Le regole dell’eredità

Le principali  regole della eredità in Italia sono queste: 
La tutela della famiglia, ragion per cui non si può diseredare nessuno, quando in un film americano si minaccia di diseredare i figli, sappiamo che a noi non è concesso!
La possibilità di decidere del proprio patrimonio con testamento prima della morte
Il divieto dei patti successori, con cui ci si accorda prima insieme agli eredi con una sorta di contratto e si dispone prima della morte della eredità propria o altrui
il nostro sistema privilegia la famiglia, il codice civile cui facciamo riferimento è del 1942, la società era profondamente diversa, sono state emanate molte leggi da allora, ma l’impianto resta quello. 
Con il testamento le persone possono limitare le regole stabilite per legge, ma fino ad un certo punto. Se io facessi testamento a favore di una mia amica, nominandola erede universale, mio marito e le mie figlie potrebbero impugnarlo e chiedere la loro legittima. Diverso sarebbe se io non avessi marito e figlie, in quel caso avrei la massima libertà di decidere delle mie sostanze. 
Nel nostro Ordinamento non è possibile fare testamento direttamente in favore di animali, poiché essi non sono soggetti giuridici. Ciò che si può fare, invece, è istituire erede o legatario un ente che abbia come scopo statutario la tutela degli animali.
Se non faccio niente Se non c’è testamento, la legge stabilisce delle regole perché il patrimonio venga trasmesso agli eredi. Il principio fondamentale è che un patrimonio possa essere sempre attribuito a qualcuno, il prima possibile.In assenza di testamento, si verifica chi sono gli eredi, da quelli più vicini a quelli più lontani. 
In mancanza di eredi diretti (coniuge, genitori, figli) si verifica che ci siano eredi entro il sesto grado, se non ci sono eredi entro il sesto grado, l’eredità passa allo Stato. Può essere utile sapere che esistono agenzie specializzate nelle ricerca degli eredi per i casi più complessi, altrimenti si può fare una ricerca all’anagrafe, in prima persona o tramite un avvocato.
Tra gli eredi diretti, ve ne sono alcuni che sono anche legittimari, cioè hanno diritto alla legittima: una quota a loro riservata per legge. Sono legittimari: 
– il coniuge
– i figli- i genitori in mancanza di figli
Tutti gli altri possono essere esclusi dall’eredità per testamento, il coniuge e i figli NO! NON sono legittimari i fratelli, significa che posso escluderli dal testamento e loro non possono impugnarlo.Le quote che spettano per legge dipendono da quanti sono gli eredi e dalla loro “vicinanza” al defunto, come in tabella,vedi tabella. Per esempio con marito e due figli l’eredità andrà per 1/3 al coniuge e 2/3 ai figli. 

In questo caso TUTTI avranno una QUOTA di tutta l’eredità: si prende tutta l’eredità e si divide tra tutti gli eredi. Non sempre è la soluzione migliore, si creano quelle “simpatiche” comunioni ereditarie di difficile gestione.


Se faccio testamento:

Il 70% delle persone nei Paesi anglosassoni fanno testamento, la nostra percentuale è di circa il 20%. Non ci piace pensare a quando non ci saremo più, forse è scaramanzia, o non abbiamo voglia di decidere!
Oppure pensiamo che non ne valga la pena, in effetti se quello che succederà senza fare testamento ci piace, benissimo, tuttavia se non fosse così, con il testamento posso cambiare la situazione nei limiti della legittima.
Posso dividere in modo diverso ad esempio, se so che a mia figlia piace la casa al mare e a mio figlio la casa in montagna, potrò disporre in questo modo.
Se uno dei miei figli è la classica pecora nera, potrò, nei limiti delle legittima, utilizzare la quota disponibile per lasciare all’altro una somma maggiore.
Se credo che uno sia più adatto a proseguire la mia attività, potrò lasciargli lo studio, mentre compenserò l’altro con più denaro.
Sento spesso dire ai miei clienti che i loro figli non hanno preferenze e che andranno sempre d’accordo, come mamma lo auguro a tutti, come professionista purtroppo so che non è così. “Ho visto cose che voi umani ….” quindi il mio consiglio è parlarne in famiglia, senza timore, i figli vi saranno grati di averti interpellati ed eviteranno liti future. Posso anche utilizzare la quota disponibile (vedi tabella) per persone che non sono miei eredi. Ad esempio, se ho marito e un figlio, un terzo del patrimonio potrò lasciarlo ad altri o aumentare la parte di uno dei due eredi. Giovanni ha 120.000 euro e lascia moglie e un figlio, senza testamento il patrimonio si divide a metà tra loro, ognuno avrà 60.000 euro.Se fa testamento la quota di legittima è di 40.000 euro alla moglie e 40.000 euro al figlio, gli altri 40.000 euro potrà lasciarli in più a uno dei due o fare intervenire un’altra persona. Vedi bene che, se anche non abbiamo la piena libertà di disporre come vogliamo come nei film americani, esistono margini di manovra.

Consiglio a tutti di verificare la propria situazione con l’aiuto di un consulente, per capire se è meglio lasciare le cose come stanno (non fare niente) o redigere un testamento. Per una consulenza gratuita scrivimi rispondendo a questa mail o su dani.iachini@gmail.com

A chi lascerai il tuo patrimonio? – Tre punti per iniziare a valutare

Il passaggio generazionale è il modo in cui trasferisco la ricchezza alle generazioni future, in poche parole il tema è quello della eredità, ma siccome non è bello pensare alla propria morte, ci siamo “inventati” questo concetto. 
MI piacerebbe trovare un sinonimo più simpatico per rendere accattivante questo tema, fin’ora non ci sono riuscita, ma se hai un suggerimento da darmi te ne sarò grata! Vediamo insieme tre aspetti per iniziare una valutazione: 
Una scelta di fondo 
Pensando al futuro e a come il patrimonio verrà trasferito ai nostri eredi, in fin dei conti i casi sono due: 
– non faccio niente e lascio che se la sbrighino i miei eredi in base alla legge vigente
– mi informo e poi decido se mi sta bene quello che prevede la legge nel mio caso specifico o se voglio intervenire. 
Questa seconda ipotesi sarebbe da preferire, potrei scoprire che mia cognata potrebbe accampare diritti sulla mia casa, o che i miei figli potrebbero far fatica a dividersi gli immobili.
Tuttavia non ci piace pensare a queste cose se meno del 20% degli italiani lascia un testamento (mentre nei Paesi anglosassoni si arriva al 70%). In molti pensano che sia inutile o eccessivamente costoso o sia complicato informarsi. 
Tu cosa ne pensi? 
Partendo dalla tua situazione familiare è possibile fare una prima analisi, ovvero capire cosa accadrà se non intervieni, potresti scoprire che la soluzione giusta per te è proprio quella e..tanto meglio! Se invece preferisci analizzare altre soluzioni possiamo valutarle insieme. 

Come fare per occuparsi della propria eredità  

Le persone che desiderano occuparsi del proprio passaggio generazionale cosa devono fare? 
1/ analisi della situazione familiare: chi sono i tuoi eredi? Hanno diritto alla legittima?  il nostro ordinamento tutela la famiglia e il passaggio del patrimonio agli eredi diretti.  La famosa frase “Io ti diseredo” che sentiamo dire nei film americani, in Italia è veramente poco credibile. La moglie, il marito, i figli e se non hai figli anche i genitori, hanno diritto ad avere parte della nostra eredità, anche se noi non volessimo. Tuttavia ci sono margini di manovra per mitigare quanto stabilito dalla legge. E se la famiglia si è allargata con divorzi e nuovi matrimoni? E’ ancora più importante pensarci. 
2/ analisi della composizione del patrimonio: fai un elenco di tutte le tue “sostanza”, non solo il denaro e gli immobili, proprio tutto:- denaro e investimenti 
– immobili 
– preziosi e opere d’arte 
– polizze assicurative
– Fondi pensione 

3/ analisi degli obiettivi da raggiungere: mi sta bene che tutto il patrimonio sia diviso in parti uguali tra gli eredi o preferirei, magari d’accordo con loro, dividere in modo diverso? Ad esempio lasciando la casa al mare alla figlia che la adora? Anche se devi riconoscere le legittima, non è necessario che tutto si divida in parti uguali tra tutti gli eredi, l’importante è riconoscere un uguale valore, non è necessario che le case diventino un pezzettino di ognuno. 
Se desideri essere affiancato per fare queste valutazioni, ho conseguito un Master di secondo livello presso l’Università di Brescia specifico su “Passaggio generazionale e tutela del patrimonio”, scrivimi!

Il passaggio generazionale in azienda

Se sei un imprenditore hai sicuramente a cuore il passaggio generazionale della tua azienda. Trovare la persona adatta a seguirla dopo di te credo sia un pensiero costante.
Anch’io in quanto libero professionista mi interrogo spesso su come condurre il passaggio generazionale della mia impresa: a chi affiderò i miei clienti quando andrò in pensione? Siccome proprio oggi compio 54 anni c’è ancora tempo!Parlando con i miei clienti imprenditori, questo è un tema ricorrente, i casi sono due:
– ci sono dei figli a cui lasciare l’attività. Ma questi figli sono in grado? Sono stati abituati ad assumersi delle responsabilità via via maggiori o si occupano di fare shopping? Si dice che “il nonno fa l’imprenditore, il padre fa l’architetto e il nipote il chitarrista”, non è un caso se tante aziende falliscono nel passaggio generazionale.
– non ci sono eredi diretti o gli eredi non sono interessati. In questo caso va valutata una cessione dell’azienda, restando magari come collaboratori. Ad esempio un mio cliente ha deciso di vendere la sua azienda, ma rimarrà come consulente per 5 anni per gestire il passaggio. Credo che questa situazione sia la più difficile da affrontare, l’azienda è un po’ come un figlio, separarsene è estremamente doloroso, ma proprio per il suo bene è necessario farlo. Grazie alla rete di collaborazioni che ho creato, posso metterti in contatto con i professionisti che si occupano di cessioni e acquisizioni, insieme possiamo aiutarti a gestire al meglio il tuo passaggio generazionale.

Testamento: perché?

testamento 3

Perché fare testamento dunque? Vi propongo qualche storia reale nei contenuti, naturalmente non nei nomi:

  • Carla ha due figli, sono molto diversi e mentre il primo è il classico bravo ragazzo con una buona professione e una famiglia stabile, il secondo non ha “né arte e né parte” come dice lei e la preoccupa molto. Lei è vedova e sta pensando al testamento, vorrebbe escludere il secondo figlio dall’eredità. NON possiamo escludere un figlio in quanto beneficiario della legittima. Possiamo però limitare i danni, usando la quota “disponibile” per aumentare l’eredità del primo figlio
  • Giovanni è vedovo, senza figli. Ha conosciuto Olga che da amica è diventata la sua compagna. Giovanni vorrebbe lasciare ad Olga il suo patrimonio, ma il fratello di Giovanni è molto preoccupato. Il fratello non ha nessun diritto, con il testamento si può escludere dall’eredità e Olga erediterà i beni di famiglia
  • Luca e sua moglie sono molto sereni, hanno due figli stupendi che MAI litigheranno per l’eredità. Del resto le case sono molto simili, nello stesso palazzo nel centro storico di Bologna. Peccato che una delle case sia in uso gratuito ad un figlio, mentre l’altro è in affitto in un’altra città. I fratelli in effetti non avrebbero mai litigato, però le loro mogli si.
  • Franca è vedova e non ha figli, alla sua morte la sua proprietà viene suddivisa tra 2 fratelli e in rappresentanza degli altri due premorti, 4 nipoti. Per un totale di sei teste pensanti a cui si aggiungono le teste pensanti dei loro coniugi. Da circa 20 anni la bella casa con annesso terrene in provincia di Ravenna non ha ancora trovato un nuovo proprietario e sta andando in rovina.
  • Elisa non ha figli ed è nubile, come si diceva una volta. Ha acquistato una casa al mare che promette ad un nipote che le è molto caro, anzi alla moglie di lui, assicurando di aver fatto testamento. Alla morte di Elisa il testamento non si trova, la casa al mare va ai fratelli con buona pace di tutti.

C’è poi  chi il testamento lo fa, magari in casa, magari su un foglio di carta qualunque e va benissimo, ma magari non ha proprio le idee chiare oppure non si rende conto di quanto sarà difficile per gli eredi rispettare le sue volontà. Accade spesso che persone anziane siano tutte soddisfatte di aver fatto il testamento, soprattutto quando non ci sono figli. Alcuni “mostri” che ho visto nella mia attività:

  • infliggere all’erede la ricerca di una ventina di istituti di assistenza, preferibilmente con sede all’estero
  • stabilire cifre come legati che sono maggiori dell’eredità stessa, perché il defunto da quando ha scritto il testamento a quando è mancato ha consumato il patrimonio e i legati si riducono in proporzione, ma non resta nulla per l’erede.
  • ricatti ai nipoti finché in vita per farsi assistere e poi un testamento a favore di un terzo
  • testamento a favore dei soli figli maschi e le femmine che in ricordo del “caro estinto” non hanno impugnato

P.S. non ricevo nessuna parcella dai notai! Ma se vi ho fatto venire il dubbio che forse fare testamento può servire anche a voi, sentiamoci per una consulenza.

Testamento: come?

testamento come

Il testamento può essere fatto in tre diversi modi,  non esiste il modo migliore, ognuno ha vantaggi e svantaggi, dipende!

Olografo: il testamento olografo deve essere scritto dal testatore di suo pugno, deve  riportare la data e la firma. Stop. Si può fare su un qualunque pezzo di carta e può essere conservato in un cassetto. Il pregio è il costo zero e la velocità di esecuzione, il difetto è nella difficoltà di conservarlo, gli eredi potrebbero non trovarlo e chiunque potrebbe distruggerlo, non ci sono prove che sia stato scritto.

La zia ti ha promesso la sua casa al mare? Lo zio ha giurato di essersi ricordato di te nel testamento? Se alla sua morte non salta fuori, i dubbi sono legittimi, ma non portano a nulla: la casa al mare se la godrà qualcun altro!

Segreto: in questo caso il testamento viene scritto dal testatore che, invece di riporlo in un cassetto lo consegna in busta chiusa ad un notaio. Il notaio non conosce il contenuto della busta, ma la riceve e la conserva fino alla morte del testatore. In questo caso o gli eredi sanno che esiste un testamento e chi lo sta conservando e alla morte del testatore si rivolgeranno al notaio per l’apertura. Oppure non lo sanno e sarà il notaio a contattarli. Tuttavia il notaio non è tenuto a sapere se i suoi clienti sono morti e dunque sarebbe corretto che il testatore facesse sapere il nome del notaio ai suoi eredi.

Pubblico: in questo caso il testamento viene scritto dal notaio, alla presenza di due testimoni, assume la forma di atto pubblico ed è consigliato nei casi più complessi, per patrimoni importanti e con molti eredi. Oppure quando si volesse escludere qualcuno o limitare alla legittima la quota per gli eredi. Diciamo che in questo caso è più difficile provare che il testamento è stato scritto non per propria volontà in quanto il notaio ascolta la volontà del testatore. Naturalmente è la forma più costosa.

In ogni caso il testamento con data più recente annulla i precedenti, ma anche qui attenzione: Carla voleva limitare l’eredità di un  figlio a favore dell’altro. Il primo figlio era il classico perdigiorno e avrebbe sperperato il patrimonio. Aveva scritto dunque un primo testamento in cui lasciava al primo figlio solo la legittima e tutto il resto al secondo. Dopo qualche anno scrive un nuovo testamento in cui lascia la casa in montagna al primo figlio, la sua intenzione era di lasciare la casa come legittima, invece Carla comportandosi così  ha annullato il primo testamento e dunque al primo figlio è andata la metà del patrimonio più la casa in montagna!

Per una analisi della vostra situazione personale, contattatemi qui.

Testamento: cosa?

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Il testamento è un atto con cui posso decidere in vita del mio patrimonio, come ripartirlo e a favore di chi, un atto dunque di estrema libertà di cui pochi usufruiscono, ritenendolo inutile. A cosa serve invece e perché dovrebbe essere fatto?

  • per “favorire” un erede rispetto ad un altro
  • per inserire un erede diverso dai familiari
  • per lasciare beni diversi ad eredi diversi, evitando le comunioni ereditarie
  • per disporre dei propri beni scegliendo a chi lasciarli ove non ci fossero legittimari
  • per escludere i fratelli dall’eredità se non si hanno figli
  • per lasciare i propri beni ad un ente benefico
  • ……….

Unico limite che la legge pone al testamento è che non leda le legittima, ma anche qui dobbiamo ricordare che un testamento che lede la legittima non è nullo, può essere impugnato dagli eredi, ma se questi non lo fanno produrrà comunque i suoi effetti.

Certo mi si obietterà, in presenza di un coniuge ed un figlio, se si desidera lasciare tutto a loro può non servire, vero! Però lasciate che vi racconti una storia: Giovanni muore lasciando la moglie e un figlio adulto. La moglie dice al figlio: “Io voglio tenere tutti i soldi e lascio a te la casa, su cui avrò comunque il diritto di abitazione”. Il figlio non è d’accordo in quanto in un momento di bisogno desidera ricevere anche parte del denaro. Così si divide tutto a metà. Se ne avessero parlato prima, sarebbero bastate due righe in cui Giovanni avrebbe potuto lasciare la casa al figlio e il denaro alla moglie, rispettando la legittima. Quindi il testamento può servire anche nei casi più “semplici”.

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