Analisi generazionale

previdenza

Negli ultimi articoli ho parlato spesso di passaggio generazionale, e degli strumenti che possiamo utilizzare per fare delle scelte. Ognuno di noi ha una sua situazione personale e patrimoniale che va analizzata.

L’analisi generazionale è una analisi complessa e organizzata che serve ad evidenziare insieme al cliente quali possono essere le criticità in merito al suo passaggio generazionale.

Esistono situazioni molto semplici e altre più complesse, solo qualche esempio:

  • coppia spostata con due figli maggiorenni
  • famiglia allargata, entrambi i conviventi hanno figli da un primo matrimonio e altri in comune
  • single senza figli

Anche il tipo di patrimonio farà la differenza, vanno considerati:

  • immobili
  • investimenti e denaro
  • opere d’arte e gioielli
  • partecipazioni societarie

Vista la situazione familiare e patrimoniale, l’analisi generazionale mira a considerare gli obiettivi che il cliente vuole raggiungere e a predisporre gli strumenti necessari.

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Le tasse di successione

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E finalmente parliamo di tasse! Come funzionano le tasse di successione nel nostro Paese? Beh dipende da chi è l’erede, ci sono eredi agevolati e altri meno, più la parentela è stretta meno tasse si pagano.

Le tasse di successione si basano su due concetti : l’aliquota e la franchigia, entrambi questi strumenti agevolano i parenti prossimi, vediamo come.

  • Eredi diretti: coniuge, figli e genitori in mancanza di figli, hanno una franchigia di 1.000.000 di euro a testa e sul restante pagano un’aliquota del 4%
  • Fratelli: franchigia di 100.000 euro e aliquota 6%
  • Parenti fino al 4′ grado 6% e nessuna franchigia
  • Altri eredi: nessuna franchigia e aliquota 8%
  • Eredi disabili: franchigia 1.500.000 a prescindere dal grado di parentela

Le tasse si pagano sul totale della massa ereditata, si considerano il denaro e gli investimenti, gli immobili, i beni mobili registrati. Esistono anche degli investimenti esenti (titoli di Stato, Pir) e altri strumenti che per loro natura non entrano in successione  (polizze).

Sono molto basse rispetto agli altri paesi europei, per questo da anni si parla di un adeguamento, inteso come aliquote più alte e franchigie ridotte, oltre alla revisione dei valori di catasto, vedremo!

Se intanto vuoi approfondire e capire come poter sfruttare le attuali aliquote, contattami per un appuntamento.

Aperitivo in salotto: Il passaggio generazionale

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Cosa significa Passaggio generazionale? Predisporre il tuo patrimonio finché sei in vita, e con l’augurio di avere una vita lunga e serena, per quando non ci sarai più, in modo da fare delle scelte che possano essere coerenti con i tuoi obiettivi e ottimizzare il prelievo fiscale. Cioè, ove possibile e nel pieno rispetto delle leggi, pagare meno tasse o fare pagare meno tasse ai tuoi eredi.

Di passaggio generazionale storicamente si parla in azienda, poi per non offendere nessuno con un termine più crudo come “successione” il termine si è esteso anche alla famiglia e alla persona.

Ho scritto spesso di questo tema, soprattutto nell’ultimo periodo, perché  mi sta molto a cuore, spesso le persone, soprattutto le più grandi sono preoccupate, ma non vogliono parlarne in famiglia e non hanno forse altri riferimenti. Il tuo consulente finanziario è di sicuro preparato ad affrontare questo tema e se non ne avete ancora parlato puoi sollecitarlo tu o fare riferimento a me.

Io sto seguendo un Master universitario su questo argomento, sono stata scelta per la mia preparazione e il desiderio di approfondire ancora di più. Questo non mi rende un avvocato e tantomeno un notaio,  i tuoi professionisti di fiducia vanno assolutamente coinvolti, però sono il riferimento nella gestione del patrimonio, per questo una chiacchierata su questi temi può esserti molto utile.

Il 13 giugno ti parlerò di questo durante il mio Aperitivo in Salotto, ti aspetto con tanto piacere, l’incontro è gratuito, ma è necessario prenotarsi quio alla mia mail dani.iachini@gmail.com

Testamento: perché?

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Perché fare testamento dunque? Vi propongo qualche storia reale nei contenuti, naturalmente non nei nomi:

  • Carla ha due figli, sono molto diversi e mentre il primo è il classico bravo ragazzo con una buona professione e una famiglia stabile, il secondo non ha “né arte e né parte” come dice lei e la preoccupa molto. Lei è vedova e sta pensando al testamento, vorrebbe escludere il secondo figlio dall’eredità. NON possiamo escludere un figlio in quanto beneficiario della legittima. Possiamo però limitare i danni, usando la quota “disponibile” per aumentare l’eredità del primo figlio
  • Giovanni è vedovo, senza figli. Ha conosciuto Olga che da amica è diventata la sua compagna. Giovanni vorrebbe lasciare ad Olga il suo patrimonio, ma il fratello di Giovanni è molto preoccupato. Il fratello non ha nessun diritto, con il testamento si può escludere dall’eredità e Olga erediterà i beni di famiglia
  • Luca e sua moglie sono molto sereni, hanno due figli stupendi che MAI litigheranno per l’eredità. Del resto le case sono molto simili, nello stesso palazzo nel centro storico di Bologna. Peccato che una delle case sia in uso gratuito ad un figlio, mentre l’altro è in affitto in un’altra città. I fratelli in effetti non avrebbero mai litigato, però le loro mogli si.
  • Franca è vedova e non ha figli, alla sua morte la sua proprietà viene suddivisa tra 2 fratelli e in rappresentanza degli altri due premorti, 4 nipoti. Per un totale di sei teste pensanti a cui si aggiungono le teste pensanti dei loro coniugi. Da circa 20 anni la bella casa con annesso terrene in provincia di Ravenna non ha ancora trovato un nuovo proprietario e sta andando in rovina.
  • Elisa non ha figli ed è nubile, come si diceva una volta. Ha acquistato una casa al mare che promette ad un nipote che le è molto caro, anzi alla moglie di lui, assicurando di aver fatto testamento. Alla morte di Elisa il testamento non si trova, la casa al mare va ai fratelli con buona pace di tutti.

C’è poi  chi il testamento lo fa, magari in casa, magari su un foglio di carta qualunque e va benissimo, ma magari non ha proprio le idee chiare oppure non si rende conto di quanto sarà difficile per gli eredi rispettare le sue volontà. Accade spesso che persone anziane siano tutte soddisfatte di aver fatto il testamento, soprattutto quando non ci sono figli. Alcuni “mostri” che ho visto nella mia attività:

  • infliggere all’erede la ricerca di una ventina di istituti di assistenza, preferibilmente con sede all’estero
  • stabilire cifre come legati che sono maggiori dell’eredità stessa, perché il defunto da quando ha scritto il testamento a quando è mancato ha consumato il patrimonio e i legati si riducono in proporzione, ma non resta nulla per l’erede.
  • ricatti ai nipoti finché in vita per farsi assistere e poi un testamento a favore di un terzo
  • testamento a favore dei soli figli maschi e le femmine che in ricordo del “caro estinto” non hanno impugnato

P.S. non ricevo nessuna parcella dai notai! Ma se vi ho fatto venire il dubbio che forse fare testamento può servire anche a voi, sentiamoci per una consulenza.

Testamento: come?

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Il testamento può essere fatto in tre diversi modi,  non esiste il modo migliore, ognuno ha vantaggi e svantaggi, dipende!

Olografo: il testamento olografo deve essere scritto dal testatore di suo pugno, deve  riportare la data e la firma. Stop. Si può fare su un qualunque pezzo di carta e può essere conservato in un cassetto. Il pregio è il costo zero e la velocità di esecuzione, il difetto è nella difficoltà di conservarlo, gli eredi potrebbero non trovarlo e chiunque potrebbe distruggerlo, non ci sono prove che sia stato scritto.

La zia ti ha promesso la sua casa al mare? Lo zio ha giurato di essersi ricordato di te nel testamento? Se alla sua morte non salta fuori, i dubbi sono legittimi, ma non portano a nulla: la casa al mare se la godrà qualcun altro!

Segreto: in questo caso il testamento viene scritto dal testatore che, invece di riporlo in un cassetto lo consegna in busta chiusa ad un notaio. Il notaio non conosce il contenuto della busta, ma la riceve e la conserva fino alla morte del testatore. In questo caso o gli eredi sanno che esiste un testamento e chi lo sta conservando e alla morte del testatore si rivolgeranno al notaio per l’apertura. Oppure non lo sanno e sarà il notaio a contattarli. Tuttavia il notaio non è tenuto a sapere se i suoi clienti sono morti e dunque sarebbe corretto che il testatore facesse sapere il nome del notaio ai suoi eredi.

Pubblico: in questo caso il testamento viene scritto dal notaio, alla presenza di due testimoni, assume la forma di atto pubblico ed è consigliato nei casi più complessi, per patrimoni importanti e con molti eredi. Oppure quando si volesse escludere qualcuno o limitare alla legittima la quota per gli eredi. Diciamo che in questo caso è più difficile provare che il testamento è stato scritto non per propria volontà in quanto il notaio ascolta la volontà del testatore. Naturalmente è la forma più costosa.

In ogni caso il testamento con data più recente annulla i precedenti, ma anche qui attenzione: Carla voleva limitare l’eredità di un  figlio a favore dell’altro. Il primo figlio era il classico perdigiorno e avrebbe sperperato il patrimonio. Aveva scritto dunque un primo testamento in cui lasciava al primo figlio solo la legittima e tutto il resto al secondo. Dopo qualche anno scrive un nuovo testamento in cui lascia la casa in montagna al primo figlio, la sua intenzione era di lasciare la casa come legittima, invece Carla comportandosi così  ha annullato il primo testamento e dunque al primo figlio è andata la metà del patrimonio più la casa in montagna!

Per una analisi della vostra situazione personale, contattatemi qui.