Il riscatto del fondo pensione

Il riscatto del fondo pensione

Per indicare il momento in cui, una volta andato in pensione posso ottenere il denaro che ho accantonato al fondo pensione, spesso si parla impropriamente di riscatto. 

Per riscatto del fondo pensione si intende la liquidazione in favore dell’aderente delle somme dallo stesso accumulate prima della data del pensionamento effettivo.

In caso di pensionamento infatti l’iscritto ha diritto a richiedere la “prestazione”di previdenza complementare in capitale o in rendita. Una volta maturato il diritto alla pensione pubblica,  si procederà a richiedere la liquidazione del fondo pensione che avverrà nei modi previsti dalla legge.

Prima di questa data è possibile chiedere delle anticipazioni per motivi di salute, per l’acquisto della prima casa per se e per i figli e, solo per un 30% per altri motivi non meglio specificati.

Per il resto bisogno attendere i fatidici 67 anni che sono, oggi, gli anni necessari per andare in pensione. Il fondo pensione infatti non è un investimento come gli altri, è una formula che is avvicina di più al TFR, non posso utilizzarlo come voglio anche perché prevede indubbi vantaggi fiscali.

Ogni volta che la legge prevede un vantaggio fiscale, si vuole ottenere un risultato utile per la società, in questo caso combattere la povertà che deriva da una pensione pubblica sempre più “povera”. Se una volta dati i vantaggi rendessi possibile l’utilizzo del fondo, mi troverei con persone che non pensano al loro futuro e magari utilizzano le somme per consumi non necessari.


I casi in cui è possibile il riscatto sono disciplinati dalla Legge e sono normalmente legati alla cessazione del rapporto di lavoro.

Puoi riscattare tutta la tua posizione individuale nel caso di invalidità permanente o inoccupazione superiore ai 48 mesi, dimissioni o licenziamento.

Puoi invece richiedere il riscatto di una parte della tua posizione, nella misura del 50%, se sei inoccupato da almeno 12 mesi (e non oltre 48) ovvero in caso di ricorso da parte del datore di lavoro a mobilità, cassa integrazione guadagni, ordinaria o straordinaria.

Come avrò quello che ho accantonato?
La funzione del fondo sarebbe quella di avere una somma mensile per aumentare la pensione pubblica. Per fare questo si dovrebbe trasformare quanto accantonato in una rendita.

In base all’età e al sesso, alla data della pensione, la compagnia fornisce tutti i dati per scegliere che tipo di rendita richiedere. La rendita può essere infatti sul titolare oppure reversibile su altre persone, in questo caso si prevede che alla morte del titolare si possa spostare il pagamento a favore di altri, naturalmente in cambio la compagnia ci pagherà una rendita più bassa.


Quello che invece mediamente vogliono le persone è avere tutto in forma di capitale. La rendita non ci piace, abbiamo l’impressione che sia una “fregatura”. Da qui una serie di regole che sono state pensate per far si che almeno una parte arrivi come capitale:

  • Il 50% della somma accantonata può essere sempre richiesto in forma di capitale, 
  • si può richiedere tutto come capitale se la conversione in rendita del 70% del montante finale accumulato risulta inferiore alla metà dell’importo annuo dell’assegno sociale. Insomma, se hai accantonato “poco” potrai avere tutto in capitale, altrimenti almeno metà in rendita. 
  • liquidare tutta la tua posizione in capitale, se rientri nei casi previsti dalla legge, cioè se  sei un “vecchio iscritto”
  • Al momento usando la RITA è possibile abbassare il montante e riuscire ad ottenere tutto in capitale. 

E se non riscatto?

La protezione del capitale
Non è necessario riscattare il fondo pensione.

Se ho bisogno di proteggere il patrimonio e tutelare gli eredi, una opzione è quella di lasciarlo investito, non chiedere il riscatto in modo che saranno i mie eredi a farlo alla mia morte.

Finché non viene riscattato il fondo pensione ci da la massima protezione verso i creditori, è molto utile se sei un imprenditore o un medico, avrai il tuo capitale protetto in modo semplice, senza dover ricorrere a trust o altri strumenti.

Gli eredi potranno riscattarlo senza pagare le tasse di successione, in quanto non è una somma che va in successione, ma arriva per atto tra vivi. Se anche dovessero rinunciare all’eredità per debiti, potranno ricevere comunque il fondo pensione.

Ci sono tantissimi vantaggi nel fondo pensione, non limitiamoci alla sola deducibilità fiscale. Chiamami per una consulenza.

Sai cosa sono le Polizze LTC?

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Le polizze Long Term Care sono assicurazioni che proteggono dal rischio di non autosufficienza. Se ne parla  in questo articolo.

In poche parole, posso assicurarmi contro il rischio di non essere autosufficiente, per un periodo o per sempre, nel futuro. Se si verifica questo evento la polizza pagherà una cifra mensile (e a volte un una tantum iniziale) che potrà servire ad integrare la pensione per pagare dei servizi o nei casi più gravi badante o casa di riposo.

Siccome siamo destinati a vivere più tempo rispetto alle generazioni che ci hanno preceduto, il rischio di non essere autosufficienti è aumentato. Aggiungo che nelle nostre famiglie è sempre più difficile prendersi cura delle persone non autosufficienti.  Ecco dunque che badanti e case di riposo sono sempre più necessarie, ma questo può comportare spese insostenibili, per questo nasce questa polizza.

Mi sono informata per me e per alcuni miei clienti interessati, il costo non è esagerato e come sempre nelle polizze dipende dall’età del contraente. Io non “vendo” queste polizze, ma ritengo siano utili, per questo ne parlo ai miei clienti e, se vogliono, li aiuto a scegliere la soluzione più adatta.

Proteggersi permette serenità e libera anche risorse per una corretta pianificazione finanziaria. Chiamami!

La riserva nella pianificazione finanziaria

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Abbiamo definito gli obiettivi di una corretta pianificazione finanziaria e parlato della liquidità, passiamo ora a parlare della riserva: la parte del patrimonio che dovresti avere disponibile per far fronte a spese eccezionali e non programmate.

Facciamo qualche esempio: il dentista, la macchina che ti lascia a piedi, una multa dell’agenzia delle entrate, spese straordinarie del condominio, ma anche un bel viaggio che speravi di fare da tanto tempo.

La riserva dunque non è necessario che stia sul conto corrente. Anche in questo caso non esiste una cifra ideale, dipende dal tuo  tenore di vita, dalla tua  situazione familiare e anche dall’età anagrafica. Sarà più bassa se sei  un single con uno stipendio molto elevato e più alta se hai una  famiglia con bambini o ragazzi. Ma a parte la cifra, come puoi  gestirla?

Se la liquidità va gestita con strumenti finanziari di breve termine e in particolare con il conto corrente, per la riserva difficilmente avrai bisogno di tutto e subito, puoi quindi lasciare  un arco temporale di breve-medio periodo all’investimento.

Ad esempio puoi usare fondi a bassa volatilità, che hanno oscillazioni di prezzo contenute, oppure altri strumenti di cui possiamo parlare. Mi capita anche spesso di incontrare persone che vogliono spostare somme dal conto corrente per non spenderle, anche queste somme possiamo considerarle una riserva. Puoi anche crearla con i piani di accumulo.

E tu ci hai mai pensato? Quanto tieni sul conto corrente o in riserva per stare tranquillo? Chiamami per una valutazione gratuita delle tue esigenze e alla prossima settimana per l’ultimo capitolo dedicato alla pianificazione finanziaria: l’investimento.