Io Insisto

Schermata 2017-10-06 alle 15.43.42  Consapevolezza dei rischi finanziari

Schermata 2017-10-06 alle 15.45.16  Conoscenze in materia finanziaria

Schermata 2017-10-06 alle 15.45.29  Consigli da chi????

 

Ci sono spesso sulla stampa specializzata sondaggi che vedono gli Italiani tra gli ultimi in materia di educazione finanziaria. E allora vale la pena insistere, ritengo che un mio compito preciso sia quello di portare conoscenza finanziaria alle persone. Cercare di scardinare qualche certezza assoluta che tanto certa non è e spiegare con parole semplici dei concetti che volenti o meno dobbiamo conoscere.

L’ultimo in ordine di tempo ad essere pubblicato è il sondaggio Consob sugli investimenti finanziari delle famiglie italiane, da cui sono tratte le foto.

Queste a mio parere i risultati più interessanti:

  • il 45% delle famiglie investe ma ignora i rischi
  • il 20% afferma di non avere familiarità con alcun prodotto finanziario
  • propensione per l’investimento fai da te, soprattutto tra gli uomini con livello di istruzione medio alta
  • solo il 25% si avvale di consulenti finanziari, per la maggior parte si cercano consigli in famiglia

E quindi? Quindi io insisto.

 

 

Welfare Aziendale /1

 

welfare_territoriale

 

Per welfare aziendale si intende un insieme di benefit e prestazioni, diffuso soprattutto nelle multinazionali, finalizzato a superare la componente meramente monetaria della retribuzione al fine di sostenere il reddito dei dipendenti e migliorarne la vita privata e lavorativa.

Sembra che riguardi solo le grandi multinazionali, impegnate da tempo a migliorare il benessere dei dipendenti, in realtà riguarda tutte le imprese.

Stamattina ho presentato un report sul welfare ad una impresa con 26 dipendenti che,  grazie ad uno studio di consulenza illuminato che  non si limita a fare le buste paga, sta valutando i benefici che derivano dal welfare.

L’attivazione di questi servizi permette di avere  vantaggi fiscali sia per gli imprenditori che per i lavoratori, facciamo un esempio: a fronte di un premio di 2,500 euro in busta paga, l’azienda paga 3.250, al dipendente arrivano circa 1.600. Ben 1.650 euro, più di quanto incassa il dipendente, si disperde in tasse (l’azienda paga il 30% di Inps e il dipendente il 9,19% di Inps più l’aliquota Irpef), con il welfare aziendale l’azienda risparmia e il dipendente può usufruire di beni e servizi per una somma superiore a quanto riceverebbe in denaro.

Oltre a ciò, molto interessante l’analisi che riguarda:

  • il TFR
  • gli incentivi ad personam

Il welfare è una materia molto complessa, a noi il compito di colloquiare con  imprenditori, commercialisti e consulenti del lavoro per sfruttare le opportunità previste dalla legge, ottenendo anche vantaggi intangibili quali il miglioramento del clima aziendale e la fidelizzazione dei dipendenti.  Se vuoi saperne di più contattami.

Pianificazione: ve ne parlo in salotto!

Schermata 2017-09-17 alle 19.44.15

Qualche anno fa, mi sono dedicata ai salotti finanziari, erano declinati al femminile, avevo invitato le mie amiche, le clienti, le conoscenti ad un ciclo di incontri presso il mio ufficio, avevamo scelto i temi con un questionario.

Gli argomenti più gettonati erano stati la pianificazione finanziaria e la previdenza, temi che comunque mi sono molto cari.

Poi come spesso accade ci si lascia prendere dai mille impegni e i progetti si interrompono, ho iniziato a fare divulgazione finanziaria su questo sito, ma di sicuro non è la stessa cosa.

Il 22 gennaio riprenderò gli incontri con una prima serata dedicata alla pianificazione (finanziaria) e per prima cosa vi racconterò perché tra parentesi.

Per i dettagli qui. Per prenotare dani.iachini@gmail.com, su Facebook o  qui.

Chi sono? Il cambiamento

immagine-3

Primo gennaio 2013: firmo una lettera di dimissioni, la mia prima lettera di dimissioni e il giorno 2 mi reco in banca per consegnarla. Cosa ricordo di quel giorno? Che è stato difficile anche dare le dimissioni! Il mio responsabile era in malattia e dunque sono dovuta andare in sede per incontrare il capo area, che però non era in ufficio… insomma uno stress fino all’ultimo giorno!

Come ero arrivata alla decisione di abbandonare una zona di comfort per l’ignoto? Ricordo alcune telefonate fatte a mio padre per spiegargli che basta, di “e se poi …” ne avevo già ascoltati troppi, adesso avrei fatto di testa mia. Ricordo mio marito che mi consigliava di informarmi bene per la pensione e io che vado ad informarmi, ma tanto avevo già deciso!

Sono passati quasi cinque anni, non sempre facili, ma mai, in nessun momento ho rimpianto quella decisione, quella scelta che oggi posso dire essere stata la mia prima vera scelta professionale.

Quanto volte ci sentiamo dire che le opportunità escono dalle crisi, ebbene ci credo fortemente, a patto di rimettersi in gioco ed essere disposti ad abbandonare le proprie certezze e ricominciare daccapo.