Con questo andamento demografico saremo sempre piĂą vecchi e sempre meno persone lavoreranno per pagare le pensioni.
Il sistema pensionistico italiano prevede che le pensioni siano pagare con i contributi di chi lavora: ogni mese l’INPS incassa i contributi e li utilizza per pagare le pensioni. Quanto versiamo all’INPS (io molto per la verità ) non viene accantonato per quando noi andremo in pensione, serve a pagare le pensioni di oggi.
Se meno persone lavorano l’INPS incassa meno contributi e come farà a pagare le pensioni?
Si tratta di un problema importante che andrebbe discusso e soluzioni andrebbero trovate a livello politico.
Il fondo pensione è un sistema che ti permette di integrare la pensione pubblica: risparmi oggi perchè un domani tu possa avere una somma su cui poter contare nel momento in cui andrai in pensione. La struttura previdenziale in Italia è basata su un principio mutualistico: le persone che oggi lavorano versano dei contributi che l’Inps utilizza per pagare le pensioni a chi ha terminato la sua attività lavorativa.
Si è passati dal sistema retributivo (la tua pensione è una percentuale del tuo ultimo stipendio) al sistema contributivo (la tua pensione è calcolata in base ai contributi che hai versato mentre lavoravi) e si è allungata l’età in cui si va in pensione. Quindi pensioni più basse in età più avanzata! Il fondo pensione serve per mantenere un tenore di vita adeguato.
Come si fa materialmente?
Ecco i cinque elementi da valutare prima della scelta: 1/ verifica della tua posizione pensionistica, sul sito dell’Inps o della cassa previdenziale di appartenenza (Cassa avvocati, Enpam, Enpaia, ecc…) 2/ analisi della tua situazione fiscale, in collaborazione con il tuo commercialista, per valutare il risparmio fiscale che avrai grazie al fondo pensione 3/ analisi di eventuali esigenze familiari, successorie o di tutela del patrimonio 4/ analisi della tua situazione patrimoniale, in particolare quanto destinare alla previdenza ogni mese o ogni anno? 5/ scelta del fondo pensione in base al tempo che manca alla pensione
Una volta fatte queste valutazioni si tratta di sottoscrivere un contratto e di far arrivare la somma che si è deciso sul fondo direttamente dal tuo conto corrente, con un Rid, val a dire un addebito automatico che dal tuo conto va al fondo di solito una volta al mese. Se sei un professionista o imprenditore, può essere conveniente fare i versamenti una volta l’anno, entro fine novembre, una volta che il commercialista ti avrà chiarito la posizione fiscale dell’anno.
Come si ottiene il fondo pensione?
Raggiunti gli anni della pensione pubblica che cosa potrei fare del tuo fondo pensione?
Ottenere una rendita
Riscattarlo come capitale in tutto o in parte in base a quanto hai accumulato
Lasciarlo investito nel fondo pensione
Queste opzioni, ognuna ha i suoi vantaggi, le avrai tutte a disposizione, deciderai solo in quel momento quale preferisci, quando avrai tutte le informazioni per farlo.
Quali sono i vantaggi fiscali del fondo pensione?
1/ deducibilità dei versamenti: quanto versato al FP è deducibile nel limite di 5.164 euro annui.
Vale a dire che la somma versata viene dedotta dal reddito imponibile e quindi non tassata nell’anno del versamento. Il risparmio che ne deriva sarà in base all’aliquota marginale pagata dal cliente.
2/ capital gain. Sul guadagno che realizza il fondo pensione si paga il 20% di aliquota invece del 26% come avviene per gli altri investimenti
3/ assenza dell’imposta di bollo: sugli investimenti si paga ogni anno una imposta di bollo nella misura dello 0,20%. Questa imposta non si applica ai fondi pensione.
4/ tassazione agevolata nel momento del riscatto. Abbiamo visto che versando a fondo pensione non si pagano tasse fino a 5164 euro. Ma queste somme non saranno esenti per sempre. Nel momento del riscatto si pagherà una aliquota massima del 15% e minima del 9, in base a quanti anni si è mantenuto il fondo. Si applica un’aliquota massima del 15% che può scendere dello 0,30% all’anno dopo il quindicesimo anno di partecipazione al fondo fino a un minimo del 9%.
Posso avere delle anticipazioni?
Si, sono previsti 3 motivi per avere le anticipazioni:
Liquidità massimo 30% senza particolari motivi, dopo otto anni di iscrizione. In questo caso si può chiedere un importo non superiore al 30% del patrimonio versato nel fondo e si applica una ritenuta a titolo di imposta del 23%.
La pensione anticipata OVVERO, SE volessi andare in pensione prima? .
Uno dei desideri più grandi delle persone che sono vicine all’obiettivo, ma a cui mancano ancora un po’ di anni, sarebbe quello di andare in pensione un po’ prima. E’ possibile farlo anticipando per un massimo di 5 anni se si ha a disposizione un fondo pensione.
In pratica si anticipano i soldi del fondo pensione e si smetterĂ di lavorare prima.
La RITA consiste nella possibilitĂ di ricevere in modo frazionato tutto o parte (a seconda delle proprie esigenze) della posizione individuale fino al conseguimento dell’etĂ prevista per la pensione di vecchiaia nel sistema pensionistico obbligatorio.
La RITA ha carattere generale e si applica a tutti i lavoratori (inclusi i dipendenti pubblici) che abbiano aderito a una forma di previdenza complementare a contribuzione definita.
La pensione che tutti si aspettano è quella pubblica, pagata quasi sempre dall’Inps. Siamo cresciuti in un mondo in cui si lavorava in media 30/35 anni e poi si andava in pensione e sull’ultimo stipendio, o su una media degli stipendi degli ultimi anni, si calcolava la somma.
Poi le cose sono cambiate e un po’ alla volta siamo arrivati alle regole di oggi:
– si va in pensione a 67 anni
– la pensione dipende non dall’ultimo stipendio ma da quanto ho versato durante la vita lavorativa
Una rivoluzione! E allora scopriamo che 67 anni sono tanti e la cifra poca! I motivi che hanno portato a questa rivoluzione sono legati al calo delle nascite da un lato e all’aumento della vita media dall’altro. Se nascono meno bambini avremo meno persone che lavorano e che quindi versano i contributi che servono a pagare3 le pensioni a chi non lavora più, se la vita media è più lunga si dovrà pagare la pensione per più tempo. Il sistema non avrebbe retto, per questo è stato necessario intervenire con le riforme, poco popolari, ma purtroppo necessarie.
Cos’è il gap previdenziale Per Gap previdenziale si intende la differenza tra la prima rata della pensione e l’ultimo stipendio da lavoratore; maggiore sarà il gap e tanto minore sarà il tenore di vita da pensionati rispetto a quello tenuto durante la fase attiva lavorativa.
Facciamo un esempio, da cui ho ricavato il grafico: avvocato donna di 50 anni, 25 anni di lavoro, reddito lordo annuo 75.000 euro, rispetto all’ultima retribuzione mensile lorda di euro 6.300, la pensione sarà di euro 3.600, la differenza di euro 2.700 è il gap previdenziale.
– ad aver ogni mese una somma per integrare la pensione pubblica
– ad avere una somma disponibile nel momento in cui si andrĂ in pensione
– per poter andare in pensione prima con il meccanismo chiamato Rita
Si calcola che una volta in pensione le necessità siano minori e quindi che l’80% dello stipendio precedente sia sufficiente per mantenere lo stesso tenore di vita. Tuttavia cambiano le esigenze e tipicamente aumentano le spese sanitarie, man mano che gli anni passano si potrebbe aver bisogno di un aiuto domestico o di un ricovero in una struttura. A quel punto la pensione basterà ?
Se ci sono altri redditi, tipicamente gli affitti, il gap previdenziale si ridurrà di conseguenza. Parlando con i miei clienti che oggi sono in pensione, uno dei timori più diffusi è di non essere di “peso” economicamente ai figli e che il denaro non sia sufficiente per vivere i loro ultimi e speriamo molti anni.
Vedremo nelle prossime newsletter dedicate a questo tema quali sono i vantaggi e le regole del fondo pensione, intanto fai una ricerca sul sito dell’INPS o della tua Cassa di previdenza per calcolare il tuo gap previdenziale e contattami per una consulenza gratuita.
Ho incontrato in questi giorni diverse persone per dare loro informazioni sui fondi pensione, siamo a fine anno, e ogni anno diventano di attualità in questo periodo, mentre dovrebbero esserlo sempre!
Il mio aperitivo in salotto di solito si svolge in ufficio.A luglio una grande novitĂ : l’aperitivo in terrazza, ospite di una cara amica e della sua famiglia.Sono intervenuti diversi loro amici e abbiamo parlato di Previdenza, pensioni e rimedi per mantenere il proprio tenore di vita una volta terminato il lavoro.Una grande emozione, tanto interesse e il piacere di essere in un luogo magico: l’incontro in salotto e l’aperitivo in terrazza.Le chiacchiere sono partite a ruota libera è così le domande. Nessuna slide e qualche fotocopia per prendere appunti, come si faceva tanto tempo fa. E per finire un apericena organizzato dalla mia amica che è una cuoca eccezionale, non vedo l’ora di rifarlo! Organizziamo???