I vantaggi fiscali del Fondo Pensione

Continuiamo a parlare di tassazione: il Fondo Pensione.

Per incentivare le persone ad aderire al Fondo Pensione e quindi ad occuparsi e a preoccuparsi del loro futuro, lo Stato ha un unico mezzo: far pagare meno tasse. Per questo ha introdotto una serie di agevolazioni fiscali che vogliono favorire questo tipo di investimento.

Per poter usufruire di questi benefici, occorre rispettare delle regole che sono state pensate per far si che le persone si sentano impegnate a progettare il loro futuro, in particolare:

– non è possibile riscattare il fondo pensione se non quando si hanno certi requisiti. Questo differenzia dunque il fondo pensione dagli altri investimenti che possono essere chiusi a richiesta.

– a scadenza non è possibile riscattare tutto il capitale, ma 50% in capitale e 50% in rendita, (È possibile chiedere il 100% in capitale se, convertendo il 70% della posizione individuale in rendita, si abbia una rendita annua di importo inferiore al 50% dell’assegno sociale)


Ma vediamo i vantaggi fiscali:
1/ deducibilita’ dei versamenti: quanto versato al FP è deducibile nel limite di 5.164 euro annui. Vale a dire che la somma versata viene dedotta dal reddito imponibile e quindi non tassata nell’anno del versamento. Il risparmio che ne deriva sarà in base all’aliquota marginale pagata dal cliente. Se verso 5.164 euro e pago il 37% di tasse, risparmierò 1.900 euro, se la mia aliquota è il 43, risparmierò 2.220 euro. È possibile usare i 5.164 euro per se stessi o per i famigliari a carico. Quando si apre un fondo pensione per un figlio è conveniente sia il genitore con l’aliquota più alta a farsene carico, per massimizzare il risparmio fiscale. Si sta discutendo di aumentare questa cifra che in effetti è piuttosto bassa.
2/ capital gain. Sul guadagno che realizza il fondo pensione si paga il 20% di aliquota invece del 26% come avviene per gli altri investimenti. Anche questa è una agevolazione, anche se più bassa che in passato. Quando questa aliquota fu alzata, portandola dal 11,50 al 20%, ci furono molte proteste in quanto questa decisione non andava nella direzione di incentivare i fondi pensione.
3/ assenza dell’imposta di bollo: sugli investimenti si paga ogni anno una imposta di bollo nella misura dello 0,20%. Questa imposta non si applica ai fondi pensione.
4/ tassazione agevolata nel momento del riscatto.Abbiamo visto che versando a fondo pensione non si pagano tasse fino a 5164 euro. Ma queste somme non saranno esenti per sempre. Nel momento del riscatto si pagherà una aliquota massima del 15% e minima del 9, in base a quanti anni si è mantenuto il fondo.Si applica un’aliquota massima del 15% che può scendere dello 0,30% all’anno dopo il quindicesimo anno di partecipazione al fondo fino a un minimo del 9%.

Abbiamo visto che la metà del fondo pensione andrà trasformato in rendita, che tassazione si paga sulla rendita? Si mantiene la tassazione agevolata: è applicata una ritenuta a titolo d’imposta con aliquota massima del 15%, dopo i 15 anni ogni anno si sconta uno 0,30% fino ad arrivare al 6% di sconto massimo complessivo. Chi investe in un fondo pensione nel lungo periodo può quindi far scendere l’aliquota al momento dell’erogazione dal 15% fino al 9%.
Vediamo ora un riepilogo delle varie aliquote in base al motivo del riscatto:

  • Riscatto totale o del 50% della posizione accumulata per invalidità, disoccupazione: si apllica un’aliquota massima del 15% che può scendere dell0 0,30% all’anno dopo il quindicesimo anno di partecipazione al fondo fino a un minimo del 9%.
  • Riscatto totale degli eredi o dei beneficiari in caso di morte del titolare del fondo: la tassazione prevede un’aliquota agevolata dal 9% al 15% ed è esente da imposta di successione.
  • Riscatto per perdita dei requisiti partecipativi: se un lavoratore cambia settore ed è iscritto a un fondo di categoria può lasciare il fondo. In questo caso l’aliquota è del 23%.
  • RITA (rendita integrativa temporanea anticipata) può aiutare un lavoratore a cui mancano tra i 5 e i 10 anni alla pensione e ha perso il lavoro. Il RITA prevede un riscatto totale o parziale sotto forma di rendita, fino al momento in cui si percepirà la pensione principale, tutto o solo parte del capitale accumulato nel fondo. La tassazione prevede un’aliquota agevolata dal 15 al 9%.

Tassazione delle anticipazioni

L’erogazione anticipata di una parte di quanto versato nel fondo può essere richiesta come anticipazione, le tasse si pagano su quanto erogato, al netto dei redditi già tassati, cambiano le aliquote e il momento in cui si possono chiedere, in base al motivo della anticipazione:

  • Spese sanitarie a seguito di gravissime situazioni per sé stessi, coniuge e figli per fare fronte a terapie e interventi straordinari. La ritenuta a titolo d’imposta prevede un’aliquota massima del 15% che scende dello 0,30% per ogni anno dopo il quindicesimo anno di partecipazione al fondo e fino a limite massimo del 9%.
  • Acquisto e ristrutturazione prima casa per sé e per i propri figli. Può essere chiesto dopo otto anni dall’iscrizione al fondo e alla somma si applica una ritenuta a titolo di imposta del 23%.
  • Liquidità senza particolari motivi, dopo otto anni di iscrizione. In questo caso si può chiedere un importo non superiore al 30% del patrimonio versato nel fondo e si applica una ritenuta a titolo di imposta del 23%. 

Ti lascio un riepilogo di quanto detto in questa tabella, chiamami per valutare insieme la tua situazione pensionistica, inizia a pensare al tuo futuro. 

Un dono ai nostri figli (o nipoti) il fondo pensione.

Altro dono del calendario dell’avvento: il fondo pensione per i nostri figli o nipoti! Che abbiano 40 anni o 16, il cliente più giovane del nostro fondo pensione ha un mese e mezzo!

Molte persone arrivano da me a 50 anni e mi chiedono come fare per integrare la loro pensione. Certo fare qualcosa è molto meglio che non fare nulla, ma per arrivare ad avere il risultato necessario, magari per coprire il 30/40% di GAP previdenziale previsto tra l’ultimo stipendio e la pensione, dovrebbero versare cifre molto importanti, che non sempre si ha la possibilità di versare.

Per ovviare a questa situazione dovremmo pensarci prima, molto prima. Se mancano 40 anni prima della pensione, magari perchè non hai ancora iniziato a lavorare, basterà un versamento minimo, diciamo di 100 euro al mese per creare una somma importante. Se vorresti ottenere lo stesso risultato quando mancano 15 anni alla pensione dovrai investire una somma molto più alta. Avrete sentito raccontare da qualcuno che può andare in pensione grazie ai contributi che gli hanno versato i parenti quando era ragazzo? Ecco ora noi siamo quei parenti, per i nostri figli sarà necessario integrare la pensione pubblica, non basterà da sola.


L’altro giorno parlavo con Luisa, una nonna mia cliente, che ha molto a cuore il futuro della nipote che ora ha 16 anni e sta valutando insieme ai genitori della ragazza di aprirle un fondo pensione. Luisa mi ha detto “ma io non sarò eterna, non posso prendermi un impegno per i prossimi 40 anni”. Ci mancherebbe altro! L’idea è che il ragazzo, una volta iniziata la sua attività lavorativa, se ne occupi personalmente. I genitori o la nonna in questo caso iniziano l’accumulo, quando lui inizierà a lavorare proseguirà direttamente, magari aumentando la somma che versa mensilmente man mano che la sua attività lavorativa migliorerà e avrà più soldi disponibili. Potrà poi versare nel fondo pensione anche il suo TFR. E se per un qualunque motivo non potesse versare per un periodo, potrà interrompere e poi riprendere i versamenti con la massima libertà.
I versamenti al fondo pensione prevedono una deducibilità fiscale, chi usa la deducibilità fiscale se l’intestatario del fondo è minorenne e comunque non lavora? Finché il ragazzo risulterà a carico dei genitori, sarà uno di loro ad usufruire del vantaggio fiscale, nel momento in cui inizierà a lavorare sarà il ragazzo a fare i versamenti e avrà per se stesso la deducibilità. La deducibilità massima resta comunque di 5.164 euro, i genitori possono usarla in parte per loro stessi e in parte per i figli. Se la usano completamente per se non ci sarà deducibilità disponibile per i figli. Ma resta comunque uno strumento utile per pianificare il futuro dei ragazzi.

Anzianità contributiva
Il fondo pensione prevede che si possano chiedere anticipi su quanto versato per i seguenti motivi:

– acquisto prima casa per se o per i figli fino al 75%.

altri motivi fino al massimo del 30%-

motivi di salute

A parte questi ultimi, devono essere passati 8 anni di iscrizione al fondo prima di poter chiedere le anticipazioni, se l’iscrizione risale a molti anni prima questo problema non si porrà e potrò beneficiare delle somme anche per altri motivi.
Il fondo pensione prevede inoltre che le tasse che si pagano in uscita siano al massimo il 15%. In base al numero di anni dall’apertura, l’aliquota scende fino ad arrivare al 9%. Iniziando a versare da molto giovani si pagherà quindi solo il 9% in uscita.

Educazione finanziaria
Come spiegare ai nostri figli l’importanza del denaro, il valore del risparmio e a pianificare? Sappiamo che gli italiani sono sempre agli ultimi posti nelle classifiche per conoscenza finanziaria, è opportuno che da giovani si inizi a parlare di questi temi. 
Il fondo pensione è un ottimo strumento.  Queste in sintesi le idee che ho condiviso con le mie figlie:

  • appena abbastanza grande ti spiego cosa ho fatto per te: ho accantonato una somma tutti i mesi per il tuo futuro
  • è una forma di risparmio che passerà a te appena inizierai a lavorare, quando il tuo stipendio te lo permetterà potrai aumentare la cifra che versi tutti i mesi 
  • impari che senza una corretta pianificazione non potrai ottenere risultati. Se  ti ricorderai del problema pensione a 40 o 50 anni, le cifre da mettere in campo saranno molto più alte e ti costerà uno sforzo maggiore
  • toccherai con mano la forza del rendimento composto, se facciamo una proiezione di un versamento di 100 euro al mese per 40 anni con un rendimento atteso del 5% annuo, la somma che avrai a disposizione sarà di 300.000 euro circa. 
  • Potrai usarla per integrare la pensione, ma anche per andare in pensione prima 

Scrivimi per ogni chiarimento in merito, valuteremo insieme se questo obiettivo è prioritario per te e la tua famiglia.

Come funziona il fondo pensione?

Le regole del fondo pensione 

Il fondo pensione prevede delle regole, non è come un altro investimento che fai e disfi in base ai tuoi desideri o esigenze, si chiama fondo pensione perché deve accompagnarti alla pensione! Quindi non si vende e non si riscatta se non quando si hanno i requisiti per farlo.

Perché ci sono delle regole? Perché le pensioni saranno un problema sociale, non abbiamo ancora visto le persone andare in pensione con il 60% dello stipendio, ma le vedremo e dunque lo Stato sta facendo di tutto per convince le persone a pensarci privatamente. A costruirsi una integrazione alla pensione pubblica.

Per convincerci si utilizzano delle agevolazioni fiscali: chi ne beneficia ha un vantaggio importante che dopo vedremo, di contro deve sottostare a delle regole. Quindi le regole non le stabilisce la società che gestisce il fondo pensione, derivano dalla esigenza di ridurre il numero delle persone indigenti e quindi non è possibile usare il fondo a proprio piacimento. Se hai sottoscritto un fondo pensione di certo te ne hanno parlato, se ci stai pensando è importante partire da qui: stai pensando al tuo futuro, magari molto lontano, ma stai facendo una delle operazioni più importanti nella tua vita: il fondo pensione è un accantonamento che fai per il numero di anni che ti mancano per arrivare alla pensione pubblica, solo quando avrai i requisiti per la pensione pubblica potrai riscattarlo. (Ci sono delle eccezioni che vedremo in una prossima newsletter).

Il riscattoRaggiunti gli anni della pensione pubblica che cosa potrei fare del tuo fondo pensione?

  • Ottenere una rendita 
  • Riscattarlo come capitale in tutto o in parte
  • Lasciarlo investito nel fondo pensione 

Queste opzioni, ognuna ha i suoi vantaggi, le avrai tutte a disposizione, deciderai solo in quel momento quale preferisci, quando avrai tutte le informazioni per farlo.

Rendita: sarebbe l’opzione più logica, hai risparmiato per integrare la pensione pubblica con un altro assegno mensile. Eppure la rendita non ci piace, in media gli italiani non vedono di buon occhio questa opzione. Vogliono tutto il capitale , tutto insieme. Per farne che? Per investirlo in altro modo? Non scartate a priori l’opzione della rendita, ce ne sono di tanti tipi e andrebbe valutata bene prima di decidere. Il problema più sentito è “se poi muoio ci rimetto”, a parte che se muoio purtroppo ho ben altri problemi, è possibile prevedere una rendita reversibile in capo ad un’altra persona.

Capitale: la legge stabilisce che posso avere tutto il fondo in forma di capitale solo se non supera una certa cifra. Altrimenti potrò avere massimo il 50% come capitale e il resto come rendita. E’ possibile, aprendo diversi fondi pensione non superare la cifra e quindi ottenere la rendita totale, puoi farlo aprendo più fondi pensione di varie società o se la società con cui operi ne ha più di uno aprirne due diversi. La cifra da non superare si aggira sui 60/70 mila euro di capitale.

Lasciarlo investito: per ragioni di pianificazione finanziaria e patrimoniale, può essere conveniente non riscattare il fondo pensione anche una volta andati in pensione e al limite mai, trasferendolo direttamente agli eredi.

I vantaggi fiscali
I vantaggi fiscali del fondo pensione sono i seguenti:

  • deducibilità fiscale fino a 5.164 euro. In pratica quello che versi al fondo pensione non viene tassato, si detrae del tuo reddito e non paghi le tasse sull’importo versato, la somma risparmiata dipende dall’aliquota marginale.
  • le somme che hai versato e quindi dedotto dalla tua dichiarazione dei redditi, verranno tassate al momento del riscatto: pagherai massimo il 15%, minimo il 9% in base a quanti anni hai tenuto il fondo. Il risparmio fiscale è notevole: invece del 27 o 38 o 41 o 43% che avresti pagato sul reddito quando hai fatto il versamento, pagherai massimo il 15%.  
  • sui rendimenti si pagano le tasse al 20% invece che al 26%. Il fondo pensione produce rendimento, se fosse un qualunque investimento pagheresti una tassa del 26%,  in questo caso è agevolata al 20% 
  • non ci sono tasse di successione, il fondo pensione se il titolare muore prima di averlo riscattato va agli eredi, questi non pagheranno le tasse di successione.  

Contattami per una consulenza, verificheremo quale è la tua situazione pensionistica e se è consigliabile migliorarla.

La pensione pubblica


La pensione che tutti si aspettano è quella pubblica, pagata quasi sempre dall’Inps. Siamo cresciuti in un mondo in cui si lavorava in media 30/35 anni e poi si andava in pensione e sull’ultimo stipendio, o su una media degli stipendi degli ultimi anni, si calcolava la somma.

Poi le cose sono cambiate e un po’ alla volta siamo arrivati alle regole di oggi:

– si va in pensione a 67 anni

– la pensione dipende non dall’ultimo stipendio ma da quanto ho versato durante la vita lavorativa

Una rivoluzione! E allora scopriamo che 67 anni sono tanti e la cifra poca! I motivi che hanno portato a questa rivoluzione sono legati al calo delle nascite da un lato e all’aumento della vita media dall’altro. Se nascono meno bambini avremo meno persone che lavorano e che quindi versano i contributi che servono a pagare3 le pensioni a chi non lavora più, se la vita media è più lunga si dovrà pagare la pensione per più tempo. Il sistema non avrebbe retto, per questo è stato necessario intervenire con le riforme, poco popolari, ma purtroppo necessarie.

Mio padre è andato in pensione a 60 anni con una pensione che era la media del suo stipendio degli ultimi 5 anni. E si lamentava perché suo cognato di anni ne aveva 55 ed era andato con l’ultimo stipendio. Erano bei tempi! Oggi dicevo si va in pensione a 67 anni, ma con il tempo l’età della pensione si allungherà ancor di più, ad esempio chi è nato nel 1982 andrà in pensione a 72 anni, infatti man mano che aumenta l’aspettativa di vita aumenterà anche l’età della pensione. E con il sistema contributivo i contributi versati determinano la somma che percepiremo da pensionati.

Cos’è il gap previdenziale
Per Gap previdenziale si intende la differenza tra la prima rata della pensione e l’ultimo stipendio da lavoratore; maggiore sarà il gap e tanto minore sarà il tenore di vita da pensionati rispetto a quello tenuto durante la fase attiva lavorativa.

Facciamo un esempio, da cui ho ricavato il grafico: avvocato donna di 50 anni, 25 anni di lavoro, reddito lordo annuo 75.000 euro, rispetto all’ultima retribuzione mensile lorda di euro 6.300, la pensione sarà di euro 3.600, la differenza di euro 2.700 è il gap previdenziale.

Sul sito dell’Inps o delle Casse di appartenenza è possibile trovare una stima della pensione pubblica. Si tratta appunto di una stima perché i contributi versati oggi potrebbero non essere uguali quelli che verseremo in futuro, si deve tenere conto della progressione della carriera, il teoria si ipotizza un aumento dello stipendio, purtroppo non è detto che ci sia veramente. Inoltre le cifre si rivalutano in base alla crescita del PIL del Paese e anche questo potrà essere solo stimato. Tuttavia è un buon punto di partenza. Una volta individuato il gap possiamo pensare a come colmarlo e lo strumento più adatto per farlo è il fondo pensione.

Cosa fare per mantenere lo stesso tenore di vita

A cosa può servire un fondo pensione?

– ad aver ogni mese una somma per integrare la pensione pubblica

– ad avere una somma disponibile nel momento in cui si andrà in pensione

– per poter andare in pensione prima con il meccanismo chiamato Rita

Si calcola che una volta in pensione le necessità siano minori e quindi che l’80% dello stipendio precedente sia sufficiente per mantenere lo stesso tenore di vita. Tuttavia cambiano le esigenze e tipicamente aumentano le spese sanitarie, man mano che gli anni passano si potrebbe aver bisogno di un aiuto domestico o di un ricovero in una struttura. A quel punto la pensione basterà?

Se ci sono altri redditi, tipicamente gli affitti, il gap previdenziale si ridurrà di conseguenza. Parlando con i miei clienti che oggi sono in pensione, uno dei timori più diffusi è di non essere di “peso” economicamente ai figli e che il denaro non sia sufficiente per vivere i loro ultimi e speriamo molti anni.

Invece le persone più giovani, che oggi lavorano, non hanno la stessa percezione, perché non hanno ancora toccato con mano cosa significa andare in pensione con una somma che magari sarà la metà dei loro guadagni precedenti. Faccio spesso un paragone con la sanità pubblica. I mie genitori alla mia età , quando avevano bisogno di visite mediche, andavano dal dottore e poi alla mutua ed era fatta. I tempi di attesa erano accettabili e la prestazione era gratuita. Poi nel tempo il sistema non ha più retto, sono stati introdotti i ticket e a volte ci si trova a dover aspettare troppo tempo per avere la prenotazione. A questo punto chi ha un reddito che lo permette o ha una polizza sanitaria, si rivolge al settore privato. Se avessero detto 50 anni fa ai miei genitori che sarebbe andata così non ci avrebbero creduto. Così come molti di noi non percepiscono la necessità di risparmiare oggi per integrare la pensione domani.

Vedremo nelle prossime newsletter dedicate a questo tema quali sono i vantaggi e le regole del fondo pensione, intanto fai una ricerca sul sito dell’INPS o della tua Cassa di previdenza per calcolare il tuo gap previdenziale e contattami per una consulenza gratuita.

La pensione è davvero un miraggio?

A cosa ti serve un fondo pensione?
Qualche mese fa sui social è apparsa una applicazione che ti permetteva di vedere come saresti stato da anziano: il viso pieno di rughe, i capelli bianchi, le mani macchiate. Possiamo fare una proiezione di come saremo anche guardando i nostri genitori o i nostri nonni, non sempre la cosa ci piace, soprattutto se oltre all’aspetto fisico ci rendiamo conto che con gli anni cambia anche il nostro carattere. 
Quello che invece non riusciamo a fare di solito è immaginare come saremo dal punto di vista del patrimonio. Come sarà la mia vita quando andrò in pensione? Potrò permettermi delle belle vacanze o le cure migliori?
Il fondo pensione è un sistema che ti permette di integrare la pensione pubblica. Molto semplicemente risparmi  oggi perchè un domani tu possa avere una somma  su cui poter contare nel momento in cui andrai in pensione. 
Vedremo nelle prossime newsletter dedicate a questo argomento i benefici fiscali e  le regole, ora vorrei fare una panoramica. 
La struttura previdenziale in Italia è basata su un principio mutualistico: le persone che oggi lavorano versano dei contributi che l’Inps utilizza per pagare le pensioni a chi ha terminato la sua attività lavorativa. Finché erano tanti gli occupati in rapporto ai pensionati, il sistema si “reggeva” senza problemi. Nel 1960 ogni 10 lavoratori c’erano 3 pensionati, nel 2010 ogni 10 lavoratori c’erano 7 pensionati, nel 2020 ogni 10 lavoratori ci sono 10 pensionati.
Le cause sono essenzialmente due: 
– calo delle nascite
– aumento della vita media 
Per questo motivo negli anni sono state emanate delle leggi che hanno cambiato la struttura del sistema pensionistico. Si è passati dal sistema retributivo (la tua pensione è una percentuale del tuo ultimo stipendio) al sistema contributivo (la tua pensione è calcolata in base ai contributi che hai versato mentre lavoravi) e si è allungata l’età in cui si va in pensione. 
Quindi pensioni più basse in età più avanzata! 

Perché sottoscriverlo?
Perchè dovresti sottoscrivere un fondo pensione o più precisamente aderire ad una forma di previdenza complementare? Per mantenere il tuo tenore di vita quando la pensione pubblica non sarà più sufficiente.
Se sei tra i “fortunati” che hanno ricevuto qualche anno fa la busta arancione dell’INPS, sai che la differenza che c’è tra il tuo stipendio attuale e la pensione che riceverai è molto elevata, diciamo che in media siamo tra il -30 e il – 40%.
Potrai sopravvivere con una somma mensile inferiore del 30% a quanto hai oggi? E soprattutto come?
Per questo non è mai troppo presto per iniziare a pensarci, per te, ma anche per i tuoi figli. Anche se i figli sono minorenni, è possibile iniziare i versamenti, la deduzione fiscale spetterà al genitore che se ne fa carico. Io ho aperto il fondo pensione alle mie figlie, stiamo versando 100 euro al mese. Il beneficio è di iniziare ad accantonare il prima possibile, anche piccole somme che su tanti anni creeranno un capitale importante alla scadenza. Per fare un esempio, versando 100 euro al mese per 40 anni, ottengo un capitale di circa 150.000euro. Se iniziassi lo stesso percorso a 40 anni di vita, mancherebbero 30 anni alla pensione egli stessi 100 euro produrrebbero un capitale di “soli” 80.000 euro. Se vuoi provare a fare dei calcoli, ti lascio questo link, è in inglese e investe in dollari, ma la sostanza non cambia: https://www.calculator.net/interest-calculator.htmlSe è vero che la vita media è oggi di 83 anni e che aumenterà sempre più grazie ai progressi della medicina e al più elevato tenore di vita, avremo una vecchiaia più lunga delle generazioni precedenti, sarebbe bello che fosse anche serena!

Come si fa materialmente? 
Ecco i cinque elementi da valutare prima della scelta:
1/ verifica della tua posizione pensionistica, sul sito dell’Inps o della cassa previdenziale di appartenenza (Cassa avvocati, Enpam, Enpaia, ecc…)
2/ analisi della tua situazione fiscale, in collaborazione con il tuo commercialista, per valutare il risparmio fiscale che avrai grazie al fondo pensione
3/ analisi di eventuali esigenze familiari, successorie o di tutela del patrimonio 
4/ analisi della tua situazione patrimoniale, in particolare quanto destinare alla previdenza ogni mese o ogni anno? 
5/ scelta del fondo pensione in base al tempo che manca alla pensione

Una volta fatte queste valutazioni si tratta di sottoscrivere un contratto e di far arrivare la somma che si è deciso sul fondo direttamente dal tuo conto corrente, con un Rid, val a dire un addebito automatico che dal tuo conto va al fondo di solito una volta al mese. 
Se sei un professionista o  imprenditore, può essere conveniente fare i versamenti una volta l’anno, entro fine novembre, una volta che il commercialista ti avrà chiarito la posizione fiscale dell’anno, vedremo in seguito il perché. 

Quindi non fermarti alla valutazione dei rendimenti del fondo e dei benefici fiscali, sono molto importanti, ma non sono tutto. Chiedi una consulenza più approfondita, ne va del tuo futuro!

Chiamami per una consulenza.