Quanto pagherai se riceverai una eredità?


E “finalmente” parliamo di tasse! L’imposta di successione è una tassa che devono pagare le persone che ricevono in eredità un patrimonio.

La tassa, abolita nel 2001 è stata reintrodotta nel 2016, si parla da anni di una sua revisione, per aumentare le entrate fiscali, ma al momento sono solo stati presentati dei disegni di legge. 

La denuncia di successione deve essere presentata entro un 1 anno dal decesso all’Agenzia delle Entrate. Dal 2019 tutto avviene in via telematica, può essere presentata da un notaio, da un commercialista o dal Caaf, in base alla scelta fatta dagli eredi.  Una volta presentata la dichiarazione, sarà poi l’ Agenzia delle Entrate a calcolare la tassa di successione. Non si presenta la dichiarazione di successione per patrimoni minori di 100.000 se non sono presenti immobili e se gli eredi sono diretti. 

Ma come funzionano le tasse di successione nel nostro Paese? Beh dipende da chi è l’erede, ci sono eredi agevolati e altri meno: più la parentela è stretta meno tasse si pagano.

Le tasse di successione si basano su due elementi: l’aliquota e la franchigia, intanto che cosa sono?

L’aliquota è la percentuale che viene richiesta come tassa. Parte da un minimo del 4% per arrivare a 8%. Si calcola sul totale della eredità: denaro, immobili, altro, una volta tolta la franchigia. 

La franchigia è dunque la parte della eredità su cui non si pagano tasse, per ridurre il prelievo fiscale e agevolare alcuni eredi. 

Entrambi questi strumenti agevolano i parenti prossimi, vediamo come:

  • Eredi diretti: coniuge, figli e genitori in mancanza di figli, hanno una franchigia di 1.000.000 di euro a testa e sul restante pagano un’aliquota del 4%
  • Fratelli: franchigia di 100.000 euro e aliquota 6%
  • Parenti fino al 4’ grado: 6% e nessuna franchigia
  • Altri eredi: nessuna franchigia e aliquota 8%
  • Eredi disabili: franchigia 1.500.000 a prescindere dal grado di parentela

Le tasse si pagano sul totale della massa ereditata, si considerano il denaro e gli investimenti, gli immobili, i beni mobili registrati. 

Esistono però degli investimenti esenti (titoli di Stato, Pir) e altri strumenti che per loro natura non entrano in successione (polizze). Beni mobili, denaro e gioielli si aggiungono nella percentuale del 10% del valore complessivo netto dell’asse ereditario a meno che non si scelga di fare l’inventario e valutare così questi beni singolarmente. 

Immobili Come si calcola il valore degli Immobili?

In teoria per il calcolo delle imposte dovremo utilizzare i valori reali di mercato dei beni che cadono in successione, ma l’ Agenzia delle entrate ci dice che per non avere accertamenti fiscali si possono tranquillamente utilizzare i valori catastali, determinati come vedremo di seguito.Quindi punto di partenza sono i valori catastali che troviamo nelle visure catastali: la rendita catastale per le case, il reddito domenicale per i terreni. Per gli immobili la rendita catastale si rivaluta del 5%, e si moltiplica per un coefficiente che dipende dal tipo di immobile. Si determina così il valore imponibile.
Esempio, se la rendita catastale fosse 1000, prima si rivaluta del 5%, poi si moltiplica per 115,5 se si tratta di prima casa. Risultato 121.275. Se è seconda casa il moltiplicatore è 120.
Oltre all’imposta di successione bisogna versare anche l’imposta di trascrizione, detta anche ipotecaria, e l’imposta catastale.La prima nella misura del 2% del valore attribuito agli immobili, la seconda nella misura dell’1% dello stesso valore. In entrambi i casi, per ognuna delle due imposte occorre corrispondere almeno una misura fissa di 200 euro, con eventuali ulteriori agevolazioni se si tratta di prima casa per uno degli eredi.

Le due imposte, ipotecaria e catastale, vanno pagate prima di presentare la dichiarazione di successione.

Italia paradiso fiscale

Le tasse di successione in Italia sono molto basse rispetto agli altri Paesi europei, per questo da anni si parla di un adeguamento, inteso come aliquote più alte e franchigie ridotte. Si parla anche da tempo della revisione dei valori di catasto, su cui vengono calcolate le tasse sugli immobili, vedremo se e quando succederà.

Per dare un’idea, su una eredità di un milione di euro a favore di un figlio le tasse in Italia sono 0, sarebbero 195.000 euro in Francia 75.000 euro in Germania. Ormai fuori dall’Unione Europea, sarebbero 250.000 euro in GB. 

Insieme alla patrimoniale questo è un ambito in cui c’è molto da recuperare per le casse dello Stato. Ove possibile si cerca quindi di sfruttare queste regole ancora vantaggiose per anticipare il passaggio del patrimonio, utilizzando ad esempio le donazioni. 

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