Servono tanti soldi per investire?

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Paperon de’ Paperoni iniziò la sua fortuna da 1 cent che custodisce gelosamente come portafortuna. Non occorrono necessariamente tanti soldi, occorre metodo e disciplina, obiettivi chiari e tanta pazienza, come nel “vedere crescere un filo d’erba”

Ad esempio un piano di accumulo può partire con 50 euro al mese, ma se mantenuto per 20 anni accumula 12.000 euro di capitale e altri 6.000 euro di interessi (4% di rendimento annuo) che possono servire  a comprare la prima macchina a nostro figlio o a mandarlo a studiare per un anno al Mit.

Se invece  i 50 euro diventassero 5.000 avremmo un capitale versato di 1.200.000 euro più il rendimento che su un periodo così lungo, scelto il fondo giusto non potrà che essere sbalorditivo.

E allora perché non usarlo? Magari per aumentare con prudenza la percentuale di azionario dei nostri portafogli?

Se non c’è valore nel mercato obbligazionario  con questo livello di tassi,   il valore va cercato sul mercato azionario e il PAC può essere lo strumento giusto per farlo con rischio minore.

Gli esami non finiscono mai!

Sappiamo bene che gli esami non finiscono mai, in senso lato affrontiamo esami ogni giorno: un figlio adolescente che giudica, un superiore che valuta, un dispiacere che ci preoccupa.

In senso stretto però un esame universitario a 52 anni è una esperienza interessante.

Ho affrontato 24 esami più la tesi all’epoca, ma studiare era tutto ciò che sapevo fare, lo facevo da sempre e semplicemente ho continuato. Adesso faccio altro: il consulente finanziario, la mamma, la moglie, ecc…

Studio e mi aggiorno, ma ritrovarsi di fronte a due professori di diritto civile in un’aula che ha un nome: “Le candelabre” un po’ intimorisce.

Avevo studiato, avevo scritto una tesina sulla Collazione nella Successione Ereditaria, ma il timore di non riuscire a rispondere all’orale era molto forte, per giunta davanti a professori coetanei e ad una trentina di colleghi.

La sera prima mia figlia mi dice “ma chi te lo ha fatto fare!?” Ecco appunto!

È andato tutto molto bene e forse me lo ha fatto fare la grande soddisfazione che ho provato! Ne ho altri due e la tesi…

La donazione

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Tra gli argomenti trattati nel mio ultimo incontro sul Passaggio Generazionale, ho affrontato anche il tema della donazione. La donazione è un atto di liberalità con cui una persona arricchisce un’altra senza avere nulla in cambio.

La donazione segue le stesse regole della successione causa morte, ma si regola durante la vita del donatario, in pratica posso donare un appartamento, come posso donare del denaro, mentre sono ancora in vita.

All’apertura della successione quanto è stato donato rientra nei calcoli delle quote di legittima. Es: ho donato un immobile ad un figlio, alla mia morte va considerato come anticipo della eredità e serve a determinare l’attivo ereditario da dividere. Le donazioni vanno riconsiderate per non creare disuguaglianze tra i coeredi.

La tassazione è la stessa della successione, è però controverso se la donazione intacchi o meno le franchigie. Ne riparleremo.

La donazione è uno strumento del passaggio generazionale, ma come ogni cosa va valutata attentamente.  Contattami per una consulenza.

Che cosa succede ai BTP? La regola del 7%

La regola del 7%: si calcola che per ogni punto di aumento dei tassi, il Btp decennale perda il 7 % del proprio valore.

Se hai comprato a maggio hai perso il 15%, se hai comprato prima molto di più. Da molto tempo stiamo parlando di questo effetto e di cosa succede quando i tassi aumentano. L’aumento dei tassi sta avvenendo in tutto il mondo, in Italia di più per effetto dell’aumento dello spread.

“Ma tanto lo porto a scadenza” è la risposta dei grandi appassionati di Btp.

A maggio avresti dovuto vendere, non comprare! Adesso portalo pure a scadenza, mancano solo una decina d’anni!