Il passaggio generazionale in azienda

Il passaggio dell’azienda da una generazione all’altra implica una serie di valutazioni che l’imprenditore dovrebbe fare il prima possibile. E’ un momento difficile per l’azienda ed è di sicuro meglio pianificarlo per tempo e condividerlo. Nelle piccole e medie imprese a conduzione familiare, questo passaggio è ancora più delicato. Ci sono rapporti personali che non sempre aiutano nel passaggio. Pensiamo ad esempio al caso del fondatore che non ha fiducia nei figli, o ai figli che non sono interessati a portare avanti l’attività. Una battuta ci ricorda che “il nonno fa l’imprenditore, il figlio l’architetto e il nipote il musicista”. Per fortuna non sempre è così, ma ci sono casi complicati. 
Altro caso frequente è quello dell’azienda fondata dal nonno, che ha avuto diversi figli tutti in azienda, all’arrivo dei nipoti i numeri possono diventare “preoccupanti”: un nonno, due figli, quattro nipoti o più. I nipoti hanno età diverse e diverse attitudini, in alcune famiglie si punta molto sulla formazione, in altre meno, quindi il passaggio alla seconda e ancora di più alla terza generazione può essere drammatico. 
Abbiamo visto in una precedente newsletter come in Italia siano vietati i patti successori, vale a dire gli accordi presi in vita riguardo alla propria eredità. In materia di impresa invece esiste una deroga importante: il Patto di famiglia. Con questo patto l’imprenditore potrà trasferire l’azienda ad un suo figlio finché è ancora in vita, in completo accordo con gli eventuali altri figli. 
Facciamo l’esempio di Alberto, vedovo, che possiede il 100% della sua azienda, una Srl. Alberto ha due figli, Riccardo che lavora da sempre in azienda al suo fianco e Gloria che invece lavora nell’azienda del marito. Alberto ha 70 anni e vuole trasferire l’azienda a Riccardo. Può farlo usando il Patto di Famiglia. Una volta valutata l’azienda:

  • Alberto trasferisce il 98% delle quote a Riccardo
  • Giulia verrà liquidata per la sua parte di legittima e si accorda con il fratello per avere il denaro in 10 anni
  • tutta l’operazione gode della completa esenzione dall’imposta di successione e donazione

Oltre a questo ultimo enorme vantaggio, dal punto di vista della successione, con il Patto di Famiglia c’è certezza dell’operazione in quanto tutti gli eredi sono stati coinvolti e sono d’accordo per procedere in questo modo. Al contrario se Alberto aspettasse la sua morte per trasferire al figlio l’azienda con testamento, Giulia potrebbe attivarsi per dimostrare lesa la sua quota di legittima, allo stesso modo in caso di donazione. 
Questa opportunità, ancora pochi usata ha dunque enormi vantaggi. 
Non ho scelto a caso i nomi dei figli, vediamo alcuni numeri: 

  • il 63% degli eredi che prendono in mano le redini dell’azienda sono uomini, con un’età media compresa tra i 41 e i 55 anni (dati 2018-2019 del CERIF Centro di ricerca sulle imprese di famiglia dell’università Cattolica di Milano) 
  • Nel 29% dei casi su un campione di 52 imprese familiari c’è stato un passaggio verso una erede donna (dati Centro di Ricerca sul tessuto produttivo di Monza e Brianza) 
  • Fattori di tipo culturale, locale e familiare possono essere determinanti nell’ostacolare o, al contrario, favorire la successione al femminile
  • Sono sempre meno i casi in cui, in presenza di una erede donna questa non sia stata coinvolta nella gestione dell’azienda, un segnale incoraggiante visto quanto è ancora marginale la presenza di imprenditoria femminile nel nostro paese.
  • Da una intervista pubblicata su We Wealth a Claudio Del Vecchio, professore ordinario di Strategia e Politica aziendale presso l’Università Cattolica di Milano, riporto alcune considerazioni:
  • – nel passaggio generazionale la cultura maschilista rispetto a qualche anno fa si sta stemperando e anche le aziende considerate più maschili, come la meccanica, sono sempre più spesso guidate da donne- rimangono tuttavia dei capisaldi pro genere maschile che dipendono dal territorio, dall’età dell’imprenditore, dagli usi locali delle famiglie e dai suoi valori. Ad esempio in alcune aree di provincia rispetto alle aree metropolitane la cultura è meno allineata alla parità di genere – in queste zone è ancora radicata la tendenza di passare al figlio l’azienda mentre alla figlia altri asset (es. immobili, titoli), a discapito di una concreta valutazione delle competenze, capacità e attitudini dei potenziali eredi. – Inoltre, quando si tratta di decidere chi prenderà le redini dell’azienda, in presenza di una figura senior maschile, il passaggio generazionale in rosa può subire delle complicazioni e “non è così dirimente in termini della ripartizione dei ruoli in quanto le donne tendono ad essere più accondiscendenti rispetto all’autorità paterna”.
    Sempre citando Del Vecchio in presenza di aziende già guidate da donne, il passaggio generazionale è più meritocratico. Due sono le linee guida seguite: – le caratteristiche personali dell’erede, si cercano pazienza, realismo, concretezza, determinazione – il modello gestionale: visione di medio/lungo termine, capacità di lavorare in squadra, attenzione ai particolari, fedeltà agli obiettivi e coerenza. A questi aspetti si aggiunge una empatia “valoriale” tra donne.
    Se è importante valutare tutte queste caratteristiche nell’erede, a prescindere dal genere, altrettanto importante è che l’erede stesso segua le sue inclinazioni e che gli si lasci la massima libertà di scelta. E che sia accompagnato in un percorso di crescita professionale entro l’azienda, finché non sarà autonomo.

A chi lascerai il tuo patrimonio? – Tre punti per iniziare a valutare

Il passaggio generazionale è il modo in cui trasferisco la ricchezza alle generazioni future, in poche parole il tema è quello della eredità, ma siccome non è bello pensare alla propria morte, ci siamo “inventati” questo concetto. 
MI piacerebbe trovare un sinonimo più simpatico per rendere accattivante questo tema, fin’ora non ci sono riuscita, ma se hai un suggerimento da darmi te ne sarò grata! Vediamo insieme tre aspetti per iniziare una valutazione: 
Una scelta di fondo 
Pensando al futuro e a come il patrimonio verrà trasferito ai nostri eredi, in fin dei conti i casi sono due: 
– non faccio niente e lascio che se la sbrighino i miei eredi in base alla legge vigente
– mi informo e poi decido se mi sta bene quello che prevede la legge nel mio caso specifico o se voglio intervenire. 
Questa seconda ipotesi sarebbe da preferire, potrei scoprire che mia cognata potrebbe accampare diritti sulla mia casa, o che i miei figli potrebbero far fatica a dividersi gli immobili.
Tuttavia non ci piace pensare a queste cose se meno del 20% degli italiani lascia un testamento (mentre nei Paesi anglosassoni si arriva al 70%). In molti pensano che sia inutile o eccessivamente costoso o sia complicato informarsi. 
Tu cosa ne pensi? 
Partendo dalla tua situazione familiare è possibile fare una prima analisi, ovvero capire cosa accadrà se non intervieni, potresti scoprire che la soluzione giusta per te è proprio quella e..tanto meglio! Se invece preferisci analizzare altre soluzioni possiamo valutarle insieme. 

Come fare per occuparsi della propria eredità  

Le persone che desiderano occuparsi del proprio passaggio generazionale cosa devono fare? 
1/ analisi della situazione familiare: chi sono i tuoi eredi? Hanno diritto alla legittima?  il nostro ordinamento tutela la famiglia e il passaggio del patrimonio agli eredi diretti.  La famosa frase “Io ti diseredo” che sentiamo dire nei film americani, in Italia è veramente poco credibile. La moglie, il marito, i figli e se non hai figli anche i genitori, hanno diritto ad avere parte della nostra eredità, anche se noi non volessimo. Tuttavia ci sono margini di manovra per mitigare quanto stabilito dalla legge. E se la famiglia si è allargata con divorzi e nuovi matrimoni? E’ ancora più importante pensarci. 
2/ analisi della composizione del patrimonio: fai un elenco di tutte le tue “sostanza”, non solo il denaro e gli immobili, proprio tutto:- denaro e investimenti 
– immobili 
– preziosi e opere d’arte 
– polizze assicurative
– Fondi pensione 

3/ analisi degli obiettivi da raggiungere: mi sta bene che tutto il patrimonio sia diviso in parti uguali tra gli eredi o preferirei, magari d’accordo con loro, dividere in modo diverso? Ad esempio lasciando la casa al mare alla figlia che la adora? Anche se devi riconoscere le legittima, non è necessario che tutto si divida in parti uguali tra tutti gli eredi, l’importante è riconoscere un uguale valore, non è necessario che le case diventino un pezzettino di ognuno. 
Se desideri essere affiancato per fare queste valutazioni, ho conseguito un Master di secondo livello presso l’Università di Brescia specifico su “Passaggio generazionale e tutela del patrimonio”, scrivimi!

Il passaggio generazionale in azienda

Se sei un imprenditore hai sicuramente a cuore il passaggio generazionale della tua azienda. Trovare la persona adatta a seguirla dopo di te credo sia un pensiero costante.
Anch’io in quanto libero professionista mi interrogo spesso su come condurre il passaggio generazionale della mia impresa: a chi affiderò i miei clienti quando andrò in pensione? Siccome proprio oggi compio 54 anni c’è ancora tempo!Parlando con i miei clienti imprenditori, questo è un tema ricorrente, i casi sono due:
– ci sono dei figli a cui lasciare l’attività. Ma questi figli sono in grado? Sono stati abituati ad assumersi delle responsabilità via via maggiori o si occupano di fare shopping? Si dice che “il nonno fa l’imprenditore, il padre fa l’architetto e il nipote il chitarrista”, non è un caso se tante aziende falliscono nel passaggio generazionale.
– non ci sono eredi diretti o gli eredi non sono interessati. In questo caso va valutata una cessione dell’azienda, restando magari come collaboratori. Ad esempio un mio cliente ha deciso di vendere la sua azienda, ma rimarrà come consulente per 5 anni per gestire il passaggio. Credo che questa situazione sia la più difficile da affrontare, l’azienda è un po’ come un figlio, separarsene è estremamente doloroso, ma proprio per il suo bene è necessario farlo. Grazie alla rete di collaborazioni che ho creato, posso metterti in contatto con i professionisti che si occupano di cessioni e acquisizioni, insieme possiamo aiutarti a gestire al meglio il tuo passaggio generazionale.