La rendita

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Per chi sottoscrive un fondo pensione la preoccupazione più grande è come riottenere l’intero capitale una volta raggiunta l’età per andare in pensione. La rendita proprio non ci piace, tanto che il legislatore si è inventato una formula non proprio immediata per permettere a chi sottoscrive il fondo pensione di ottenere sotto forma di capitale  il 100% del capitale accumulato.

La scorsa settimana ho partecipato ad un corso di formazione sui fondi pensione, ancora? Si ancora! Dopo 25 anni ben vengano i corsi,  io sono del parere che siano sempre molto utili perché creano occasioni di riflessione, come questa.

Raggiunta l’età della pensione il capitale accumulato nel fondo pensione potrà essere:

  • utilizzato per godere di una rendita
  • riscattato al 50% in forma di capitale e 50% di rendita
  • riscattato tutto in forma di capitale se la rendita sarebbe comunque troppo bassa (semplifico volutamente)

Ci sentiamo più sicuri incassando il capitale, invece visto che lo scopo del fondo pensione è quello di mantenere il nostro tenore di vita, sarebbe più logico incassare una rendita che mensilmente vada ad aggiungersi alla pensione pubblica.  Pensiamoci!

 

 

New York! New York!

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Ricevo questa foto da Caterina, il patto con lei è che ci scriva almeno un WhatsApp al giorno per sapere se sta bene, quando ci manda una foto è una piccola festa, meglio non abituarci! Caterina è mia figlia, sta studiando medicina, ha terminato il secondo anno e ha vinto una borsa di studio per sei settimane a New York!

Siamo naturalmente orgogliosi di lei e di questo risultato, ma non è di questo che voglio parlarti, bensì di come adesso lei può essere lì grazie a suo nonno, mio padre, che quando è nata ci ha pensato. Quindi c’entra con la finanza? Si. Continua a leggere “New York! New York!”

Lo sport e la consulenza

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Cosa fa Andrea Sartoretti direttore tecnico del Modena Volley ad una riunione commerciale? Ci racconta come le regole dello sport  possano essere anche le nostre:

  • sacrificio
  • rispetto e umiltà
  • ricerca dell’adrenalina
  • “godersi” la sofferenza della sconfitta
  • considerazione e ascolto

Ho scoperto che solo nella pallavolo la squadra si abbraccia anche in caso di punto perso, dice Sartoretti per dimostrare all’avversario quanto sia unita e che  non sarà facile batterla. Visto che è uno sport in cui le squadre non si toccano, essendoci una rete a dividerle, queste dimostrazioni sono l’unico modo per entrare in contatto con la squadra avversaria.

Ci ha parlato di come  la mancata vittoria dell’oro olimpico, ancora bruci dopo 27 anni, di come sia giusto soffrire dopo una sconfitta, non cercare di rimuoverla ma “godersi” il momento in cui si vede l’altra squadra festeggiare, perché solo così si fa esperienza.

Al contrario   nel momento della vittoria si crea un picco di adrenalina,  e da lì si cercherà  di vincere ancora ed ancora per rivivere quella gioia. Di come gli “occhi della tigre”, di chi è affamato di vittoria,  portino al successo.

Ci ha anche detto che andare a casa, dalla famiglia, serva a staccare, lasciando i problemi negli spogliatoi e di come sia necessario riuscire a farlo. (Ecco io su questo non sono molto brava).

Poi ci ha parlato di altruismo, di come tutti debbano mettersi a servizio del bene comune, di come tutti debbano crescere al massimo delle loro possibilità e sapere che lo fanno per sé ma anche per gli altri. Che a volte i colleghi diventano anche amici e di come questo abbia un ulteriore effetto benefico sulla squadra.

Di come sia stato fortunato ad avere tutte le opportunità che la pallavolo gli ha dato e di come senta di dover rendere qualcosa ai giovani, lavorando ancora per trasmettere le sue conoscenze.

Un grande campione, un grande leader, un grande esempio, grazie.