di sbagliare, è questo che ci blocca e l’idea che sul conto corrente il denaro sia al sicuro. Ma è vero?

Segue …..

Non è difficile! Oppure si?

Ogni tre mesi JPMorgan stampa una brochure: “Guide to the Markets” da cui è tratta questa foto.

Sono i rendimenti del mercato azionario europeo dal 2004 a fine 2018. Sono 14 anni in cui abbiamo vissuto crisi profonde come nel 2008, nel 2011 e anche a fine 2018, quindi non e’ stato tutto facile!

10.000 euro del 2004 se li avessimo lasciati sempre investiti sarebbero oggi circa 22.000 euro, con un rendimento medio annuo del 5,3% ( prima colonna).

Ma se solo avessimo perso i migliori 10 giorni di borsa in questi 14 anni il rendimento annuo sarebbe stato dello 0,5 %, se avessimo perso i 30 giorni migliori -4,1%, i 50 giorni migliori -7,7%. In questo caso i nostri 10.000 sarebbero circa 3.000 euro.

Cosa voglio dire? Che per “battere il mercato” non devi comprare e vendere nel “momento giusto”, ma esserci e magari accumulare! Con un bel Piano di Accumulo.

Se invece pensi di sapere quando vendere e quando ricomprare, facilmente ti ritroverai nelle colonne di sinistra. La parte più difficile è resistere alla tentazione.