Come proteggere il patrimonio con il fondo pensione?

Il fondo pensione ha tanti vantaggi, il primo è senz’altro quello di aiutarci a risparmiare e pianificare il nostro futuro. Tuttavia ha un ruolo molto importante nella protezione del patrimonio. Perché nella vita possono succedere cose che non ci aspettiamo e dobbiamo tutelarci, vediamo come il fondo pensione potrà aiutarci.


Protezione ordinaria

Il fondo pensione, in virtù della sua finalità previdenziale, è uno strumento finanziario che offre un elevato grado di protezione patrimoniale, in tutte le fasi della vita contrattuale.Il fondo pensione è impignorabile e insequestrabile, a differenza di altri investimenti non potrà cioè essere attaccato da eventuali creditori. Si parla di intangibilità della posizione per descrivere questa situazione.
Nei Fondi pensione, il divieto assoluto di pignorabilità del capitale maturato riguarda esclusivamente la fase di accumulo, cioè, il tempo intercorrente tra l’apertura del fondo e il riscatto del beneficiario di tutta o parte del capitale (o rendita).

Diversamente, nelle fase di erogazione,  arrivato il momento in cui il beneficiario riscatterà il capitale (o rendita) per aver maturato l’età pensionistica (100%) o per spese sanitarie (fino al 75%), l’importo corrispondente all’accredito potrà essere pignorato nei limiti di 1/5 dell’importo complessivamente percepito (in ogni caso in misura non superiore alla misura massima dell’assegno sociale).

Al contrario, occorre precisare come non esista alcun limite di pignorabilità laddove il beneficiario, prima di maturare l’età pensionabile chieda, un anticipo fino al 75% per l’acquisto della prima casa o fino al 30% per ulteriori esigenze. Tali anticipazioni, infatti, dovranno considerarsi per Legge liberamente pignorabili. 

Ma cosa succede se il creditore pignora il capitale nel momento della fase di accumulo e, quindi, prima che il beneficiario abbia riscattato il capitale (o rendita)?

La Corte di Cassazione ha stabilito che il Giudice dell’esecuzione dovrà accogliere il pignoramento e obbligare l’istituto che gestisce il Fondo pensione a pagare al creditore pignorante 1/5 del capitale (o rendita) nel momento dell’effettivo riscatto da parte del beneficiario (Cass. Ord. 19708/2018)
Queste regole previste per legge, non riguardano in nessun caso i procedimenti penali dove l’istituto del sequestro preventivo resta applicabile anche al fondo pensione come confermato dalla recentissima pronuncia dalla Corte di Cassazione in materia (Sez. Penale numero 13660 del 6 Maggio 2020). Quindi a livello pratico l’impignorabilità potrebbe essere utile per quelle persone che, per la loro situazione lavorativa o personale, si potrebbero trovare fortemente esposti ad azioni civili a loro carico.


Protezione successoria


Le posizioni sono escluse dall’asse ereditario in quanto il diritto non si acquisisce da parte degli eredi per successione, ma iure proprio, così come lo avrebbe acquisito il defunto se fosse andato in pensione E’ prevista la possibilità di scegliere beneficiari diversi dagli eredi, ferma restando la possibilità di questi di agire in giudizio se viene lesa la legittimaIl montante che ricevono gli eredi non incide sulle franchigie previste per le donazioni in vita, al fine del calcolo delle imposteI fondo pensione sono considerati per legge un diritto sociale, come il TFR e le pensioni pubblicheAnche in caso di rinuncia all’eredità gli eredi riceveranno il fondo pensione grazie a queste sue caratteristiche.


Si comprende bene che, soprattutto per alcune categorie, ad esempio gli imprenditori, la funzione del fondo pensione va ben al di la della semplice deducibilità fiscale dei 5.164 euro all’anno, sul fondo pensione si versano cifre ben più importanti, con l‘obiettivo di proteggere il patrimonio dai creditori e lasciare comunque queste cifre agli eredi. E’ sufficiente infatti non riscattarlo, rimanendo investito andrà direttamente agli eredi prima o dopo, anche se costoro dovessero rinunciare all’eredità. Anni fa a questo proposito ho sentito una espressione che mi ha molto colpito: “latte e biscotti” per intendere che, se anche tutto andrà in rovina, un minimo di denaro potrà arrivare agli eredi, comunque, anche se dovessero essere costretti a rinunciare all’eredità per debiti.
Un’altra categoria che sempre più ha bisogno di tutelare il patrimonio è quella dei medici, preoccupati oltremodo dalle denunce dei pazienti e dei loro parenti.

Quindi il fondo pensione va ben al di la della pur necessaria integrazione della pensione pubblica, è un vero strumento do tutela patrimoniale e successoria che offre il vantaggio di essere anche molto semplice nella sua applicazione e molto meno costoso di altri.
Sono disponibile per qualunque chiarimento e per una consulenza su questo e altri temi.

Intervista a Claudia De Lillo (seconda parte)

INTERVISTA A CLAUDIA DE LILLO | SECONDA PARTE

Ed eccoci al secondo appuntamento con la mia rubrica “𝐅𝐞𝐦𝐦𝐢𝐧𝐢𝐥𝐞, 𝐬𝐢𝐧𝐠𝐨𝐥𝐚𝐫𝐞” che oggi prosegue con la seconda parte dell’intervista a Claudia De Lillo.

Ricordo che Claudia è scrittrice, giornalista, presentatrice radiofonica, blogger, mamma di tre ragazzi tra i 18 e i 10 anni, nonché ideatrice dell’adorabile personaggio 𝐄𝐥𝐚𝐬𝐭𝐢𝐠𝐢𝐫𝐥.

Da quando tanti anni fa ho iniziato a leggere il suo Blog non sono più riuscita a fermarmi, e come me tantissime amiche. Claudia è un vero tesoro di persona e si è prestata a fare questa bella intervista, interessante e utile per tante donne che vogliono essere protagoniste nella vita come nella professione.

Con Claudia è nato due anni fa questo mio progetto rivolto alle donne, quando lei è venuta a Bologna per presentare nel mio ufficio il suo libro “Nina sente”.

Abbiamo parlato delle sue tante professioni e anche di #finanza, in quanto Claudia nasce come giornalista finanziaria e ha ambientato nel mondo della finanza i suoi ultimi romanzi.

Qua trovi la seconda parte dell’intervista. 👉🏻 ▶️ https://bit.ly/3rHoVKd

Se non ci sono figli? A chi l’eredità?

Qualche tempo fa una mia cliente sposata e senza figli mi ha chiesto di fare un investimento solo a nome suo, mentre tutto il patrimonio è cointestato con il marito. Mi ha spiegato che teme che i genitori del marito possano rivendicare qualcosa nel caso lui morisse. Il marito ha fatto testamento a favore della moglie, ma in effetti i genitori, in mancanza di figli, hanno diritto alla legittima. Le ho chiesto se non fossero in buoni rapporti, non è così, quello che la preoccupa è che gli altri figli possano fomentare i genitori ad impugnare il testamento. Se non ci sono figli tutte le regole della successione subiscono una trasformazione ed è proprio questo caso in cui è estremamente utile, direi necessario, ricorrere al testamento.


La successione senza testamento.
Le quote che spettano agli eredi quando non ci sono figli dipendono da come è composta la famiglia, si possono distinguere distinguere diversi casi, vediamo qui un riepilogo, in fondo alla mail saranno invece specificati i casi più frequenti.

Se una persona non ha fatto alcun testamento, alla sua morte si aprirà quella che tecnicamente viene definita la successione legittima, nel caso dei coniugi senza figli, l’eredità senza testamento:

  • – va interamente all’altro coniuge, se non ci sono altri parenti prossimi come i genitori o i fratelli e le sorelle
  • – va per 2/3 al coniuge e 1/3 ai genitori se presenti 
  • – va per 2/3 all’altroconiuge e per 1/3 ai fratelli e le sorelle, se presenti (quest’ultimi, si divideranno la predetta quota in parti uguali);
  • – va interamente ai fratelli e le sorelle, se non ci sono altri parenti prossimi.

Si può ben intuire come, alla morte di uno dei coniugi, i fratelli di questo potranno rivendicare i suoi diritti sull’eredità. 

Coniugi senza figli: il testamentoPer non incorrere in queste situazioni è sempre possibile e assolutamente necessario in questo caso, scrivere un testamento. Con il testamento pur dovendo tener conto della legittima, avrò la possibilità di correggere quanto previsto per legge, in mancanza di figli la legittima spetta al coniuge e ai genitori.  E’ possibile scrivere un testamento in cui si nomina erede universale il coniuge ma, come teme la mia cliente i genitori potrebbero impugnarlo per avere la loro legittima.  Queste di seguito le quote di legittima che andrebbero previste: 

  • Se ci sono i genitori 1/3 andrebbe loro riservato 
  • Se c’è solo il coniuge a lui la metà del patrimonio
  • Se ci sono coniuge e genitori metà al coniuge e 1/4 ai genitori
  • Quello che va oltre queste proporzioni può essere destinato con testamento ad altri, si tratta della quota disponibile

Detto questo, è possibile scrivere un testamento che non tenga conto di queste quote e lasciare ad esempio tutto al proprio coniuge anche se ci sono i genitori, il testamento è valido, però potrebbe essere impugnato. 

La casa coniugale 

Abbiamo visto che al coniuge superstite spetta inoltre anche il diritto di abitazione della casa familiare e dell’uso di tutti gli arredi in essa contenuti (art. 583 c.c.).  

Se il coniuge accetta l’eredità non ci sono problemi, se invece rinuncia? Cosa succede alla casa, non potendo fare un rinuncia parziale? 

Il diritto d’abitazione nella casa coniugale, viene acquisito dal coniuge superstite  in via automatica di diritto, in quanto espressamente previsto a suo favore dal codice civile; non si deve quindi considerare parte della successione legittima o testamentaria. Ne consegue che, anche se il coniuge rinunci all’eredità oppure sia escluso dalla stessa a fronte di disposizioni testamentarie che lo diseredano e decida di non opporsi, comunque manterrà il diritto di abitazione della casa familiare

Un’ultima precisazione: essendo il diritto d’abitazione equiparabile, a livello sostanziale, al diritto d’usufrutto, il coniuge superstite assumerà, in riferimento all’immobile sul quale acquista il diritto, tutti i diritti e gli obblighi anche fiscali ad esso connessi: in particolare in fase successoria potrà richiedere la agevolazione prima casa e sarà tenuto al pagamento degli oneri e delle imposte derivanti dal possesso dell’immobile (ad esempio, al coniuge spetterà il pagamento per intero dell’IMU).

Femminile, singolare

È con grandissimo piacere che inauguro oggi la mia nuova rubrica “𝐅𝐞𝐦𝐦𝐢𝐧𝐢𝐥𝐞, 𝐬𝐢𝐧𝐠𝐨𝐥𝐚𝐫𝐞”con Claudia de Lillo. Questa è la prima parte della simpatica intervista che le ho fatto e che ci offre tanti spunti di discussione.

Scrittrice, giornalista, presentatrice radiofonica, blogger, mamma di tre ragazzi, nonché ideatrice dell’adorabile personaggio 𝐄𝐥𝐚𝐬𝐭𝐢𝐠𝐢𝐫𝐥.

Da quando tanti anni fa ho iniziato a leggere il suo Blog non sono più riuscita a fermarmi, e come me tantissime amiche. Claudia mi ha dato incautamente il suo numero di telefono e io da allora ho iniziato a contattarla trovandola sempre pronta e disponibile, perché lei è proprio così come la vedi: un vero tesoro.

Ho desiderato che fosse proprio Claudia ad aprire questa rubrica, perché è stato con lei due anni fa che ho gettato il seme di questo progetto, in occasione della sua venuta a Bologna per presentare nel mio ufficio, davanti a 70 persone, il suo libro “Nina sente”.

Abbiamo parlato delle sue tante professioni e anche di #finanza, in quanto Claudia nasce come giornalista finanziaria e ha ambientato nel mondo della finanza i suoi ultimi romanzi.

Guarda l’intervista! 👉🏼 ▶️ https://bit.ly/3erM8wm

La mia festa della donna

Scrivevo in un post alcuni anni fa che non amo questa festa, perché dovrebbe essere scontato ed evidente che non ci sia bisogno di una festa per ricordare al mondo l’importanza delle donne.

Era il 2016, sono passati 5 anni e devo ricredermi, tanto che oggi in questa Newsletter vorrei parlare di come la Festa della donna sia ancora necessaria in quanto la parità tanto auspicata sia ancora una favola.

In ogni momento della nostra vita lottiamo contro una visione del mondo fatta a misura di uomo. Dalle battute al bar a quelle tra colleghi, alle ben più gravi vicende di cronaca, siamo ben lontani dall’aver risolto. 
E non solo in Italia, sto guardando una serie Tv: Borgen, è ambientata nella evoluta Danimarca, racconta di come un Primo Ministro donna abbia dovuto rinunciare di fatto alla sua famiglia per far bene il suo lavoro. Perché il marito, uomo colto ed evoluto, ad un certo punto non ha più retto la tensione e, classico dei classici, ha scelto una donna più giovane, più disponibile, meno impegnata. Se è così in Danimarca … 

Le cose stanno cambiando, ma molto lentamente, per un Vice Presidente donna negli Stati Uniti, un prorettore donna alla Normale di Pisa e altri bellissimi esempi, abbiamo contato stupiti il numero delle donne del governo Draghi e diciamo che si poteva fare di meglio.

Auspico un giorno, nel mondo delle mie figlie, in cui non ci sarà più bisogno di contare quante donne in un governo e nemmeno scrivere titoloni per la nomina di una donna in una posizione chiave.


E’ molto dibattuto se le quote rosa, ovvero l’obbligo di nominare un certo numero di donne in un consiglio di amministrazione, piuttosto che nelle cariche politiche sia utile o meno, intanto il fondo sovrano norvegese, uno dei più grandi fondi di investimento al mondo ha annunciato che tutti i suoi investimenti andranno in aziende con almeno il 30% di presenza femminile nei consigli di amministrazione, così quello che non può fare la legge potrà fare il denaro: se vuoi entrare tra le aziende potenzialmente acquistabili dal fondo norvegese dovrai adeguarti, altrimenti peggio per te.
Per questo questa notizia è così importante!

Ma torniamo a noi.
Le donne sono meno avvezze al rischio e sono anche più razionali nelle scelte, tanti studi lo dimostrano. Solo per citare l’ultimo che si occupa delle differenze di genere in ambito investimenti, riporto alcune conclusioni di un sondaggio SpectremGroup:( https://www.we-wealth.com/it/news/investimenti/outlook-e-previsioni/sempre-piu-donne-vogliono-un-consulente-finanziario/)

  • Il 47% degli uomini che non hanno un consulente finanziario ha dichiarato che è sicuro di poter gestire meglio i propri soldi da solo, mentre le donne preferiscono avere il supporto di un professionista. 
  • la maggior cautela delle donne potrebbe tradursi anche in investimenti meno aggressivi. 
  • Il 61% delle clienti ha un consulente finanziario per gestire le proprie finanze contro un 56% degli uomini. 
  • Il 70% delle donne inoltre fa riferimento solo ad un professionista, mentre gli uomini richiedono il parere di più di un consulente finanziario.

Per questo non si spiega come qualcosa che ci riesce tanto bene, non venga poi sfruttata nemmeno da noi stesse. In trent’anni di professione, molto spesso le donne mi hanno detto “io non ci capisco niente”, “decide mio marito”, “devo parlare con mio padre”, quando si stava parlando del loro denaro, del loro patrimonio, dei loro risparmi. Perché abbiamo abdicato, perché abbiamo lasciato che una cosa così importante sia gestita da altri?

Anche in una coppia che funziona bene, bisogna comprendere come ognuno ha i propri obiettivi di investimento e non è detto che questi coincidano. Quindi se faccio decidere a mio marito come investire i miei soldi, quantomeno mi troverò con un investimento che non mi somiglia.

Inoltre, ci sono tanti casi in cui la gestione del denaro della donna è purtroppo l’anticamera della sua sottomissione economica, un sistema subdolo per legarla e non permetterle di scegliere.
So di famiglie in cui la moglie non ha idea di quanto guadagni il marito, e non mi risultano esempi contrari. So che moltissime donne non possiedono nemmeno un conto corrente, sebbene lavoratrici.

Per chi ha la possibilità di scegliere – per fortuna ancora la maggior parte – è importante fare uno sforzo e prendersi un po’ di tempo per iniziare ad approfondire. Scoprirai allora che la finanza non è solo grafici: è obiettivi, motivi per cui investire, sforzo per capire come organizzare al meglio il patrimonio, per te, la tua famiglia e i tuoi figli.
Per rendere le donne più consapevoli e veramente protagoniste nella gestione del loro patrimonio, con grandissimo orgoglio annuncio che da oggi una parte importante del mio lavoro sarà appunto dedicata alle donne.

Troverai sul mio profilo LinkedIn le mie “Storie di donne”, una raccolta di articoli su come si possono risolvere in modo a volte molto semplice, i problemi che puoi incontrare nelle gestione del tuo patrimonio: dai genitori anziani che non vogliono farti partecipe della loro situazione economica, a come funziona la successione, a cosa si può fare per pagare meno tasse, ai figli che è giusto istruire in materia perché inizino a capire.
Sempre su LinkedIn (almeno per il momento),ci sarà la rubrica “Femminile, singolare”, interviste a donne protagoniste del loro lavoro, dove dialogo con imprenditrici, avvocati, commercialisti, notai, ma anche con esperte di nuove professioni, sempre al femminile, per uno scambio di opinioni e suggerimenti e uno sguardo al loro rapporto con la finanza.
Madrina di questo progetto, che partirà entro il mese di marzo, Claudia De Lillo, giornalista, scrittrice, conduttrice radiofonica, blogger, che con il personaggio di Elastigirl ha inventato la donna che riesce a fare tutto. https://nonsolomamma.com
Vi aspetto numerose e non vedo l’ora di iniziare insieme questa avventura!

Buona festa della donna.Daniela