Pir Alternativi

 

Schermata 2020-07-06 alle 12.38.42

In tanti ci siamo chiesti negli ultimi mesi come possiamo investire sul nostro Paese. Vorrei parlarti oggi di una importante novità prevista dal Decreto Rilancio: i PIR ALTERNATIVI, introdotti con l’art. 136 del DPCM, sono orientati al mondo dell’Economia Reale.
Si affiancano ai PIR tradizionali, che permettono già da alcuni anni di investire in esenzione di imposta.

Per investimenti in economia reale intendiamo la possibilità di investire direttamente nelle aziende, a differenza degli investimenti sui mercati finanziari, dove il gestore del fondo sceglie le aziende in cui investire e acquista le azioni o le obbligazioni direttamente sul mercato. In questo caso, le aziende non sono quotate, e solo attraverso un contatto personale con l’imprenditore si può partecipare al capitale dell’impresa o acquistare le sue obbligazioni.

Si tratta del Private debt o del Private Equity.
Questa forma di investimento negli anni è stata sempre estremamente esclusiva, in quanto i capitali necessari per entrare erano molto, molto elevati.

Da alcuni mesi è possibile investire con cifre decisamente più basse, per mezzo di fondi creati con questa finalità. Questi fondi beneficeranno grazie al Decreto Rilancio, anche dell’esenzione dal capital gain, (cioè non si pagheranno le imposte sui guadagni) e dell’esenzione dall’imposta di successione.
Il risparmio delle persone e delle famiglie, si potrà convogliare direttamente sulle imprese, in un momento come questo, caratterizzato dalla scarsa propensione al credito da parte bancaria e dall’esigenza delle imprese a ripartire dopo la chiusura per Covid.

Tratto dalla mia ultima newsletter, se vuoi riceverla in anteprima, clicca qui

Cosa fare in questi giorni di crisi?

Cosa fare sui portafogli in questi giorni di crisi? La risposta è apparentemente semplice: niente! Non è facile, ma niente!
Il primo grafico riporta le Reasons to sell, tantissime come si può vedere ed ogni volta la tentazione di vendere è tanta. Però dopo poco o tanto tempo la crisi rientra e la borsa riparte.

Le ragioni per vendere

E cosa succederebbe se perdessimo i giorni del recupero? Potete vedere che il rendimento di chi è sempre stato investito tra il 2004 e il 2018, pari al 5,30% medio annuo, diventa solo lo 0,50 perdendo i 10 giorni migliori di borsa. E come faccio a sapere che quando saranno i giorni migliori?

Per questo non faccio niente, aspetto, mi struggo ma resisto. Dicevo l’altro giorno con un cliente che è in questi momenti che il consulente serve, è per questi periodi che mi pagate! Lasciate a me il mal di stomaco, le crisi isteriche, le notti insonni e mantenete la calma, passerà anche questa!

Aggiornamento Coronavirus

Desidero condividere la mail che ho inviato ieri ai miei clienti.

Buongiorno,
Stamattina abbiamo avuto una riunione con i nostri gestori in merito a quanto al Coronavirus.
Non ritengo opportuno entrare nel merito della situazione sanitaria, anche se da tutti gli interventi ascoltati e condivisi anche tra i tanti medici che conosco, mi pare di capire che quello che più preoccupa non sia la pericolosità del virus, quanto il fatto che ci si possa ammalare tutti insieme, mettendo così le strutture sanitarie in seria difficoltà.
Dal punto di vista finanziario vorrei però evidenziare alcuni punti:

– i gestori per quanto di loro pertinenza, hanno già da alcuni giorni ridotto l’esposizione azionaria dei fondi/prodotti che loro gestiscono

– se prendiamo come punto di riferimento il mercato cinese, l’indice di borsa è oggi più alto rispetto a quando tutta la vicenda è iniziata

– la banca centrale cinese ha continuato ad immettere liquidità nel sistema e si pensa che altrettanto faranno le altre banche centrali, a supporto dell’economia

– la situazione odierna potrebbe essere una futura occasione di acquisto sui mercati, anche obbligazionari


Molto dipenderà dal tempo che sarà necessario per tornare alla normalità. Di certo dobbiamo aspettarci ulteriore volatilità nel breve periodo, ma mantenere la calma rimane la soluzione più corretta.
Oggi con mercati così volatili non ritengo di fare variazioni sui portafogli, che comunque risulterebbero non tempestive, monitoriamo la situazione e continuerò ad aggiornarvi.
Disponibile per ogni ulteriore considerazione, porgo cordiali saluti, Daniela Iachini

I soldi sul conto corrente (II parte)

 

Schermata 2019-05-29 alle 12.20.41

Il mio precedente post che puoi leggere qui, terminava con una domanda: é vero che tenere i soldi in conto corrente li mantiene al sicuro?

Scrivevo sull’ultima mia newsletter* che esiste il fondo di tutela interbancario che garantisce fino a 100.000 euro per ogni intestatario, ma non può garantirci dalla perdita del potere di acquisto. 

Non decidere ha un costo! Ma siccome è occulto non lo consideriamo.

Quante volte ho sentito dire: “non voglio vedere un segno meno sul mio estratto conto”!

È un’aspirazione condivisibile, ma non è realistica! Non esiste nessun investimento che cresca con continuità senza oscillazioni ed eventuali segni meno.

Invece l’inflazione che corrode il conto corrente è una certezza. 

Tempo fa è uscito sul Sole 24 ore un articolo che si intitolava “Una lezione di investimento, per gentile concessione di Nonna Peppa”.  Nonna Peppa è una simpatica nonnina di 115 anni che racconta la sua vita.

Fa notizia perché ha superato i 100 anni, ma, grazie al progresso in campo medico, saranno sempre di più le persone che potranno arrivare alla sua età e che “purtroppo” sopravviveranno ai loro risparmi, soprattutto se li hanno custoditi nel conto corrente o in investimenti “a basso rischio”.

Dall’articolo de Il Sole 24 ore:

“Per evitare di trovarsi privi di risparmi nell’ultima fase della propria vita potrebbe essere necessario ottenere rendimenti in linea con quelli generati dal mercato azionario, specialmente se la ricerca in campo medico continuerà a progredire con successo”.

A questa newsletter una amica mi ha risposto con questo quesito: Non sarà che sono le esperienze negative vissute in passato a tenere le persone lontano dagli investimenti? Cercherò di rispondere nel prossimo post.

*Per iscriverti alla newsletter puoi farlo ciccando su Si Mi Iscrivo.

Perché teniamo il soldi sul conto corrente (I parte)

Questo post è tratto dalla mia ultima Newsletter, se lo trovi interessante e non sei ancora iscritto, puoi farlo cliccando sul bottone a fianco. Buona lettura

“Perché teniamo i soldi sul conto corrente!?” 

O meglio.. perché parcheggiamo i soldi sul conto corrente in attesa di decidere in un tempo che si dilata per mesi, anni, sempre?
Qualche tempo fa, sulla stampa specializzata è stato pubblicato questo grafico, mostra a quanto equivarrebbero oggi 10.000 euro investiti o non investiti 20 anni fa.

Se il denaro fosse rimasto nel conto corrente oggi avrei poco più di 6.000 euro in termini di potere di acquisto, se invece li avessi investito nell’azionario internazionale avrei 27.000 euro.

Perché allora preferiamo tenere i soldi sul conto corrente?

Per paura di sbagliare: il tipo di investimento, il timing ecc..
Anche nella vita ci capita di non prendere decisioni, di rimandare, raccontandoci che non siamo ancora pronti, non abbiamo abbastanza informazioni e così via.

Sui mercati finanziari quello che non sappiamo è come andranno i mercati, ma non saremo mai in grado di predire il futuro, purtroppo!

Quindi ci mancano informazioni, come quando compriamo una casa o scegliamo una scuola insieme ai nostri figli.
Paura di sbagliare, è questo che ci blocca e l’idea che sul conto corrente il denaro sia al sicuro. Ma è vero?

Segue …..