Il passaggio generazionale

 

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Giorgio Armani “Ho messo il gruppo in sicurezza”

Giorgio Armani dopo cinque anni ha annunciato di avere terminato il suo passaggio generazionale, riporto qualche stralcio dell’articolo solo dopo aver fatto una doverosa premessa: sono cresciuta ammirando i suoi abiti, qualcuno l’ho anche comprato, e credo che la semplicità della sua moda si rispecchi anche nel suo passaggio generazionale.

Con un comunicato stampa questa estate aveva annunciato la creazione di una fondazione, oggi in un’intervista spiega meglio motivazioni e obiettivi.

  • La Fondazione ha un doppio scopo. Da una parte reinvestire capitali a scopo benefico e dall’altra garantire l’equilibrio nella Giorgio Armani spa. Quello che abbiamo creato è un meccanismo che stimoli i miei eredi a restare sempre in armonia e che eviti che il gruppo venga acquistato da altri o spezzettato. Finché sarò in vita a guidare la Fondazione sarò io, poi saranno tre persone nominate da me».”
  • Sarà la Fondazione a decidere in caso di contrasti, sarà l’ago della bilancia. Deciderà come avrei deciso io sulla base di linee guida che ho già scritto, spiegando quali sono i criteri con i quali muoversi in una situazione di impasse e che si basano su tre parole: coerenza, lealtà e fedeltà all’azienda”
  • “Per gli immobili, sto valutando quelli che deciderò che diventino privati. È una cosa non mi fa dormire la notte. Mi creda: è orrendo dover decidere lascio questo o questo, è giusto o non è giusto, ogni cinque minuti sei messo di fronte alla realtà di un uomo a cui può capitare improvvisamente qualcosa. È così per tutti, ma è più facile a 83 anni”.
  • “Avrei potuto vendere tantissime volte e ci sono stati casi in cui dire no è stato difficile — soprattutto con i fondi di private equity — perché sono soldi, tanti, subito… Ma non è nel mio Dna. E per fortuna sono talmente occupato nel mio lavoro quotidiano che mi viene evitato di pensare anche a questo”.

I messaggi:

  • per cinque anni ha lavorato a questo progetto
  • è difficile decidere, per tutti, pensare a quando non ci saremo più non è piacevole, ma è necessario 
  • assicurarsi la continuità di quello che si è creato con il proprio lavoro o si è ricevuto a da altri è una opportunità e un dovere

 

Io Insisto

Schermata 2017-10-06 alle 15.43.42  Consapevolezza dei rischi finanziari

Schermata 2017-10-06 alle 15.45.16  Conoscenze in materia finanziaria

Schermata 2017-10-06 alle 15.45.29  Consigli da chi????

 

Ci sono spesso sulla stampa specializzata sondaggi che vedono gli Italiani tra gli ultimi in materia di educazione finanziaria. E allora vale la pena insistere, ritengo che un mio compito preciso sia quello di portare conoscenza finanziaria alle persone. Cercare di scardinare qualche certezza assoluta che tanto certa non è e spiegare con parole semplici dei concetti che volenti o meno dobbiamo conoscere.

L’ultimo in ordine di tempo ad essere pubblicato è il sondaggio Consob sugli investimenti finanziari delle famiglie italiane, da cui sono tratte le foto.

Queste a mio parere i risultati più interessanti:

  • il 45% delle famiglie investe ma ignora i rischi
  • il 20% afferma di non avere familiarità con alcun prodotto finanziario
  • propensione per l’investimento fai da te, soprattutto tra gli uomini con livello di istruzione medio alta
  • solo il 25% si avvale di consulenti finanziari, per la maggior parte si cercano consigli in famiglia

E quindi? Quindi io insisto.

 

 

L’orizzonte temporale

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Ogni investimento ha un orizzonte temporale, cioè un tempo in cui è consigliato restare investiti. Non è vincolante, ma consigliato: il gestore del fondo ritiene che per dare il meglio in quel mercato e con un dato profilo di rischio sia giusto mantenere il fondo per un certo numero di anni.

Quando ti viene consigliato un investimento questo orizzonte temporale dovrebbero essere chiaro: può essere tre anni più spesso è cinque, a volte sette. Più un investimento ha un profilo di rischio elevato, maggiore è il tempo consigliato, perché si potrebbero attraversare momenti difficili per l’investimento e solo mantenendolo in portafoglio si possono superare.

Questa la teoria, in pratica appena il fondo perde o non rende abbastanza il cliente chiede di sostituirlo e il consulente che in fondo si sente in colpa per averlo consigliato cerca delle alternative: così si bruciano milioni di euro.

 

Comunicazione diretta/1

motta

Bentornati dalle vacanze, forse ispirata dalla pubblicità del Buondì (secondo me finalmente qualcosa di nuovo) e sicuramente da questo post, scrivo. Immaginiamo un incontro con un cliente, non reale, ma realistico e un dialogo non serio, ma sincero.

Ma secondo lei la borsa cosa farà nei prossimi mesi? Ma secondo lei il dollaro cosa farà nei prossimi mesi? Ma secondo lei…

Ma secondo lei se io sapessi cosa farà la borsa, il dollaro o qualunque altra cosa nei prossimi mesi lavorerei?

Non lo so, forse no. 

Bene, le dico io: NO! Sarei troppo occupata a rilasciare interviste e tenere conferenze planetarie!

E quindi?

Ecco su questo “e quindi” dobbiamo chiarirci! Nessuno potrà dirle cosa faranno i mercati in anticipo, anche se molti credono di saperlo, non possiamo prevedere, possiamo costruire. Cosa? Una corretta pianificazione finanziaria.

 

PIR (Piani individuali di risparmio)

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I PIR sono una forma di investimento che favorisce le imprese italiane, in particolare quelle di piccole e medie dimensioni. Sono contenitori (fondi,  gestioni patrimoniali) volti a sostenere lo sviluppo economico del paese. Sono stati istituiti per legge, per la verità con un po’ di ritardo rispetto ad altri Paesi, ma sono ora diventati realtà anche in Italia. Lo Stato permette delle agevolazioni fiscali in cambio dell’investimento,  perché le piccole medie imprese possano crescere ed avviarsi verso la quotazione di borsa.  Continua a leggere “PIR (Piani individuali di risparmio)”