Il mercato e il consulente

L’idea di prevedere i mercati e riuscire a guadagnare sempre è una aspettativa legittima, ma purtroppo non realistica. Anche aspettare il principe azzurro è legittimo, ma non realistico, può succedere, ma quale è le probabilità che succeda? A parte Cenerentola e Julia Roberts in Pretty Woman non è così frequente.

Bene, anzi no, su questo punto si gioca molto del rapporto cliente-consulente, il cliente in fondo si aspetta dell’esperto delle previsioni e il consulente per non deluderlo lo asseconda. Qualche esempio? Oggi compriamo questo, oggi lo vendiamo per abbassare il rischio, secondo me la Cina, secondo me il cambio euro/dollaro e così via.

Non c’è riunione di consulenti finanziari che non termini con la grande domanda: ma come vede l’esperto il cambio euro/dollaro? Ad inizio 2017 il cambio euro/dollaro era a 1,12. TUTTI gli esperti lo vedevano a 1, peccato sia arrivato a 1,24. C’è di che scoraggiarsi se ci aspettiamo delle previsioni!

Allora a cosa serve un consulente? Questa è una domanda legittima! Serve ad affiancare il cliente, a chiarire insieme a lui i suoi bisogni, i suoi obiettivi e a preparare un progetto. Poi serve ad aiutare a tener fede a quel progetto, senza cambiare idea, frenando la tentazione di vendere se il rendimento non è quello che ti aspettavi dopo 6 mesi quando il progetto richiedeva 5 anni.

Su questo l’impegno dei consulenti a chiarire è molto importante, la tentazione di fare promesse di rendimento è forte, ma non paga se non con forti mal di stomaco!

L’ufficio a casa

Per ventun anni mi sono svegliata sempre allo stesso orario per essere in ufficio alle 8,15! Pioggia, neve, bambine da accompagnare all’asilo e poi a scuola, incastri con mia madre che mi ha aiutata quando erano troppo piccole, ho passato così tutte le fasi della loro crescita. Le scaricavo alle 7,30 a scuola dove erano sempre le prime a correre verso la “dada”, per poi correre a mia volta verso l’ufficio. In quei momenti non so cosa avrei dato per poter far fare a qualcuno quel giro, tutte le mattine per 15 anni.

Adesso mi sveglio ad un orario variabile in base agli impegni e capita di avere il primo appuntamento a casa da clienti nella tarda mattinata, che mica possiamo pretendere che si sveglino all’alba! Quindi spesso mi trovo a lavorare da casa. Mi sono organizzata con uno spazio in sala, dove ho il computer e tutto quello che può servirmi.

Per molti anni, ho continuato comunque ad andare in ufficio tutti i giorni, adesso non vado sempre per evitare di perdere un sacco di tempo con gli spostamenti, non so usare il motorino e andare in centro in macchina è una vera impresa.

Questo è il bello del mio lavoro: la libertà di poter decidere cosa fare e come. Il confine di questa libertà è la disponibilità con i clienti, cercare di non fare attendere risposte e soluzioni. Ti  è mai capitato di chiedere un consiglio ad un professionista o un preventivo per un acquisto e di dover aspettare giorni prima di avere una risposta? Io lo trovo insopportabile, e tu?

Ho letto da qualche parte che è un atteggiamento volto a far pensare che si è molto occupati e oberati di lavoro anche se poi non è vero. Si aspetta di proposito per non dare l’idea di aver poco da fare. E’ un ragionamento che non condivido: quanto ho da fare non può essere un problema del mio cliente.

Dalla prossima settimana inizieremo a parlare di Successioni, con una anticipazione: parlarne allunga la vita!

Buon 2018!

Come è stato l’anno scorso? Impegnativo, sarò sincera ho fatto molte cose e sono arrivata in fondo un po’ stanca.

Più passa il tempo nella libera professione, domani saranno cinque anni dalla firma di quella lettera di dimissioni con cui ho cambiato vita e più mi rendo conto che lo sforzo principale è quello di riuscire ad organizzarsi e non soccombere ai mille impegni.

Separare la vita privata da quella professionale senza dubbi, sapendo che delle scelte vanno fatte, continuamente, e hanno delle conseguenze. Speriamo solo di fare quelle giuste!

Ho tanti nuovi progetti per i miei clienti, per chi lo diventerà e anche per questo sito che cresce e ha bisogno di “cure” diverse.

Su suggerimento di Gioia Gottini, che consiglio a tutti di seguire, ho cercato una parola guida per il 2018, ma al momento ne ho in mente ancora troppe, auguro a tutti di trovare la propria e di conseguire i successi personali e professionali che desiderate.

Baby appuntamento

La scorsa settimana avevo fissato un appuntamento con un cliente, di solito ci incontriamo in un bar che lui chiama “il mio ufficio” in un paese in provincia di Bologna, davanti ad un cappuccino che è molto più buono di quello di tanti bar del centro.

L’altra mattina per un imprevisto il cliente ha portato con se suo figlio di cinque anni, la sera prima mi aveva chiesto se secondo me poteva andare bene lo stesso: ma certo!

Il bambino è stato un tesoro, ha disegnato per più di un’ora e solo alla fine ha ottenuto un cellulare con cui giocare e lo ha usato per fare queste foto. Mi sono distratta? Un po’ si, tra l’altro volevo spiegare al papà un servizio abbastanza complesso. Mi è dispiaciuto? Assolutamente no!

Sono certa che il papà mi capirà se ho perso un po’ il filo e nel caso lo riprenderemo, ma entrare in contatto con gli affetti di un cliente è proprio un privilegio.

Gli appuntamenti

ufficio al mare

 

Una delle cose più difficili nel mio lavoro è la gestione dell’agenda, di solito incontro i clienti a casa loro, in pochi desiderano parcheggiare in centro dove ho l’ufficio. Ma io in centro devo pur parcheggiare e quindi cerco di fissare gli appuntamenti in sequenza o di prima mattina o di pomeriggio, in modo da non  spezzare la giornata.

Non è semplice, giustamente ognuno ha le sue esigenze: c’è chi si alza presto e mi aspetta per il caffè delle 9, c’è chi mi invita a pranzo e purtroppo non sempre riesco ad accettare (ieri ad esempio ho dovuto rifiutare un risotto con le zucchine che sono sicura sarebbe stato stupendo), c’è chi invece riposa nel pomeriggio e quindi solo dopo una certa ora. Infine c’è chi non ha piacere di vedermi in casa, e allora se non vuole venire in ufficio in centro dobbiamo inventare al bar o simili.

Ho dei colleghi che riescono a fissare 5/6 appuntamenti al giorno, io non ci riesco! Perdo un sacco di tempo con gli spostamenti e non guido il motorino purtroppo. Mi fermo a parlare più del necessario? Probabilmente si, quando incontro i clienti mi aggiornano su tutte le loro vicende: salute, figli, nipoti, vacanze e io chiedo perché mi fa piacere sapere.

Però il tempo vola e poi mi trovo a scapicollarmi in ufficio per spedire le operazioni, però mi sto organizzando da casa, cioè sempre più farò base nel mio salotto da dove posso lavorare, per poi andare in ufficio solo quando serve sul serio.

A questo proposito un progetto (sogno) per l’anno prossimo: spostare l’ufficio al mare per qualche mese, tornando una o due volte a settimana per gli appuntamenti. Ecco l’ho detto! E buone vacanze!