Elasticamente parlando

Finalmente riesco a raccontarti dell’incontro di venerdì con @Claudia De Lillo, per la presentazione del suo ultimo libro “Elasticamente Parlando”

Il 24 marzo davanti ad più di 30 amiche e clienti invitate all’incontro, abbiamo avuto una lunga e piacevolissima chiacchierata insieme, su temi che, prendendo spunto dal suo libro,  hanno spaziato dalla famiglia, alla coppia, alle scelte di vita e di lavoro, e ovviamente, vista la sua formazione di economista e giornalista finanziaria,  abbiamo parlato anche di finanza e  relazione col denaro.

Mi ha colpito che, alla mia considerazione sulla capacità e possibilità di  delega, in casa e in famiglia : “delegate tutto, ma non la cura del vostro patrimonio”, la sua  risposta sia stata  che in effetti in casa sua è il marito ad aver delegato a lei.

Inoltre, incredibile, la finanza un po’ le manca!

Provo a riportare  alcune sue  parole che interpretano molto bene anche  il mio punto di vista: 

“quando ho smesso (di occuparmi di finanza, ho pensato:  adesso basta, non ne voglio più sapere!

In realtà mi sono resa conto che è un problema di distanza, perchè quando sei troppo vicino ad un argomento, rischi di perderne la bellezza.

Inoltre, quando mi sono riconvertita ad un giornalismo più generalista e alla radio, mi sono resa conto del fatto che le persone non sanno di economia e di finanza.

In realtà l’economia ci dice chi siamo, le scelte che facciamo, come le scelte  familiari di dove mettere i nostri risparmi parlano della nostra identità, lo stesso vale per una azienda, per un Paese. Per capire dove sta andando un Paese e quale è la visione del futuro, bisogna  guardare dove spende , e capire questo  è una cosa bellissima”.

Le ho poi chiesto come si esce, secondo lei, dal tabù del denaro, questa la sua risposta:

“Parlandone !!  parliamo di soldi, anche a me pesa tantissimo, bisogna essere un po’ spudorate, perchè è importante, ed è un argomento come altri.

c’è questa esigenza di parlarne sempre di più… piano piano …”

Ecco, piano piano anche  io cerco di fare la mia parte. Qui e con la mia Newsletter 

Vi lascio il link per iscrivervi

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Intervista a Claudia de Lillo

elasti

Il mio ultimo evento del 2018 è stata la presentazione del libro di Claudia de Lillo  “Nina Sente”. Riporto qui una piccola parte dell’intervista che ho fatto a Claudia, in cui si parla di finanza. Per l’intervista completa (anche in video) puoi farne richiesta iscrivendoti alla mia newsletter.   

Il libro è ambientato nel mondo della finanza, è una finanza buia dove si parla con termini incomprensibili e soprattutto dove ci sono figure maschili piuttosto ingombranti, prepotenti a dedite alla ricerca del potere fine a sé stesso e figure femminili non più in ombra, ma che vogliono imitare i loro manager uomini oppure che diventano “eccessivamente femminili”. Ti volevo chiedere un commento su questo, se dipende dalla tua esperienza.

Il mio battesimo con la finanza è stato un battesimo molto traumatico, io mi sono laureata in matematica finanziaria, non so come sia successo e a 25 anni con questa laurea in mano fui assunta da una Sim dovevo fare la trader sui derivati, la trader che compra e vende non proprio azioni, ma titoli derivati. Io sono arrivata bellina, mi ricordo dopo la shopping con la mamma, che dopo la laurea dice “non puoi andare vestita così in jeans e maglione”. Dunque, vestita da signorina che inizia a lavorare, mi presento in questo posto e entro nella sala operativa che è un enorme open space con un tavolo al centro e persone tute intorno. Entro e mi dicono “tu sei la prima donna che entra nella sala operativa, sappi che le donne nelle sale operative portano sfortuna e quindi tu da oggi sarai Giovanni.” E io non so come reagirebbe adesso una venticinquenne, io ero disarmata e non ho detto “O mi chiamate con il mio nome o vi denuncio.” Semplicemente ho fatto buon viso a cattivo gioco. Devo dire che ho resistito sei mesi e in quei sei mesi di finanza estrema sono stati sei mesi durissimi. L’abilità che dovevi avere era essere veloci con il mouse. A quei tempi gli operatori stranieri che volevano operare in Italia dovevano chiamare una banca italiana per sui io avevo un citofono con cui un pazzo di Londra, mi urlava “vai cretina, compra… ecco sei lenta vaff…”

Sei mesi con il pazzo di Londra: tu avevi centinaia di milioni di euro con cui compravi e vendevi con un click del mouse. Il battesimo è stato molto violento, molto machista, tanta supponenza, un po’ perché ero l’ultima arrivata, un po’ perché donna. Devo dire che nel mio percorso di giornalista finanziaria, eravamo molte donne in redazione, nel mondo che ho incontrato io, ma credo che quel tipo di finanza li in certi ambienti esista ancora. E anche confrontandomi con amici c’è un atteggiamento un po’ machista, arrogante, schiacciasassi e poi ci sono tanti soldi che girano e come in ogni posto in cui ci sono tanti soldi che girano ognuno si attacca al suo tesoretto.

Nina è autista di una banca veneta che riceve un’offerta di acquisto da una banca cinese e come spesso succede quando arriva il conquistatore si scatena il panico e c’è chi da il meglio di sé, ma molti danno il peggio …

Direi che indubbiamente è molto realistico, però la finanza può anche essere utile: prima di tutto perché comunque dobbiamo occuparci del nostro denaro che dopo la salute e gli affetti al terzo posto arriva lui, il nostro denaro. (Per alcuni anche al primo, ma questo è un altro discorso). E anche perché è necessaria sempre più consapevolezza e anche le donne, sia esse risparmiatrici che consulenti,  vogliamo che siano sempre più presenti in questo mondo.  La finanza buona e utile, diciamo.