I soldi sul conto corrente (II parte)

 

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Il mio precedente post che puoi leggere qui, terminava con una domanda: é vero che tenere i soldi in conto corrente li mantiene al sicuro?

Scrivevo sull’ultima mia newsletter* che esiste il fondo di tutela interbancario che garantisce fino a 100.000 euro per ogni intestatario, ma non può garantirci dalla perdita del potere di acquisto. 

Non decidere ha un costo! Ma siccome è occulto non lo consideriamo.

Quante volte ho sentito dire: “non voglio vedere un segno meno sul mio estratto conto”!

È un’aspirazione condivisibile, ma non è realistica! Non esiste nessun investimento che cresca con continuità senza oscillazioni ed eventuali segni meno.

Invece l’inflazione che corrode il conto corrente è una certezza. 

Tempo fa è uscito sul Sole 24 ore un articolo che si intitolava “Una lezione di investimento, per gentile concessione di Nonna Peppa”.  Nonna Peppa è una simpatica nonnina di 115 anni che racconta la sua vita.

Fa notizia perché ha superato i 100 anni, ma, grazie al progresso in campo medico, saranno sempre di più le persone che potranno arrivare alla sua età e che “purtroppo” sopravviveranno ai loro risparmi, soprattutto se li hanno custoditi nel conto corrente o in investimenti “a basso rischio”.

Dall’articolo de Il Sole 24 ore:

“Per evitare di trovarsi privi di risparmi nell’ultima fase della propria vita potrebbe essere necessario ottenere rendimenti in linea con quelli generati dal mercato azionario, specialmente se la ricerca in campo medico continuerà a progredire con successo”.

A questa newsletter una amica mi ha risposto con questo quesito: Non sarà che sono le esperienze negative vissute in passato a tenere le persone lontano dagli investimenti? Cercherò di rispondere nel prossimo post.

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Perché investire?

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Sul sito dell’Istat, ho trovato questa tabella: ti dice a quanto equivale oggi, solo considerando l’inflazione, una cifra X di un anno qualunque nel passato. Ho inserito la mia data di nascita: settembre 1966, il risultato è questo, 1000 euro del ’66 oggi equivalgono a 20.217 euro. Cioè per comprare oggi qualcosa che avresti pagato 1.000 euro quando io sono nata, te ne servirebbero 20.217.

Certo nel ’66 non c’erano gli euro, ma poco importa, quasi due milioni di lire del ’66 sarebbero oggi 39 milioni di lire.

Quindi se mio padre nel ’66 avesse preso i quasi due milioni di lire e li avesse messi in un conto corrente, oggi avrebbe ancora circa 1.000 euro, ma ne servirebbero 20.000 per comprare la stessa cosa.

Non so se la tabella sia corretta, ma l’idea lo è di certo!

E’ tutto qui: obbligati ad investire!

I soldi sotto al materasso

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Sarebbe così semplice non pensarci più! Il buon vecchio materasso o la mattonella della cucina o il conto corrente: si prende il risparmio e si mette al “sicuro”, invece il denaro va curato, investito, seguito. Non possiamo disinteressarcene, che sia diventato nostro grazie ai nostri genitori o che con la nostra bravura lo abbiamo creato, non è finita li.

Non è finita perché l’inflazione un giorno alla volta fa sì che con quel denaro tu possa comprare sempre meno, prendo in prestito, ringraziando, questa tabella dalla pagina Facebook di Fulvio Marchese .

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Come possiamo vedere, 100 euro del 1998 sarebbero dopo 20 anni 70 euro, con una perdita del 30%, un sacco di soldi! Sono 3000 euro ogni 10.000, 30.000 ogni 100.000. Chiaro? Ecco perché dobbiamo investire e il buon vecchio materasso non ci aiuta!

Ci aiuta invece una corretta pianificazione finanziaria.

Gli obiettivi della pianificazione

 

 

 

 

 

 

 

Ogni aspetto della nostra vita va pianificato: un viaggio, una giornata lavorativa, un matrimonio, però stranamente tutto questo processo conscio o inconscio di pianificazione si arresta quando parliamo di finanza. Perché mi attardo a pianificare una serata con gli amici e non ho voglia/tempo di dedicare qualche pensiero alle mie finanze?

Ogni pianificazione per dirsi tale deve avere degli obiettivi: cioè cosa voglio ottenere? Può essere un obiettivo anche divertirsi, ma un obiettivo c’è sempre.

La teoria finanziaria ci spiega che dobbiamo investire per mantenere il potere d’acquisto del nostro denaro, perché se non facessimo nulla dopo n anni ci troveremmo con un patrimonio molto più piccolo in termini di potere d’acquisto.

Questa la teoria,  poi ognuno ha i suoi di obiettivi: investo per creare un patrimonio solido da lasciare ai miei figli? Investo perché voglio comprare una casa più grande? Investo per mandare i miei figli a studiare all’estero? Parlando con tante persone posso dire che raramente questi obiettivi sono esplicitati, eppure da qui dobbiamo partire.

E tu perché investi? O non investi? Scrivimelo qui.