Giugno, tempo di bilanci!

barche

Che belli i riflessi delle barche sull’acqua, riflettere è una bella parola, si riflette un’immagine, ma si riflette anche su se stessi, sulla fame del mondo, sull’effetto serra o su quello che preferisci.

Siamo a metà anno: a che punto sono i tuoi progetti?

A fine anno, come ogni bravo “pianificatore seriale”, ho preparato una bella brochure, che a me la carta piace sempre, dove ho scritto tutti i miei obiettivi professionali per il 2018 e possibilmente anche i percorsi per realizzarli.

Gli esperti ti dicono che qualunque sia l’obiettivo sarebbe utile frazionarlo in obiettivi più piccoli da raggiungere nella settimana, nel mese, nel trimestre ecc.

Ecco io questa cosa non l’ho mai capita, mio marito si occupa di controllo di gestione, questo è il suo lavoro, ebbene io lo seguo fino ad un certo punto nei suoi ragionamenti, poi dico una frase magica “Vabbè dipende….” dipende da come hai costruito gli obiettivi, da quante risorse hai dedicato, ma soprattutto da quanto ti sei impegnato.

Io sono bravissima ad organizzare e pianificare qualunque cosa, peccato non basti, occorre anche realizzare e la partita si complica! Capita  anche a te?

Ecco a giugno secondo me è giunto il momento di fare i conti, con i risultati, ma soprattutto con noi stessi. Riflettiamo?

Pranzo in giardino

pranzo in giardino

A colloquio con una coppia di amici, stiamo valutando la loro situazione patrimoniale. Lui riceve una telefonata, è la badante del suo papà, di solito lei  non chiama e quindi siamo tutti spaventati.

Risponde al telefono e la signora lo rassicura,  voleva solo un consiglio, alcuni giovani le hanno chiesto indicazioni per un buon ristorante nel paese dove abitano in provincia di Bologna e lei ha pensato di chiederlo a lui, che spera tanto di non aver disturbato!

No certo nessun disturbo, solo qualche attimo di spavento, ma per una informazione tanto urgente che vuoi che sia? Lui elenca alcuni ristoranti e tutto finisce li.

Terminiamo il colloquio e ritornano a casa, abitano vicino ai genitori di lui, cosa trovano? Una ventina di ragazzi americani accampati in giardino che la mamma ha deciso di ospitare. “Erano così giovani, perché farli impazzire per cercare un ristorante e far spendere dei soldi? Ho ordinato le pizze! Guarda che carini e come è felice il nonno che sta parlando in inglese!”

La mia amica mi ha mandato una foto bellissima con questi ragazzi sorridenti, ma ancor più sorridente il nonno malato! Partecipare a queste “avventure” è la parte più bella del mio lavoro, le famiglie bellissime che conosco, i loro problemi, ma anche la loro intimità. Sono proprio fortunata!

Il mercato e il consulente

L’idea di prevedere i mercati e riuscire a guadagnare sempre è una aspettativa legittima, ma purtroppo non realistica. Anche aspettare il principe azzurro è legittimo, ma non realistico, può succedere, ma quale è le probabilità che succeda? A parte Cenerentola e Julia Roberts in Pretty Woman non è così frequente.

Bene, anzi no, su questo punto si gioca molto del rapporto cliente-consulente, il cliente in fondo si aspetta dell’esperto delle previsioni e il consulente per non deluderlo lo asseconda. Qualche esempio? Oggi compriamo questo, oggi lo vendiamo per abbassare il rischio, secondo me la Cina, secondo me il cambio euro/dollaro e così via.

Non c’è riunione di consulenti finanziari che non termini con la grande domanda: ma come vede l’esperto il cambio euro/dollaro? Ad inizio 2017 il cambio euro/dollaro era a 1,12. TUTTI gli esperti lo vedevano a 1, peccato sia arrivato a 1,24. C’è di che scoraggiarsi se ci aspettiamo delle previsioni!

Allora a cosa serve un consulente? Questa è una domanda legittima! Serve ad affiancare il cliente, a chiarire insieme a lui i suoi bisogni, i suoi obiettivi e a preparare un progetto. Poi serve ad aiutare a tener fede a quel progetto, senza cambiare idea, frenando la tentazione di vendere se il rendimento non è quello che ti aspettavi dopo 6 mesi quando il progetto richiedeva 5 anni.

Su questo l’impegno dei consulenti a chiarire è molto importante, la tentazione di fare promesse di rendimento è forte, ma non paga se non con forti mal di stomaco!

L’ufficio a casa

Per ventun anni mi sono svegliata sempre allo stesso orario per essere in ufficio alle 8,15! Pioggia, neve, bambine da accompagnare all’asilo e poi a scuola, incastri con mia madre che mi ha aiutata quando erano troppo piccole, ho passato così tutte le fasi della loro crescita. Le scaricavo alle 7,30 a scuola dove erano sempre le prime a correre verso la “dada”, per poi correre a mia volta verso l’ufficio. In quei momenti non so cosa avrei dato per poter far fare a qualcuno quel giro, tutte le mattine per 15 anni.

Adesso mi sveglio ad un orario variabile in base agli impegni e capita di avere il primo appuntamento a casa da clienti nella tarda mattinata, che mica possiamo pretendere che si sveglino all’alba! Quindi spesso mi trovo a lavorare da casa. Mi sono organizzata con uno spazio in sala, dove ho il computer e tutto quello che può servirmi.

Per molti anni, ho continuato comunque ad andare in ufficio tutti i giorni, adesso non vado sempre per evitare di perdere un sacco di tempo con gli spostamenti, non so usare il motorino e andare in centro in macchina è una vera impresa.

Questo è il bello del mio lavoro: la libertà di poter decidere cosa fare e come. Il confine di questa libertà è la disponibilità con i clienti, cercare di non fare attendere risposte e soluzioni. Ti  è mai capitato di chiedere un consiglio ad un professionista o un preventivo per un acquisto e di dover aspettare giorni prima di avere una risposta? Io lo trovo insopportabile, e tu?

Ho letto da qualche parte che è un atteggiamento volto a far pensare che si è molto occupati e oberati di lavoro anche se poi non è vero. Si aspetta di proposito per non dare l’idea di aver poco da fare. E’ un ragionamento che non condivido: quanto ho da fare non può essere un problema del mio cliente.

Dalla prossima settimana inizieremo a parlare di Successioni, con una anticipazione: parlarne allunga la vita!

Buon 2018!

Come è stato l’anno scorso? Impegnativo, sarò sincera ho fatto molte cose e sono arrivata in fondo un po’ stanca.

Più passa il tempo nella libera professione, domani saranno cinque anni dalla firma di quella lettera di dimissioni con cui ho cambiato vita e più mi rendo conto che lo sforzo principale è quello di riuscire ad organizzarsi e non soccombere ai mille impegni.

Separare la vita privata da quella professionale senza dubbi, sapendo che delle scelte vanno fatte, continuamente, e hanno delle conseguenze. Speriamo solo di fare quelle giuste!

Ho tanti nuovi progetti per i miei clienti, per chi lo diventerà e anche per questo sito che cresce e ha bisogno di “cure” diverse.

Su suggerimento di Gioia Gottini, che consiglio a tutti di seguire, ho cercato una parola guida per il 2018, ma al momento ne ho in mente ancora troppe, auguro a tutti di trovare la propria e di conseguire i successi personali e professionali che desiderate.