La biblioteca

Per ovvie ragioni anagrafiche non frequentavo da tempo le biblioteche universitarie. Siccome sto scrivendo la tesi di fine Master, su suggerimento del Professore che mi sta seguendo, stamattina sono andata a cercare dei testi.

Ho giocato la carta della cinquantenne smarrita e mi è riuscita proprio bene! Già all’ingresso un solerte portiere mi ha inquadrata facendo segno con condiscendenza per mostrarmi l’ingresso. Poi ho chiesto indicazioni per la sala prestiti e lui continuava a mostrarmi la via a gesti neanche fossi straniera.

Arrivata al banco una ragazza più o meno dell’età di mia figlia mi ha detto che “lei non avrebbe dovuto aiutarmi a cercare i testi, visto che ci sono i computer apposta” ma, forse le ho ricordato la sua mamma, ha preso la mia mail con i titoli e si è messa a digitare, ha trovato i libri e mi ha anche scritto la richiesta a mano…

Uno dei libri non poteva essere prestato, si sono messe in due a spiegarmi il funzionamento della sala fotocopie, con scheda da 5 euro compresa. Poco ci mancava che venissero anche a farle le fotocopie.

Insomma mi è tornata in mente una mia cliente di circa ottanta anni che mi racconta come le riesca bene “fare la furba” nelle più svariate occasioni per farsi aiutare, dicendo che alla sua età non è capace, si confonde, non vorrebbe disturbare, però…

Del resto mica sono una nativa digitale io, scrivo i whatsapp con l’indice!

Buon 2019!

Tra pochi giorni devo consegnare una prova scritta all’università e quindi sto studiando, anche ieri, anche se “fare una cosa il primo dell’anno è farla tutto l’anno”!

Sto studiando diritto tributario, che avevo evitato con ogni mezzo all’università e che è così lontano da me che, quando parlo con la mia commercialista, la guardo come se mi parlasse di fisica quantistica invece che di tasse.

Eppure questo esame va fatto, non ci sono alternative.

Ecco vorrei ricordare oggi tutte le cose che vanno fatte, nella vita in genere e sul lavoro in particolare.

– vanno fatte le telefonate ai clienti, anche nei momenti difficili perché le borse sono impazzite.

– va pianificata la propria giornata, ridotti i tempi morti o persi, quando stai lavorando solo perché sei seduta in ufficio, ma sai che quello che stai facendo non è realmente produttivo, ma è piuttosto un riempitivo, per evitare di fare quello che dovresti. Ad esempio le telefonate di cui sopra.

– va ridotto l’uso del telefono, non quando suona, ci mancherebbe, ma quando ti distrae, ti deconcentra. Quando senti il bip di un messaggio o vedi il numerino sullo schermo di whatsapp e non sai resistere. Sai mai che nel mondo qualcuno abbia bisogno proprio di te per un’operazione a cuore aperto?

– va tenuto del tempo per se stessi e per le persone che ci fanno stare bene, per gli amici, per gli hobby. Perché quel tempo serve per ricaricarsi ed essere migliori anche nel lavoro.

E se è brutto usare il verbo dovere, che non è più di moda, usiamo pure volere e riscriviamo tutto.

Prima di Natale una persona che ho incontrato una sola volta ad un mio evento, mi ha spedito un biglietto di auguri! Si proprio un biglietto, scritto a mano e spedito per posta con tanto di francobollo. Lui è un professionista che ha scelto di usare un mezzo “antico” ma bellissimo. L’ho ringraziato, purtroppo per mail, ma mi ha donato una grande lezione di vita: se ci tengo mi impegno! Quindi sappiatelo non è vero che non abbiamo tempo, lo usiamo per cose che non sempre hanno valore.

Buon 2019 a tutti!

I millenials

Questo post è tratto dalla mia newsletter di agosto. Se vuoi riceverla in anteprima ad inizio mese puoi iscriverti utilizzando il bottone qui di fianco. 

Questa newsletter è stata ispirata da una cliente e da un appuntamento fatto in un caldo pomeriggio in ufficio, Roberta ha 30 anni e lavora con grande impegno e altrettanta soddisfazione nel marketing digitale.

Mentre l’ascoltavo ho colto come un’onda la differenza tra le generazioni, io ho due figlie, ma sono più giovani di lei e come diceva ad una conferenza Elisabetta Zanarini della Fondazione Aldini Valeriani, le generazioni più vicine si assomigliano meno di quelle un po’ più distanti, cioè avrei più punti in contatto con le mie figlie che con una trentenne.

Roberta guadagna molto, non so quanto ma molto, però non è interessata alle cose che hanno sempre interessato noi cinquantenni, forse non ama le borse e nemmeno le scarpe, non le interessa acquistare beni, invece è una grande fruitrice di servizi. Acquista viaggi, assicurazioni, cena sempre al ristorante e crede che tutte le attività si stiano spostando verso la consulenza.

Mi raccontava che in America ci sono agenzie di viaggio che fanno consulenze, poi il cliente prenota tutto on line.  Mi raccontava che una sua amica sta facendo consulenza finanziaria a 100 euro all’ora, slegata da qualunque società e non interessata a consigliare il singolo prodotto, diciamo che si occupa, fatturando, di divulgazione finanziaria, cosa che io faccio da tempo gratuitamente.

A parte sentirmi un po’ stupida, non mi sono mai sentita così vintage. Cosa ne pensate?

Starbucks

Questa è la prima  foto in assoluto che ho fatto quest’anno a New York, è stata scattata in uno Starbucks, perché è stato il primo posto in cui siamo tornati!

Non vai da Starbucks per bere il caffè, ci vai perché ti senti a casa. Conosci l’esperienza di quel frappuccino o di quella fetta di lemon cake. Lontano da casa per lavoro o per vacanza e non sai esattamente dove mangiare? Ecco in ogni angolo uno Starbucks dove sei certo di trovare la stessa qualità ovunque.

E cosa c’entra con la finanza? Il 6 settembre è stato inaugurato a Milano il primo Starbucks di Italia, il più grande di Europa e uno dei tre più belli al mondo.
E fioccano le polemiche! Costa troppo, il caffè non è come il nostro, ecc… non facciamo altro che polemizzare, su tutto.
Se invece volessimo riflettere su quanta ricchezza produce questa azienda nel mondo, potrebbe c’entrare anche la finanza!

La pioggia a Riccione!

riccione

La scorsa settimana sono stata a Riccione in vacanza, durante il week end ha piovuto spesso e in particolare domenica mattina, un acquazzone che non voleva smettere.

Bene cosa c’entra? Mentre osservavo la pioggia e il comportamento delle persone ho pensato a come ci comportiamo con gli investimenti. Provo a spiegarmi.

Inizia a piovere in una calda giornata di luglio al mare, non te lo aspetti, in un attimo tutto cambia, si ritirano i lettini sotto le tende, si piegano gli asciugamani e si inizia a scrutare il cielo in attesa che smetta. Alcune persone scappano subito verso casa, altre si rifugiano al bar, altre ancora resistono sotto la tenda e aspettano che passi.

E aspettano, aspettano, la pioggia continua a cadere e loro resistono, non hanno voglia di bagnarsi scappando via, già che hanno aspettato tanto sarebbe assurdo bagnarsi magari cinque minuti prima della fine.

Poi man mano qualcuno non riesce più a resistere, si stanca, oppure ha paura di rimanere bloccato per troppo tempo e così esce dalla tenda e si bagna!

Capita lo stesso con gli investimenti: ci sono fondi che hanno sempre dato buoni rendimenti che ad un certo punto  iniziano a perdere: un brutto imprevisto per tutti! Ci sono clienti che vogliono uscire in perdita subito, altri che resistono, altri ancora che ad un certo punto cambiano l’investimento alla ricerca di qualcosa di più redditizio e a volte si bagnano! Poco prima che torni il sole!

Il compito di un consulente è aiutarti a tenere la rotta e a non bagnarti, aspettando l’arcobaleno!