Un dono ai nostri figli (o nipoti) il fondo pensione.

Altro dono del calendario dell’avvento: il fondo pensione per i nostri figli o nipoti! Che abbiano 40 anni o 16, il cliente più giovane del nostro fondo pensione ha un mese e mezzo!

Molte persone arrivano da me a 50 anni e mi chiedono come fare per integrare la loro pensione. Certo fare qualcosa è molto meglio che non fare nulla, ma per arrivare ad avere il risultato necessario, magari per coprire il 30/40% di GAP previdenziale previsto tra l’ultimo stipendio e la pensione, dovrebbero versare cifre molto importanti, che non sempre si ha la possibilità di versare.

Per ovviare a questa situazione dovremmo pensarci prima, molto prima. Se mancano 40 anni prima della pensione, magari perchè non hai ancora iniziato a lavorare, basterà un versamento minimo, diciamo di 100 euro al mese per creare una somma importante. Se vorresti ottenere lo stesso risultato quando mancano 15 anni alla pensione dovrai investire una somma molto più alta. Avrete sentito raccontare da qualcuno che può andare in pensione grazie ai contributi che gli hanno versato i parenti quando era ragazzo? Ecco ora noi siamo quei parenti, per i nostri figli sarà necessario integrare la pensione pubblica, non basterà da sola.


L’altro giorno parlavo con Luisa, una nonna mia cliente, che ha molto a cuore il futuro della nipote che ora ha 16 anni e sta valutando insieme ai genitori della ragazza di aprirle un fondo pensione. Luisa mi ha detto “ma io non sarò eterna, non posso prendermi un impegno per i prossimi 40 anni”. Ci mancherebbe altro! L’idea è che il ragazzo, una volta iniziata la sua attività lavorativa, se ne occupi personalmente. I genitori o la nonna in questo caso iniziano l’accumulo, quando lui inizierà a lavorare proseguirà direttamente, magari aumentando la somma che versa mensilmente man mano che la sua attività lavorativa migliorerà e avrà più soldi disponibili. Potrà poi versare nel fondo pensione anche il suo TFR. E se per un qualunque motivo non potesse versare per un periodo, potrà interrompere e poi riprendere i versamenti con la massima libertà.
I versamenti al fondo pensione prevedono una deducibilità fiscale, chi usa la deducibilità fiscale se l’intestatario del fondo è minorenne e comunque non lavora? Finché il ragazzo risulterà a carico dei genitori, sarà uno di loro ad usufruire del vantaggio fiscale, nel momento in cui inizierà a lavorare sarà il ragazzo a fare i versamenti e avrà per se stesso la deducibilità. La deducibilità massima resta comunque di 5.164 euro, i genitori possono usarla in parte per loro stessi e in parte per i figli. Se la usano completamente per se non ci sarà deducibilità disponibile per i figli. Ma resta comunque uno strumento utile per pianificare il futuro dei ragazzi.

Anzianità contributiva
Il fondo pensione prevede che si possano chiedere anticipi su quanto versato per i seguenti motivi:

– acquisto prima casa per se o per i figli fino al 75%.

altri motivi fino al massimo del 30%-

motivi di salute

A parte questi ultimi, devono essere passati 8 anni di iscrizione al fondo prima di poter chiedere le anticipazioni, se l’iscrizione risale a molti anni prima questo problema non si porrà e potrò beneficiare delle somme anche per altri motivi.
Il fondo pensione prevede inoltre che le tasse che si pagano in uscita siano al massimo il 15%. In base al numero di anni dall’apertura, l’aliquota scende fino ad arrivare al 9%. Iniziando a versare da molto giovani si pagherà quindi solo il 9% in uscita.

Educazione finanziaria
Come spiegare ai nostri figli l’importanza del denaro, il valore del risparmio e a pianificare? Sappiamo che gli italiani sono sempre agli ultimi posti nelle classifiche per conoscenza finanziaria, è opportuno che da giovani si inizi a parlare di questi temi. 
Il fondo pensione è un ottimo strumento.  Queste in sintesi le idee che ho condiviso con le mie figlie:

  • appena abbastanza grande ti spiego cosa ho fatto per te: ho accantonato una somma tutti i mesi per il tuo futuro
  • è una forma di risparmio che passerà a te appena inizierai a lavorare, quando il tuo stipendio te lo permetterà potrai aumentare la cifra che versi tutti i mesi 
  • impari che senza una corretta pianificazione non potrai ottenere risultati. Se  ti ricorderai del problema pensione a 40 o 50 anni, le cifre da mettere in campo saranno molto più alte e ti costerà uno sforzo maggiore
  • toccherai con mano la forza del rendimento composto, se facciamo una proiezione di un versamento di 100 euro al mese per 40 anni con un rendimento atteso del 5% annuo, la somma che avrai a disposizione sarà di 300.000 euro circa. 
  • Potrai usarla per integrare la pensione, ma anche per andare in pensione prima 

Scrivimi per ogni chiarimento in merito, valuteremo insieme se questo obiettivo è prioritario per te e la tua famiglia.

Un dono per i tuoi cari

Oggi è l’otto dicembre, per tradizione il giorno in cui si fa l’albero di Natale. Quest’anno so che molti lo hanno fatto prima, per rallegrare la propria casa in cui siamo costretti tutto il giorno, io ho cercato di resistere, e tu? Comunque pensando all’albero di Natale voglio parlarti della Donazione, un regalo cioè che puoi fare ai tuoi familiari o amici, usando il tuo patrimonio mentre sei in vita.


E’ di qualche giorno fa la notizia che George Clooney ha donato ad un certo numero di amici un milione di dollari a testa come segnale di riconoscenza per essergli stati vicino quando le cose non andavano bene, immagino ad inizio carriera. Ha motivato questo gesto dicendo lo faccio adesso, non voglio che succeda solo alla mia morte, così potrò goderne insieme a loro. Questo è lo spirito della donazione, che di solito avviene in famiglia, ma non è detto.


Cosa dice la legge?
La donazione è un atto di liberalità con cui una persona arricchisce un’altra senza avere nulla in cambio. La caratteristica della donazione è che c’è un soggetto (donante) che si impoverisce e uno (donatario) che si arricchisce. E’ un contratto perché è necessario che i due soggetti siano d’accordo, a titolo gratuito perché uno dei due, il donatario, non paga per aver ricevuto il regalo. La donazione di modico valore si conclude con la consegna del bene donato, immagina quando fai un regalo ad un amico o a tuo figlio. Quando invece il valore è importante è necessario l’intervento di un notaio che davanti a due testimoni redige un atto. Il modico valore dipende dalle possibilità economiche del donante, non è una cifra assoluta, per me può essere di modico valore donare un rossetto ad una amica, per chi ha un ingente patrimonio può essere di modico valore anche l’ultimo modello di cellulare.
La donazione segue le stesse regole della successione causa morte, ma avviene durante la vita del donatario, in pratica posso donare un appartamento, come posso donare del denaro, mentre sono ancora in vita.

All’apertura della successione quanto è stato donato rientra nei calcoli delle quote di legittima, le donazioni si considerano infatti anticipi di eredità.  Es: ho donato un immobile ad un figlio, alla mia morte va considerato come anticipo della eredità e serve a determinare l’attivo ereditario da dividere. Le donazioni vanno riconsiderate per non creare disuguaglianze tra i coeredi.

Quante tasse deve pagare chi riceve una donazione? 

La tassazione è la stessa della successione.Quindi in base al grado di parentela e al valore del bene donato si pagheranno le tasse di successione. 

  • per le donazioni tra genitori e figli o tra coniugi, l’aliquota è del 4% ma scatta solo per donazioni di valore superiore a 1.000.000 (cosiddetta franchigia). In pratica, viene tassato solo il valore eccedente tale tetto. Per cui, su una donazione di 1.200.000 euro, si tassano al 4% solo 200.000 euro;
  • per le donazioni tra fratelli e sorelle, l’aliquota è del 6% ma scatta solo per donazioni di valore superiore a 100.000 euro;
  • per le donazioni tra parenti fino al 4° grado o affini in linea retta o collaterale fino al 3° grado, l’aliquota è del 6% senza franchigie;
  • per le donazioni tra tutti gli altri soggetti, l’aliquota è dell’8% senza franchigie.

Se si dona un immobile del valore di 500.000 euro ad un figlio non ci sarà tassazione in quanto la franchigia è di 1.000.000 di euro. Se si dona ad una terza persona non ci sono franchigie e la tassazione sarà dell’8%.


La donazione di immobili
Gli immobili donati possono creare dei problemi. Ad esempio se vuoi acquistare un immobile che è stato donato in passato, la banca non concede il mutuo. Perchè? Perchè potrebbero esserci delle contestazioni da parte di figli del donante che non hanno ricevuto la legittima, se di questi figli non si era a conoscenza, potranno contestare la donazione anche dopo molti anni. Se la donazione venisse annullata, la banca non avrebbe più la garanzia sul mutuo. Questo ha frenato per tanti anni le donazioni e ho parlato personalmente con diversi notai che la sconsigliavano e a volte sconsigliano tutt’ora. In realtà esistono delle assicurazioni che si possono fare, se e quando se ne avrà bisogno per tutelarsi da questo rischio e di conseguenza poter ottenere anche un mutuo dalla banca.

Oltre allo spirito di liberalità, la donazione permette di usufruire delle regole in vigore oggi, se dovessero cambiare le regole sulla successione saranno di certo peggiorative e quindi non avrei i vantaggi che invece ho oggi. Non sapendo quando passeremo a miglior vita, per pianificare successione e beneficare di una tassazione che oggi è molto conveniente si può anticipare il tutto con delle donazioni. 

Se dono ad un figlio avrò una franchigia di un milione di euro e oltre al milione le tasse sono al 4%. Si parla di cambiare sia la franchigia che le aliquote che in effetti in Italia sono molto favorevoli rispetto agli altri paesi europei.

La donazione è uno strumento del passaggio generazionale, come ogni cosa va valutata attentamente. Se desideri approfondire scrivimi per una consulenza.

Le tre caratteristiche degli investimenti

Oggi è il primo dicembre, parte il calendario dell’Avvento, lo hai già preparato per i tuoi figli o nipoti?

Quando ero una giovane mamma volenterosa, lo costruivo tutto con le mie mani, partendo da un cartoncino colorato attaccavo delle bustine che contenevano caramelle, cioccolatini o bigliettini da consegnarmi per avere un regalo. Oggi di solito me la cavo con un regalino un po’ più grande il primo giorno e uno il 24 dicembre. Riesco anche a sentirmi in colpa per aver semplificato, ma alle ragazze va meglio così e io non ho più il tempo per il bricolage.

Scrivendo questa newsetter ho pensato di farti dono di qualche strumento che può servirti in finanza. Ti rivelerò quali sono le caratteristiche che dovrai valutare quando decidi di investire e sulle quali indagare con il tuo consulente, non saranno 24 come nel calendario, altrimenti avrei dovuto scrivere un libro, ma tre. Le tre caratteristiche dell’investimento: non sono buone o cattive, sono appunto caratteristiche che vanno sfruttate nel momento in cui investi. Potrebbe sembrare che il rendimento sia buono e il rischio cattivo, non è così. Se intendiamo per rischio la volatilità, cioè quanto un certo strumento finanziario oscilla nel suo prezzo, può essere positivo sfruttarla.

Il rendimento di un investimento è la caratteristica più immediata, quando ho iniziato la mia attività, nel 1991, il cliente chiedeva “Quanto rende?” È una domanda che sottintende un rendimento certo e definito, come eravamo abituati a sapere per le obbligazioni. Acquistando un BTP a 10 anni con una cedola del 2%, so di poter contare ogni anno su un interesse del 2%. Questo è vero se compro il titolo alla pari, spendendo per acquistarlo quanto mi restituiranno alla scadenza.Poi però gli interessi su questo tipo di investimenti sono calati e oggi mentre scrivo se volessi comprare un BTP a 10 anni avresti un rendimento dello 0,45%, impegnandoti a mantenere il titolo 10 anni. Sui fondi di investimento cambia la prospettiva, il fondo ogni giorno ha una quotazione e il guadagno (o la perdita) è dato dalla differenza tra il prezzo a cui vendi e il prezzo che hai pagato per acquistarlo. Questo guadagno non è quantificabile a priori, dipenderà dal tipo di fondo, dall’andamento dei mercati, dalle scelte del gestore. Questo ha complicato le cose, parliamo di rendimento atteso e non di rendimento certo.


Il rischio ovvero il nemico! Quando sentiamo la parola rischio ci si drizzano le antenne e avvertiamo un leggero prurito alla bocca dello stomaco. “Non voglio rischiare!” credo sia la frase che più di frequente le persone dicono ad un consulente finanziario.

Eppure il rischio è una caratteristica, non è per forza il male! Le due caratteristiche dell’investimento sono correlate: se aumenta il rischio aumenta anche il rendimento atteso e viceversa. Se un fondo azionario ha molte oscillazioni di prezzo, diciamo che ha una alta volatilità, caratteristica che possiamo sfruttare nella costruzione di un portafoglio, ad esempio con un piano di accumulo proprio su quel fondo. Un altra grande alleata è la diversificazione, diversificare non significa lavorare con diverse banche o diversi consulenti, e neppure comprare tanti fondi diversi. Se tutti questi fondi si comportano allo stesso modo non abbiamo diversificato niente!

Mi tornano in mente i depositi titoli azionari composti dalle prime società di borsa italiana. Posso averne tanti di questi titoli, resta il fatto che probabilmente saranno finanziari e di certo sono italiani. Una buona diversificazione si ottiene operando su mercati diversi, stili gestionali diversi e ambisce a far si che non tutti i titoli o fondi reagiscano allo stesso modo al variare delle condizioni di mercato.


Ho messo per ultimo il tempo, anche se in realtà dovrebbe essere la prima caratteristica da valutare. Il tuo consulente finanziario ti chiederà “quanto tempo hai per questo investimento?” Tempo fa una signora che ho incontrato in prima visita mi ha detto che voleva investire una cifra, ma che forse avrebbe potuto averne bisogno per la sua attività. Alla mia domanda su quanto tempo di preciso pensava di aver disponibile per i suoi investimenti mi ha risposto non lo so, potrebbero essere sei mesi o forse 3 anni. Mi è dispiaciuto, ma ho dovuto dirle che non sono il consulente adatto a lei. Non posso speculare con il suo denaro per sei mesi e incrociare le dita che tutto vada bene. Questo non sarebbe un investimento ma una scommessa. Le ho chiesto di valutare meglio se tutto il suo patrimonio poteva essere necessario per le sue scelte imprenditoriali e, nel caso una fetta risultasse non necessaria avremmo potuto investire quella.

Ho perso un cliente direbbe qualcuno, ma credo di aver fatto la migliore scelta professionale possibile. Il tempo è il nostro grande alleato, non mi stancherò mai di ripeterlo, per ottenere i rendimenti e per ridurre i rischi. Warren Buffet dice che “i mercati finanziari sono quel luogo dove si trasferiscono ricchezze dalle persone impazienti alle persone pazienti”, tu che tipo di persona vuoi essere con i tuoi investimenti?
Scrivimi per una consulenza e verificare insieme se le tue scelte di investimento sono coerenti con le tue aspettative e i tuoi tempi.

Cosa ci riserva il futuro?


Oggi ti parlerò di un tema che mi sta molto a cuore. Non è divertente come forse sarebbe giusto in questo momento in cui avremmo bisogno di sorrisi, ma mettiamola così: tocchiamo ferro e per scaramanzia cerchiamo di arrivare in fondo alla newsletter, bastano 5 minuti!
Con cosa ci riserva il futuro non parlo dei mercati, parlo della nostra vita e della nostra salute. Mai come in questo momento ci sentiamo vulnerabili, in balia di un virus che ha scardinato tutte le nostre certezze, ci ha tolto gli amici, i viaggi, i progetti.
Ma arriverà il vaccino e sarà solo un brutto ricordo? O ha modificato il nostro modo di pensare e di guardare al futuro? Se nel farci diventare migliori forse non è riuscito, di sicuro ci sta dando del tempo libero per riflettere anche sul futuro e la salute.

Le polizze che tutelano il nostro futuro dal rischio di non autosufficienza si chiamano Long Term Care. Io ho sempre avuto la preoccupazione di non voler essere un peso per i miei familiari e sinceramente la cosa che più mi preoccupa è perdere l’autosufficienza a causa di una malattia o di un incidente. Pensare che la vita della mia famiglia sarebbe stravolta dal dovermi accudire mi mette in angoscia, tanto che da anni mi sono premurata di sottoscrivere una polizza a questo fine, appunto la Long Term Care.

Ci sono eventi imprevedibili che segnano le nostre vite, tutti ci auguriamo che non capiti proprio a noi, ma in verità non lo sappiamo. Per tutelarci da questi eventi sono nate le assicurazioni. Quando tutti gli anni paghiamo la RC auto, lo facciamo sperando di non usarla, se abbiamo una polizza Caso Morte (TCM) altrettanto.

Esiste però un rischio ancora troppo sottovalutato ed è quello della non autosufficienza: se perdo la capacità di badare a me stesso che cosa succederà? Una persona non autosufficiente in famiglia mette in ginocchio di certo gli affetti, ma dal punto di vista patrimoniale è una catastrofe. Ancor più della morte.

Vediamo come funziona: se a causa di un incidente o di una malattia (pensiamo ad Alzhaimer o Parkinson ad esempio) la persona non è più autosufficiente, la polizza paga una cifra mensile che potrà essere di aiuto nella organizzazione familiare. Per definire una persona non autosufficiente esistono dei parametri, di solito quando non può fare in autonomia almeno 4 delle sei attività seguenti:

  • Fare il bagno
  • Curare la propria igiene personale (radersi, pettinarsi, …)
  • Vestirsi
  • Nutrirsi, cioè mangiare anche cibo preparato da altri 
  • Continenza
  • Spostarsi (alzarsi da una sedia, camminare, ….)

La polizza ha un premio annuo e, in caso di non autosufficienza accertata, paga per il periodo della non autosufficienza o per tutta la vita se non è risolvibile, una cifra mensile alla persona assicurata.
Lo scopo sarà utilizzare questa cifra per:

– Qualcuno che possa aiutare nella cura della persona

– Pagare in tutto o in parte una retta in una struttura di ricovero

– i necessari interventi sanitari (infermieri, fisioterapisti)


Avrete ben presente come la pensione non è quasi mai sufficiente per pagare la casa di cura o l’aiuto domestico, l’assicurazione fornisce un grande aiuto.

Assicurazioni e pianificazione finanziaria.
Una parte anche molto importante del patrimonio non viene investita perchè “non si sa mai: potrei averne bisogno, se mi ammalo, se non potrò lavorare per un periodo, se avranno bisogno i miei genitori che hanno una pensione bassa”, e così via. Per tutelarci da questi rischi esistono le assicurazioni, una corretta pianificazione finanziaria deve tenerne conto. Quando analizziamo i nostri obiettivi di investimento, sapere che in caso di bisogno l’assicurazione coprirà un certo rischio cambia tutto. E se finalmente pensassimo alle assicurazioni come qualcosa a nostra tutela e non a soldi persi? Sarei ben lieta di pagare la LTC per tanti anni e non averne bisogno, quello che pago io servirà ad aiutare altre persone meno fortunate. Se invece sarò tra quelle, sarò ben contenta di aver fatto qualcosa per aiutare la mia famiglia.
Se non ci avevi ancora pensato fallo ora! Scrivimi per tutti i chiarimenti necessari, ti dirò meglio i vantaggi e i costi (ti assicuro del tutto affrontabili) in modo che tu possa fare una scelta informata.

Come funziona il fondo pensione?

Le regole del fondo pensione 

Il fondo pensione prevede delle regole, non è come un altro investimento che fai e disfi in base ai tuoi desideri o esigenze, si chiama fondo pensione perché deve accompagnarti alla pensione! Quindi non si vende e non si riscatta se non quando si hanno i requisiti per farlo.

Perché ci sono delle regole? Perché le pensioni saranno un problema sociale, non abbiamo ancora visto le persone andare in pensione con il 60% dello stipendio, ma le vedremo e dunque lo Stato sta facendo di tutto per convince le persone a pensarci privatamente. A costruirsi una integrazione alla pensione pubblica.

Per convincerci si utilizzano delle agevolazioni fiscali: chi ne beneficia ha un vantaggio importante che dopo vedremo, di contro deve sottostare a delle regole. Quindi le regole non le stabilisce la società che gestisce il fondo pensione, derivano dalla esigenza di ridurre il numero delle persone indigenti e quindi non è possibile usare il fondo a proprio piacimento. Se hai sottoscritto un fondo pensione di certo te ne hanno parlato, se ci stai pensando è importante partire da qui: stai pensando al tuo futuro, magari molto lontano, ma stai facendo una delle operazioni più importanti nella tua vita: il fondo pensione è un accantonamento che fai per il numero di anni che ti mancano per arrivare alla pensione pubblica, solo quando avrai i requisiti per la pensione pubblica potrai riscattarlo. (Ci sono delle eccezioni che vedremo in una prossima newsletter).

Il riscattoRaggiunti gli anni della pensione pubblica che cosa potrei fare del tuo fondo pensione?

  • Ottenere una rendita 
  • Riscattarlo come capitale in tutto o in parte
  • Lasciarlo investito nel fondo pensione 

Queste opzioni, ognuna ha i suoi vantaggi, le avrai tutte a disposizione, deciderai solo in quel momento quale preferisci, quando avrai tutte le informazioni per farlo.

Rendita: sarebbe l’opzione più logica, hai risparmiato per integrare la pensione pubblica con un altro assegno mensile. Eppure la rendita non ci piace, in media gli italiani non vedono di buon occhio questa opzione. Vogliono tutto il capitale , tutto insieme. Per farne che? Per investirlo in altro modo? Non scartate a priori l’opzione della rendita, ce ne sono di tanti tipi e andrebbe valutata bene prima di decidere. Il problema più sentito è “se poi muoio ci rimetto”, a parte che se muoio purtroppo ho ben altri problemi, è possibile prevedere una rendita reversibile in capo ad un’altra persona.

Capitale: la legge stabilisce che posso avere tutto il fondo in forma di capitale solo se non supera una certa cifra. Altrimenti potrò avere massimo il 50% come capitale e il resto come rendita. E’ possibile, aprendo diversi fondi pensione non superare la cifra e quindi ottenere la rendita totale, puoi farlo aprendo più fondi pensione di varie società o se la società con cui operi ne ha più di uno aprirne due diversi. La cifra da non superare si aggira sui 60/70 mila euro di capitale.

Lasciarlo investito: per ragioni di pianificazione finanziaria e patrimoniale, può essere conveniente non riscattare il fondo pensione anche una volta andati in pensione e al limite mai, trasferendolo direttamente agli eredi.

I vantaggi fiscali
I vantaggi fiscali del fondo pensione sono i seguenti:

  • deducibilità fiscale fino a 5.164 euro. In pratica quello che versi al fondo pensione non viene tassato, si detrae del tuo reddito e non paghi le tasse sull’importo versato, la somma risparmiata dipende dall’aliquota marginale.
  • le somme che hai versato e quindi dedotto dalla tua dichiarazione dei redditi, verranno tassate al momento del riscatto: pagherai massimo il 15%, minimo il 9% in base a quanti anni hai tenuto il fondo. Il risparmio fiscale è notevole: invece del 27 o 38 o 41 o 43% che avresti pagato sul reddito quando hai fatto il versamento, pagherai massimo il 15%.  
  • sui rendimenti si pagano le tasse al 20% invece che al 26%. Il fondo pensione produce rendimento, se fosse un qualunque investimento pagheresti una tassa del 26%,  in questo caso è agevolata al 20% 
  • non ci sono tasse di successione, il fondo pensione se il titolare muore prima di averlo riscattato va agli eredi, questi non pagheranno le tasse di successione.  

Contattami per una consulenza, verificheremo quale è la tua situazione pensionistica e se è consigliabile migliorarla.