Buon 8 marzo

Ci sono feste personali a cui magari tieni tanto oppure no, come il compleanno o gli anniversari, ci sono le feste comandate come Natale che per qualcuno è un periodo meraviglioso e per altri un incubo, poi ci sono le feste come la Festa della donna che non dovrebbe più avere ragione di esistere, se …

Si fa risalire l’origine della festa a marzo 1908 negli Stati Uniti, con la  volontà di ricordare un evento luttuoso: l’incendio di una fabbrica dove morirono molte operaie dell’industria tessile, la festa era ed è il simbolo del contributo non riconosciuto alle donne nella società e del loro ruolo subalterno. Fu scelta la mimosa come simbolo perché sboccia a inizio marzo ed è (era) poco costosa.

Come disse Teresa Mattei: “Scegliamo un fiore povero, facile da trovare nelle campagne che è anche il fiore che i partigiani regalavano alle staffette” (partigiana e membro dell’assemblea costituente).

Quindi la Festa della Donna c’è e ci sarà finché ci saranno differenze, non c’è invece una festa dell’uomo.

Avrai visto “C’è ancora domani” il bellissimo film di Paola Cortellesi che celebra le donne che hanno costruito l’Italia, ma che nessuno ricorda, tanto la storia la fanno sempre gli uomini. Quello che più colpisce, secondo me,  è la rassegnazione di Delia, la protagonista, che vive una vita faticosissima come se fosse normale, perché era normale, ovviamente in quasi 70 anni abbiamo fatto tanti passi avanti, le donne sono sempre più consapevoli del loro ruolo, ma esistono ancora molti limiti alla vera indipendenza.

Indipendenza economica

Se parliamo di indipendenza economica vorrei ricordare alcuni dati: 

  • molte donne ancora non lavorano o lavorano in nero, soprattutto in alcune regioni italiane. Quattro donne su 10 non possiede un conto corrente.
  • quando lavorano guadagnano meno degli uomini a parità di mansione (nel film il collega apprendista poiché uomo, guadagna come Delia che gli insegna il lavoro e lei lo scopre per caso, come non lo sanno le impiegate delle aziende, perché tanto in Italia puoi sapere se il tuo collega ha una relazione fuori dal matrimonio, ma non quanto guadagna) 
  • svolgono quasi completamente il lavoro di cura di figli, genitori anziani, della casa, senza una minima retribuzione (anche questo ancora come Delia che si occupa di cucinare, lavare, pulire, rassettare, fare la spesa, dei figli, di curare il vecchio suocero insopportabile e prende anche le botte dal marito, oltre a lavorare come domestica e altro fuori casa) 

Ma questo non basta a spiegare la frase “se ne occupa mio marito” che pur nelle classi sociali più favorite è ancora sulla bocca delle donne tra la generazione X (nate tra il 1965 e il 1980) e le boomer (nate tra  il 1945 e il 1964).

E qui entra in gioco un retaggio culturale che vede ancora il denaro come qualcosa di poco elegante, la finanza come il male e parlare di guadagni e di soldi la cosa più volgare che ci sia. Divorzio ed eredità 
Salvo poi trovarsi in sede di separazione e divorzio “ a gambe all’aria”, non solo e non tanto perché il marito cerca di pagare il meno possibile e al tenore di vita precedente bisogna dare l’addio, ma anche perché non si ha la cultura finanziaria e non si sa dove parare.

Lo stesso succede nel momento in cui si eredita dai genitori, donne di 40 o 50 anni, che hanno paradossalmente una cultura finanziaria inferiore a quella dei loro padri, a volte perfino delle loro madri. Cresciute al riparo da problemi economici, che non hanno mai pensato al denaro, che poi si sentono sopraffatte.Quindi che fare?

Non è sconveniente parlare di denaro, confrontati con le altre donne, dillo quanto guadagni alle tue amiche, così da avere dei termini di paragone, scegli a chi affidarti per gestire il tuo patrimonio, in base al feeling che puoi creare e non solo al fatto che “si è sempre fatto così”. 

E soprattutto non scoraggiarti se ti sembra difficile, tutto lo è all’inizio, ma con il tempo migliora. 

Vorrei citare una delle frasi che mi ha detto una mia cliente “mi sembra di capire ogni volta che ti incontro qualcosa di più.” Che mi rende più fiera del mio lavoro. 

Hai imparato a fare cose difficilissime, parlo con imprenditrici e professioniste affermate che mi dicono “non ci capisco niente”.La responsabilità storica è anche degli operatori finanziari, che non hanno avuto interesse ad avere clienti sempre più consapevoli. Ma questo sta cambiando, quindi?

Credo che la parola chiave sia FIDUCIA

– fiducia in se stesse con la consapevolezza che seguire il proprio patrimonio è un “compito” come un altro

– fiducia nel consulente che ti affianca, e se non è quello giusto pazienza, si cambia. Niente è eterno. Il mio augurio per te è quello di iniziare o portare avanti questo percorso di consapevolezza perché, la verità è che senza indipendenza economica non può esserci libertà.

Concludo con questo: Teresa Mannino al Festival di San Remo, se non hai ascoltato il suo monologo, vestita di piume rosa, ti consiglio di guardarlo (https://youtu.be/NRO-xV1kyBo?si=Wr74f8OzJ93KbKZp) dice 

Agli uomini piace il potere, il potere SU (le donne, i bambini, la natura…) anche a me piace il potere, il potere DI (farvi ridere, vestirmi di piume, ballare per strada…) 

“Se non è passato, non è il momento di passare oltre!”

Buon 8 marzo a tutte!

Festa della mamma

Le mamme non si occupano di finanza perché non hanno tempo. Tra le mille cose da fare anche l’appuntamento con il consulente?

E allora rimandano, le decisioni, le scelte.

Le mamme hanno cose più importanti da fare, prima di tutto essere presenti con i loro bambini. Le mamme se hanno un compagno delegano a lui: si a lui piace, lui capisce, lui già gestisce i suoi soldi.

Le mamme non amano la finanza perché ne abbiamo sempre parlato come numeri e grafici, invece è futuro, pianificazione, scelte di vita.

Le mamme pensano di non essere all’altezza, non sono sicure di niente, si sentono inadeguate, perché aggiungere un altro motivo di stress?

Le mamme a volte hanno brutte sorprese quando scoprono di avere stipendi più bassi, pensioni più basse, meno opportunità.

Le mamme a volte subiscono violenza, non quella fisica, (o anche) ma quella economica, quando il compagno sceglie per loro la gestione economica della famiglia, Le tratta come adolescenti a cui dare la paghetta, fa loro firmare impegni con le banche, continuo?

Care mamme del 2023, trovatelo il tempo per il consulente, portatevi anche il bambino, se è quello giusto ne sarà contento e iniziate a pensare al vostro patrimonio, al vostro futuro, mettete le basi per una indipendenza reale.

Io ci sono, anche con colori e giochi in ufficio o on Line.

P. S lungi da me discriminare le donne non mamme, questo post è anche per loro, solo che oggi è la Festa della Mamma.

Elasticamente parlando

Finalmente riesco a raccontarti dell’incontro di venerdì con @Claudia De Lillo, per la presentazione del suo ultimo libro “Elasticamente Parlando”

Il 24 marzo davanti ad più di 30 amiche e clienti invitate all’incontro, abbiamo avuto una lunga e piacevolissima chiacchierata insieme, su temi che, prendendo spunto dal suo libro,  hanno spaziato dalla famiglia, alla coppia, alle scelte di vita e di lavoro, e ovviamente, vista la sua formazione di economista e giornalista finanziaria,  abbiamo parlato anche di finanza e  relazione col denaro.

Mi ha colpito che, alla mia considerazione sulla capacità e possibilità di  delega, in casa e in famiglia : “delegate tutto, ma non la cura del vostro patrimonio”, la sua  risposta sia stata  che in effetti in casa sua è il marito ad aver delegato a lei.

Inoltre, incredibile, la finanza un po’ le manca!

Provo a riportare  alcune sue  parole che interpretano molto bene anche  il mio punto di vista: 

“quando ho smesso (di occuparmi di finanza, ho pensato:  adesso basta, non ne voglio più sapere!

In realtà mi sono resa conto che è un problema di distanza, perchè quando sei troppo vicino ad un argomento, rischi di perderne la bellezza.

Inoltre, quando mi sono riconvertita ad un giornalismo più generalista e alla radio, mi sono resa conto del fatto che le persone non sanno di economia e di finanza.

In realtà l’economia ci dice chi siamo, le scelte che facciamo, come le scelte  familiari di dove mettere i nostri risparmi parlano della nostra identità, lo stesso vale per una azienda, per un Paese. Per capire dove sta andando un Paese e quale è la visione del futuro, bisogna  guardare dove spende , e capire questo  è una cosa bellissima”.

Le ho poi chiesto come si esce, secondo lei, dal tabù del denaro, questa la sua risposta:

“Parlandone !!  parliamo di soldi, anche a me pesa tantissimo, bisogna essere un po’ spudorate, perchè è importante, ed è un argomento come altri.

c’è questa esigenza di parlarne sempre di più… piano piano …”

Ecco, piano piano anche  io cerco di fare la mia parte. Qui e con la mia Newsletter 

Vi lascio il link per iscrivervi

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Il piacere di donare

Ieri pomeriggio ho incontrato una cliente e, ancora prima, cara amica: mi aveva chiesto un appuntamento perché le spiegassi bene le regole del Piano di accumulo.

Mi ha raccontato che da tempo sta pensando a come mettere da parte una somma da destinare ad un bambino, figlio della persona che l’aiuta in casa con i suoi genitori, una donna del Bangladesh a cui sono tanto affezionati.

Il bambino ha sei anni e lei ha pensato di creare per lui un fondo che potrà essergli utile per i suoi studi.

Faremo un Piano di accumulo, intestato alla cliente che, a tempo debito, consegnerà la somma al bambino diventato maggiorenne.

Trovo che questo sia un gesto molto potente, soprattutto in queste ore mentre vediamo bambini, come i nostri che non sono riusciti a raggiungere l’Italia, per il sogno di futuro dei loro genitori …

Si investe anche per donare, e non solo ai familiari, e storie come questa e altre lo dimostrano.

Sono orgogliosa delle mie clienti e forse…è proprio vero che, come diciamo sempre tra colleghi “ ognuno ha i clienti che merita”!

Welcome!

Ultima riflessione lavorativa di fine anno: sono stata qualche giorno a Londra. C’ero stata altre volte, l’ultima nel 2015 per un’intera settimana. Eppure questa volta è stato più bello, più interessante, davvero una esperienza unica.

Cosa è cambiato? I consigli di una cara amica che ha vissuto a Londra per tanti anni, guidati da lei abbiamo assaporato la cucina tradizionale e i nuovi sapori. Abbiamo ammirato Londra dallo Sky garden. 

I consigli degli esperti non si trovano sui giornali. non valgono per tutti, sono personali. 

È questo il mio lavoro nella consulenza finanziaria, non posso fare andare bene i mercati, ma posso aiutarti a prendere le decisioni corrette.

Per questo ti invito ad iscriverti alla mia newsletter, la prossima arriverà il giorno 8 gennaio. Riceverai in regalo un opuscolo con cinque consigli per occuparti del tuo patrimonio. 

Questo il link. http://eepurl.com/dqzQj9